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Electric Eye (Judas Priest)

Canzone: Electric Eye
Artista: Judas Priest
Album: Screaming for Vengeance (1982)

Anno 1982, i Judas Priest irrompono con uno dei loro album più aggressivi ed heavy. La prima canzone dell’album è Electric Eye, anticipata dall’intro The Hellion. È una geniale e al contempo inquietante anticipazione dei tempi. La canzone è un tributo al romanzo 1984 di George Orwell. L’electric eye di cui si parla nella canzone è il controllo che il governo esercita sulla popolazione. Siamo tutti controllati e osservati. Non abbiamo più libertà. L’occhio elettrico dovrebbe servire per mantenere pulito il paese dalla criminalità, ma il tono della canzone fa capire che è tutta una scusa. I Judas Priest ci spiegano quanto sia pericoloso usare nei modi sbagliati la tecnologia. Non è sbagliato progredire, ma le scelte che noi facciamo, come umanità, ci indirizzano verso un futuro migliore o negativo. La critica si percepisce bene dai termini usati e dalle espressioni. L’occhio elettrico, ad esempio, è orgoglioso di controllare i segreti della gente. I suoi circuiti “risplendono”. Il tutto indica una forma di narcisismo e appagamento per il potere che deriva dallo spiare la popolazione. Non è uno strumento usato per proteggerci, ma usato dai politici e dal governo per soggiogarci. I Judas Priest lo dicevano nel 1982 e lo diceva Orwell. Non abbiamo ascoltato nessuno di loro e adesso siamo completamente dementi con app e social che, appunto, sono gli “occhi elettrici” della nostra società.

Testo

Up here in space
I’m looking down on you
My lasers trace
Everything you do
You think you’ve private lives
Think nothing of the kind
There is no true escape
I’m watching all the time

I’m made of metal
My circuits gleam
I am perpetual
I keep the country clean

I’m elected electric spy
I protected electric eye

Always in focus
You can’t feel my stare
I zoom into you
You don’t know I’m there
I take a pride in probing
all your secret moves
My tearless retina takes
pictures that can prove

I’m made of metal
My circuits gleam.
I am perpetual
I keep the country clean

I’m elected electric spy
I protected electric eye

Electric eye, in the sky
Feel my stare, always there
Theres nothing you can do about it
Develop and expose
I feed upon your every thought
And so my power grows

I’m made of metal
My circuits gleam
I am perpetual
I keep the country clean

I’m elected electric spy
I protected electric eye

Protected, detective, electric eye

Keeper of the Seven Keys (Helloween)

Canzone: Keeper of the Seven Keys
Artista: Helloween
Album: Keeper of the Seven Keys – Part II (1988)

Una canzone che ci vorrebbe proprio per questi tempi di cattivismo. Già la prima strofa ci fa capire cosa vuole trasmetterci Weikath (chitarrista e autore del testo). L’espressione “fai che le persone incrocino le mani tra di loro e riempano i loro cuori di verità” mette già i brividi. Perfetta sintesi tra parole e musica. A volte, la difficoltà sta nel comprendere che sono pur sempre tedeschi, quindi può scapparci un’incomprensione. Ad esempio, il primo bridge (si dice così) può far pensare male. Weikath vuole semplicemente metterci in guardia dall’odio, perché l’odio porta le persone a dimenticare ciò che siamo stati. Poi va beh, il bridge si chiude con la tipica espressione di uccidere Satana che non vuole che siamo ciò che vogliamo. Sappiamoli capire. Weikath all’epoca aveva 26 anni, l’album è un  capolavoro e ci stanno queste goliardate che non sminuiscono affatto il brano (musicalmente e liricamente, si intende). Sarà banale il concetto di lotta tra luce e malvagio, ma soo le parole usate a rendere bellissima questa canzone. Il ritornello è ovviamente un capolavoro, quindi vi riporto il testo in modo che potrete leggerlo con le vostre personali sfumature.

Testo

Make the people
hold each other’s hands
and fill their hearts with truth
you made up your mind
so do as divinedPut on your armour
ragged after fights
hold up your sword
you’re leaving the light
make yourself ready
for the lords of the dark
they’ll watch your way
so be cautious, quiet and hark

You hear them whispering
in the crowns of the trees
you’re whirling ‘round
but your eyes don’t agree
will ‘o’ the wisps
misguiding your path
you can’t throw a curse
without takin’ their wrath

Watch out for the seas of hatred and sin
or all us people forget what we’ve been
our only hope’s your victory
kill that satan who won’t let us be–kill!

You’re the keeper of the seven keys
that lock up the seven seas
and the seer of visions sais before he went blind
hide them from demons and rescue mankind
or the world we’re all in will soon be sold
to the thone of the evil payed with Lucifer’s gold

You can feel cold sweat
running down your neck
and the dwarfs of falseness
throw mud at your back

Guided by spells
of the old seer’s hand
you’re suffering pain
only steel can stand

Stay well on your way and follow the sign
fulfull your own promise and do what’s divined
the seven seas are far away
placed in the valley of dust heat and sway

You’re the keeper of the seven keys
that lock up the seven seas
and the seer of visions said before he went blind
hide them from demons and rescue mankind
or the world we’re all in will soon be sold
to the throne of the evil payed with Lucifer’s gold

Throw the first key into the sea of hate
[Solo: Mike/Kai]
throw the second key into the sea of fear
throw the third key into the sea of senselessness
and make the people hold each other’s hands
the fourth key belongs into the sea of greed
and the fifth into the sea of ignorance
Disease, disease, disease my friend
for this whole world’s in devil’s hand
Disease, disease, disease my friend
throw the key or you may die

On a mound at the shore of the last sea
he is sitting, fixing your sight
with his high iron voice causing sickness
he is playing you out with delight
man who do you just think you are?
a silly bum with seven stars
don’t throw the key or you will see
dimensions cruel as they can be
don’t let him suck off your power
throw the key. . .!An earthquake, squirting fire, bursting ground
Satan’s screaming, and earth swallowing him away!

You’re the keeper of the seven keys
you locked up the seven seas
and the seer of visions can now rest in peace
there ain’t no more demons and no more disease
and, mankind, live up, you’re free again
yes the tyrant is dead, he is gone, overthrown
you have given our souls back to light

Rime of the Ancient Mariner (Iron Maiden)

Canzone: Rime of the Ancient Mariner
Artista: Iron Maiden
Album: Powerslave (1984)

Un esempio di come sia sbagliato associare il metal alla figura dello sbandato. Anzi, è un perfetto esempio di come il metal ci possa allargare gli orizzonti letterari. La canzone, infatti, deriva dall’omonimo componimento letterario di Samuel Taylor Coleridge. Praticamente, si tratta di un riassunto dell’opera dello scrittore originario del Devon. Quello che colpisce è che, nonostante sia un riassunto, è come se i versi fossero davvero scritti da Coleridge anziché dagli Iron Maiden. La cultura e la sportività di degli Iron Maiden sono ormai due loro qualità riconosciute e, in questa canzone, la prima si riconosce bene. Il fine morale di Rime of the Ancient Mariner può sembrare banale, dato che si basa sul principio di rispettare ogni creatura vivente, che sia un albatros o un serpente. Tuttavia, al giorno d’oggi non credo che sia così scontato trasmettere questo insegnamento. Basta guardare come la gente riduce le panchine anche se, tre centimetri, c’è un cestino. In sede live, Bruce Dickinson ha scherzato su questa mancanza di rispetto. “Questo è ciò che non dovete fare se un uccello vi scagazza in testa!” è la frase pronunciata durante alcuni live. Il riferimento è al fatto che, nell’opera di Coleridge, il marinaio uccide l’albatros “senza motivo”. E l’albatros si vendica! Insomma, anche in chiave ironica, è una canzone bellissima, dotata di una poeticità che gli amanti dell’inglese potranno apprezzare sicuramente. Ovviamente, l’invito è quello di leggersi l’opera integrale! Alcune espressioni, come quando i membri dell’equipaggio “cadono uno per volta”, mettono i brividi. O quando viene descritta la scena in cui stanno morendo di sete, eppure l’acqua di mare li circonda dovunque. L’acqua è lì, ma non si può bere. Le due scene sono descritte con gli stessi versi di Coleridge. Poesia pura, appunto. E tremenda, tremenda vendetta della natura quando non viene rispettata. Infine c’è il finale, che è una chiara invettiva contro l’ipocrisia della religione (per inciso, Coleridge era cristiano, ma detestava gli ipocriti!).

Testo

Hear the rime of the ancient mariner
See his eye as he stops one of three
Mesmerises one of the wedding guests
Stay here and listen to the nightmares of the sea.

And the music plays on, as the bride passes by
Caught by his spell and the mariner tells his tale

Driven south to the land of the snow and ice
To a place where nobody’s been
Through the snow fog flies on the albatross
Hailed in god’s name, hoping good luck it brings

And the ship sails on, back to the north
Through the fog and ice and the albatross follows on

The mariner kills the bird of good omen
His shipmates cry against what he’s done
But when the fog clears, they justify him
And make themselves a part of the crime

Sailing on and on and north across the sea
Sailing on and on and north ‘til all is calm

The albatross begins with it’s vengeance
A terrible curse a thirst has begun
His shipmates blame bad luck on the mariner
About his neck, the dead bird is hung

And the curse goes on and on at sea
And the curse goes on and on for them and me

“Day after day, day after day,
we stuck nor breath nor motion
As idle as a painted ship upon a painted ocean
Water, water everywhere and
all the boards did shrink
Water, water everywhere nor any drop to drink”

There calls the mariner
There comes a ship over the line
But how can she sail with no wind in her sails and no tide

See… onward she comes
Onward she nears out of the sun
See, she has no crew
She has no life, wait but here’s two

Death and she life in death,
They throw their dice for the crew
She wins the mariner and he belongs to her now
Then… crew one by one
They drop down dead, two hundred men
She… she, life in death.
She lets him live, her chosen one

“One after one by the star dogged moon,
Too quick for groan or sigh
Each turned his facce with a ghastly pang
And cursed me with his eye
Four times fifty living men
(And I heard nor sigh nor groan)
With heavy thump, a lifeless lump,
They dropped down one by one”

The curse it lives on in their eyes
The mariner wished he’d die
Along with the sea creatures
But they lived on, so did he

And by the light of the moon
He prays for their beauty not doom
With heart he blesses them
God’s creatures all of them too

Then the spell starts to break
The albatross falls from his neck
Sinks down like lead into the sea
Then down in falls comes the rain

Hear the groans of the long dead seamen
See them stir and they start to rise
Bodies lifted by good spirits
None of them speak and they’re lifelesss in their eyes

And revenge is still sought, penance starts again
Cast into a trance and the nightmare carries on

Now the curse is finally lifted
And the mariner sights his home
Spirits go fromhe long dead bodies
Form their own light and the mariner’s left alone

And then a boat came sailing towards him
It was a joy he could not believe
The pilot’s boat, his son and the hermit,
Penance of life will fall onto him

And the ship sinks like lead into the sea
And the hermit shrieves the mariner of his sins

The mariner’s bound to tell of his story
To tell this tale wherever he goes
To teach god’s word by his own example
That we must love all things thaat God made

And the wedding guest’s a sad and wiser man
And the tale goes on and on and on

Jihad (Slayer)

Canzone: Jihad
Artista: Slayer
Album: Christ Illusion (2006)

Questa è la tipica canzone che fa degli Slayer una band di successo. Nonostante siano politicamente scorretti e provocatori, riescono anche a far riflettere su quello che viviamo nella nostra società. Qui si parla di terrorismo islamico e viene descritto il punto di vista di un estremista islamico. Non si può dire che sia un testo di eccezionale poesia. C’è molta rabbia nelle atmosfere e nelle melodie, com’è nello stile del thrash metal dei vecchi tempi. Ma è proprio questa durezza che ci fa riflettere e vedere un problema attuale sotto un diverso punto di vista. Hanneman e Araya (gli autori del testo) non emettono giudizi. Non dicono se sia giusto o sbagliato, ma fanno il tentativo di immedesimarsi in coloro che, invocando Dio e la religione, compiono stragi e attentati. Io aggiungo che è interessante far notare come non sia direttamente menzionato l’Islam, cosa che rende il punto di vista del testo applicabile a quello che erano i cristiani stessi durante le guerre sante del medioevo. C’è anche un documentario di Rai Storia, presentato dal professor Barbero, che mette in evidenza questa analogia, arrivando a dire che islamici e cristiani si odiavano (e odiano?) proprio perché sono simili. Gli Slayer sono stati criticati per questa canzone (a dire il vero, gli Slayer vengono criticati per almeno una decina di canzoni). Qui sta il loro successo. Non c’è nessun incitamento al terrorismo islamico, ma hanno capito che il buonismo o il politicamente corretto non ci porta a riflettere sui problemi. Tant’è vero che King asserisce che “noi siamo gli Slayer e dobbiamo essere diversi”.

Testo

I have witnessed your death
I’ve see it many times
Your tortured screams
Your decrypted little mind
A father’s son
With pathetic eyes that bleed
Twins in the end
Begin and let the brothers fall

I will see you burned alive
Screaming for your God
I will watch you die again for him

God won’t touch what I’ve done
He cries upon my feet
A privilege pain
Beneath buried are your dead
On splintered bones I walk
Sifting through the blood
Besieged in fear
Await the coming of the God

I will watch you die again for him

Blood is raining downward
The stain reflects the sun
Conquer divide within
Terrorize the mind
I have seen the end it’s yours
Rosary in hand
Your selfish flesh it melts
Spilling from the sky

I will see you burn alive
Screaming for your God
I will watch you die

This is God’s War
God’s War
This is God’s War
God’s War

War of holy principles
I’m seeking God’s help in your destruction
Slit the throat of heaven man
And let his blood dilute the water
Bury your dead

Fuck your God erase his name
A lady weeps insanewith sorrow
I’ll take his tower from the world
You’re fuckin’ raped upon your deathbed

This is God’s War
God’s War
This is God’s War
God’s War
Fucking Holy War

Be optimistic, happy and calm
Show no fear or anxiety
Smile at the face of God
And your reward will be eternity
Holy warriors
Your patience will be justified
Everything is for him
You must not comfort the animal before you kill it
Strike as champions at the heart of the nonbelievers
Strike above the neck and at all extremities
For it’s a point of no return for almighty God
God will give victory to his faithful servant
When you reach ground zero you will have killed the enemy
The great Satan

One Rode to Asa Bay (Bathory)

Canzone: One Rode to Asa Bay
Artista: Bathory
Album: Hammerheart (1990)

Va premesso che il testo sembra un po’ una traduzione dallo svedese. Allo stesso tempo, però, la narrazione è molto poetica ed evocativa. Nonostante il genere estremo della band (o di Quorthon, visto che faceva quasi tutto lui), non c’è nessuna volgarità nel testo. Anzi, a mente aperta ci si lascia trascinare dal racconto. La tematica è la cristianizzazione dei popoli scandinavi e spiega, tra l’altro, perché in quei paesi il cristianesimo è diverso rispetto a quello da noi. Ha infatti più elementi pagani, che non sono mai stati sradicati del tutto e, anzi, sono ancora forti nella tradizione. Questo dovrebbe far riflettere coloro che credono che esista una sola religione “vera”. Quorthon descrive bene la contraddizione della religione cristiana che, arrivata in Scandinavia per salvare tutti, reagiva con violenza verso chi non si convertiva. Diciamo che c’è un po’ di mitizzazione sulle violenze dei “conquistatori” cristiani in Scandinavia (non erano i conquistadores spagnoli nell’America latina, per intenderci), ma si comprende come viene vissuta la conversione dalla parte opposta. Quello che è vero è che comunque si parlava di salvezza, ma poi la fede non portava la gloria come gli dei scandinavi, bensì sudore, fatica e sofferenza. Ed ecco l’incoerenza, perché Odino offriva la gloria, un posto nel Valhalla. Il cristianesimo offriva la salvezza attraverso la conversione e il battesimo, ma era una religione con tanti divieti e bigottismo.

Testo

One man rode the way through the woods
Down to Asa bay
Where dragon ships had sailed to sea
More times than one could say
To see with own eyes the wonder
People told of from man to man
The God of all almightyness
Had arrived from a foreign land

The rumours told of a man
Who had come from the other side the seas
Carrying gold cross around neck in chain
And spoke in strange tongue of peace
He had come with strange men in armour
Dressed in purple shirts and lace
Smelling not of beer but flowers
And with no hair in face

And the bold man carrying cross
Had told all one of Asa bay
The God of all man woman child had come
To them all save
And to thank Lord of Heaven
One should build to God a house
And to save one’s soul from Hell
One should be baptised and say vows

A man of pride with the Hammer told new God
To build his house on own
And spoke loud of the Gods of their fathers
Not too long time gone
The rumours said the man with a beard like fire
And the Hammer in chain
By men in armour silenced was and by
Their swords was slain

Those who did not pay the one coin
Of four to man of new God
Whipped was twenty and put in chains then locked
By their neck to the log (To the log…)
And so all of Asa bay did build
A house of the cross
Every hour of daylight they did sweat
Limbs ached because faith does cost

And on the day two hundred
There it stood white to the sky
The house of the God of the cross
Big enough to take two dragon ships inside
And all of Asa bay did watch
The wonder raise to the sky
Now must the God of the cross be pleased
And satisfied

Just outside the circle of the crowd
One old man did stand
He looked across the waters
And blotted the sun out of his eyes with one hand
And his old eyes could almost see
The dragon ships set sail
And his old ears could almost hear
Men of great numbers call out Oden’s hail

And though he did know already
Though he turned face towards sky
And whispered silent words forgotten
Spoken only way up high
Now this house of a foreign God does stand
Now must they leave us alone
Still he heard from somewhere in the woods
Old crow of wisdom say
“People of Asa land, it’s only just begun”

Rocket Queen (Guns N’ Roses)

Canzone: Rocket Queen
Artista: Guns N’ Roses
Album: Appetite For Destruction (1987)

Questa canzone è famosa per i gemiti sessuali registrati. Stiamo pur sempre parlando dei Guns, una band che, negli anni ’80, viveva la sua epoca d’oro e tra gli eccessi. E come ogni band di questo genere che si rispetti, la canzone che ne viene fuori è molto esplosiva, con un ritmo pimpante e un testo che viene quasi da ballare. Ma i Guns alternano questo carattere a un incredibile romanticismo, rivolgendosi a una donna che lavora nell’ambiente erotico di cui si sa ben poco come testimonianza. Le parole sono molto belle, dettate con dolcezza e sincerità, che ognuno può rivolgere a chi ha bisogno di aiuto. In un periodo sociale in cui abbiamo a che fare con cattiveria, psicopatici, razzismo e altre discriminazioni, fa sempre bene ricordare che dobbiamo imparare ad avere umanità. Umanità che non vuol dire patosensibilità o buonismo, ma agire concretamente per chi ci sta accanto. È una canzone vivace, che descrive la spericolatezza di chi è tipicamente ribelle, ma al contempo Axl Rose (l’autore della canzone) ci rivela che, dietro al suo animo selvaggio, si cela una persona sensibile. Axl ci dice che sarà pure un selvaggio, ma il cattivo non è di certo lui che saliva a cantare sul palco con i boxer! Ma un’altra cosa che colpisce è che Axl rivolge le sue parole a una persona di cui, solitamente, non si dovrebbe pensare bene, invitandoci a guardare oltre le apparenze e i pregiudizi. Comunque, Axl sostiene che non è una canzone rivolta solo a una persona nello specifico, bensì a “chiunque ne può trarre qualcosa”. Il trarne qualcosa si riferisce all’ultima parte del testo, che in effetti, con l’inconfondibile voce grezza di Axl, è recitata con ritmo più cadenzato.

Testo

If I say I don’t need anyone
I can say these things to you
‘Cause
I can turn on any one
Just like I turned on you
I’ve got a tongue like a razor
A sweet switchblade knife
And I can do you favors
But then you’ll do whatever I like

Here I am
And you’re a Rocket Queen
I might be a little young
But honey I ain’t naive
Here I am
And you’re a Rocket Queen oh yeah
I might be too much
But honey you’re a bit obscene

I’ve seen everything imaginable
Pass before these eyes
I’ve had everything that’s tangible
Honey you’d be surprised
I’m a sexual innuendo
In this burned out paradise
If you turn me on to anything
You better turn me on tonight

Here I am
And you’re a Rocket Queen
I might be a little young
But honey I ain’t naive
Here I am
And you’re a Rocket Queen oh yeah
I might be too much
But honey you’re a bit obscene

I see you standing
Standing on your own
It’s such a lonely place for you
For you to be
If you need a shoulder
Or if you need a friend
I’ll be here standing
Until the bitter end
No one needs the sorrow
No one needs the pain
I hate to see you
Walking out there
Out in the rain
So don’t chastise me
Or think I, I mean you harm
Of those that take you
Leave you strung out
Much too far
Baby-yeah

Don’t ever leave me
Say you’ll always be there
All I ever wanted
Was for you
To know that I care

Crystal Mountain (Death)

Canzone: Crystal Mountain
Artista: Death
Album: Symbolic (1995)

Una canzone dotata di una immensa poesia e allo stesso tempo durissima. Durissima sia nel messaggio che Chuck Schuldiner (morto di cancro al cervello nel 2001) vuole trasmettere sia nel ritmo della canzone! Tuttavia, è da far notare che il ritmo è duro e cadenzato insieme. Non c’è violenza, ma appunto durezza. Crystal Mountain parla del bigottismo religioso, anche se la tematica si può allargare a ogni forma di chiusura mentale. Ogni parola è studiata e ha la sua particolare sfumatura, che ognuno può percepire con la sua sensibilità. L’accostamento “crystal mountain” rende bene quanto il bigottismo sia, alla resa dei conti, qualcosa di fragile, una falsa certezza. Questo accostamento è importante, perché spiega l’apparenza che si danno. Dogmi, regole, leggi… chi promuove tutto questo si mostra elevato e con il diritto della morale. E invece, è tutto fragile, di “cristallo”. Va precisato che Chuck non era contro la religione in senso assoluto. La considerava come qualcosa di personale per sua stessa dichiarazione. La sua feroce critica riguarda le forme di ottusità e pregiudizio. In Italia, ciò può essere identificato con il clero che fa ingerenza nella vita quotidiana o con la Lega che si arroga il diritto di stabilire chi è una famiglia e chi no. Godetevi Crystal Mountain in ogni suo verso e in ogni suo dettaglio. Il ritmo duro, ma come detto anche cadenzato, va in apparenza in contrasto con delle parole messe così bene poeticamente. Eppure, è proprio per questo che la canzone porta a riflettere. È come un fulmine a ciel sereno, ti spiazza, con il tipico shock di una verità che ad alcuni fa male.

Testo

Built from blind faith
Passed down from self-induced fantasy
Turn a page to justify
Conjuring power – it opens wide
On your seventh day,
is that how it’s done?
Twisting your eyes to perceive
all that you want
To assume from ignorance
Inflicting wounds with your
cross-turned dagger

Inside crystal mountain
Evil takes its form
Inside crystal mountain
Commandments are reborn

All the traps are set to confine
All who get in the way of the divine
In sight and in mind of the hypocrite
A slave to the curse forever confined

Shatter the myth
Don’t cut yourself
On your words against
dreams made of steel
Stronger than any faith
That inflicts pain and fear,
is that how it’s done?
Twisting your eyes to perceive
all that you want
To assume from ignorance
Inflicting wounds with your
cross-turned dagger

Inside crystal mountain
Evil takes its form
Inside crystal mountain
Commandments are reborn

18 and Life (Skid Row)

Canzone: 18 and Life
Artista: Skid Row
Album: Skid Row (1989)

Una canzone che fa riflettere molto sui disagi adolescenziali. Questa canzone abbina il video al testo. Narra la storia di Ricky, un giovane ragazzo che vive facendo lo “sbandato” di notte con fiumi di alcol e in compagnia del suo amico. La storia non si concentra tanto sul gesto finale di Ricky, quanto piuttosto sul suo sentimento di rabbia e di disagio. Ci sono tragedie che possono essere evitate se si impara a riconoscerne gli indizi, se si aiutano i figli a trovare la loro strada anziché ignorarne le esigenze. Notare la sensibilità che comunque c’è nell’animo di Ricky. Il gesto che compie alla fine, a causa del quale finirà in galera, non è fatto per cattiveria come uno psicopatico di quelli che ci sono spesso in giro. Non si sa bene perché Ricky faccia quel gesto. Banalmente, si potrebbe dire che è sotto l’effetto e l’euforia degli alcolici e i due amici si provocano a vicenda per scherzo. In realtà, la spiegazione del gesto è più indietro e descrive un disagio maturato nel corso degli anni. Alla fine del video, infatti, si vede Ricky dietro le sbarre facendo intendere che ha capito di aver gettato via la vita (a differenza, appunto, dei comuni psicopatici che non provano alcun rimorso). 18 and Life serve come monito verso la società, per spingere la gente ad accorgersi dei disagi che alcune persone provano e ad intervenire senza fingere di niente o bollando queste persone come “matte”.

Testo

Ricky was a young boy
He had a heart of stone
Lived nine to five and worked his fingers to the bone

Just barely out of school
Came from the edge of town
Fought like a switchblade so no one could take him down

He had no money, oh
No good at home
He walked the streets a soldier
And he fought the world alone and now it’s

Eighteen and life you got it
Eighteen and life you know
Your crime is time and it’s
Eighteen and life to go
Eighteen and life you got it
Eighteen and life you know
Your crime is time and it’s
Eighteen and life to go

Tequila in his heartbeat
His veins burned gasoline
It kept his motor runnin’
But he never kept it clean

They say he loved adventure
Ricky’s the wild one
He married trouble
Had a courtship with a gun

Bang, bang, shoot ‘em up
The party never ends
You can’t think of dying when the bottle’s your best friend
And now it’s

Eighteen and life you got it
Eighteen and life you know
Your crime is time and it’s
Eighteen and life to go
Eighteen and life you got it
Eighteen and life you know
Your crime is time and it’s
Eighteen and life to go

Accidents will happen
They all heard Ricky say
He fired his six-shot to the wind
That child blew a child away

Eighteen and life you got it
Eighteen and life you know
Your crime is time and it’s
Eighteen and life to go
Eighteen and life you got it
Eighteen and life you know
Your crime is time and it’s
Eighteen and life to go, yeah
Oh oh

Poisonous Shadows (Megadeth)

Canzone: Poisonous Shadows
Artista: Megadeth
Album: Dystopia (2016)

La canzone che voglio analizzare stavolta è molto bella quanto drammatica. Dave Mustaine (leader dei Megadeth, appunto) ha sempre questa sua peculiarità di parlare di un argomento specifico ma anche di lasciare una personale interpretazione all’ascoltatore. I suoi temi sono spesso molto forti, delicati, e Poisonous Shadows n’è la prova. Per inciso, adoro capolavori come i Rust in Peace o i Peace Sells dei tempi, ma ho preso una canzone da un album recente come prova del fatto che, seppur senza essere nel periodo “recordman” della propria carriera, se ci si mantiene bene e lontani dagli eccessi si è ancora molto ispirati. Per quanto riguarda Poisonous Shadows, la bellezza della canzone sta nel come Mustaine descrive l’oscurità dell’animo umano, afflitto dai propri demoni (“ombre velenose”), dai propri tormenti, dai propri errori e dalle incertezze. Il modo ossessivo con cui si ripetono le domande generano nell’ascoltare una inevitabile riflessione sulle parole dette, portandolo a cercare una consapevolezza di se stesso e sulla propria vita. E Dave lo fa con il suo consueto tono graffiante, ma allo stesso tempo sensibile e lontano dai tipici buonismi.

Testo

How much pain, do you need to feel
How much shame, do you have to conceal
There is no sunshine, just endless nights
Nobody’s there, nobody cares when you cry

Is it my face you see?
Do I haunt you in your sleep?
On your hands and knees when you crawl
Through your nightmares

When there’s no more grace
Does your heartbeat start to race?
Crawling everywhere in the dark
Poisonous shadows

How many secrets, do you keep inside?
How many sins, do you have to hide?
The haunting masses, have blackened the sun
You’ll pay for everything you’ve done
One by one

Is it my face you see?
Do I mock you in your sleep?
On your hands and knees when you crawl
Through your nightmares

When there’s no more grace
Does your heartbeat start to race?
Crawling everywhere in the dark
Poisonous shadows

Is it my face you see?
Do I haunt you in your sleep?
On your hands and knees when you crawl
Through your nightmares

When there’s no more grace
Does your heartbeat start to race?
Crawling everywhere in the dark
Poisonous shadows

Is it my face you see?
Do I haunt you in your sleep?
On your hands and knees when you crawl
Through your nightmares
When there’s no more grace
Does your heartbeat start to race?
Crawling everywhere in the dark
Poisonous shadows
(It’s like I woke up and she was right there
You know, I can almost touch her
Although she’s been gone for years now
I can feel her
I can feel her watching me)

Refuse/Resist (Sepultura)

Canzone: Refuse/Resist
Artista: Sepultura
Album: Chaos A.D. (1993)

Il Brasile è un paese altamente corrotto e povero, nonostante faccia parte del G20, ovvero dei paesi cosiddetti industrializzati (che contraddizione un paese industrializzato così corrotto!). Dal 1964 al 1984, questo paese ha vissuto la realtà della dittatura militare che poi ha finito per influenzare la band, che è appunto brasiliana. Cosa vi trasmette questa canzone? Beh, pensiamo a quante volte noi italiani parliamo di rivolta, di sovvertire il governo. Parole, parole e solo parole. A volte ci sono manifestazioni importanti di ribellione. Sembrano così poderose, come se tutta l’Italia volesse davvero un cambiamento. Non è così. Se anche 1 mln di persone scende in piazza a protestare, tutti gli altri sono a casa. Cosa fare, dunque? Iniziare la nostra protesta dal nostro piccolo e, a mano a mano, accrescere finché il cambiamento sarà naturale e inevitabile da quasi tutti.

Testo

Chaos A.D.
Tanks on the streets
Confronting police
Bleeding the Plebs
Raging crowd
Burning cars
Bloodshed starts
Who’ll be alive?!

Chaos A.D.
Army in siege
Total alarm
I’m sick of this
Inside the state
War is created
No man’s land
What is this shit?!

Refuse/Resist
Refuse

Chaos A.D.
Disorder unleashed
Starting to burn
Starting to lynch
Silence means death
Stand on your feet
Inner fear
Your worst enemy