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Possiamo imparare dagli Hunza, ma non le bufale!

Quella sugli Hunza è una bufala molto vecchia. Girava su siti come disinformazione.it, ma ancora oggi è “gettonata” e viene proposta da famosi motori di ricerca. Penso che però sia interessante per capire alcune cose sullo stile di vita.

Gli Hunza, tante etnie in una valle

Partiamo dal principio: chi sono gli Hunza? Gli Hunza abitano nell’omonima valle in Pakistan. Fin dalla fine dell’ottocento, gli Hunza sono descritti come un popolo longevo. A mano a mano, la loro storia è stata sempre più romanzata, fino ad arrivare alle bufale degli alternativi, secondo cui gli Hunza vivono fino a 130-140 anni. La prima cosa che salta all’occhio è che queste bufale sono diffuse dagli alternativi che sono contro la società moderna. La popolazione degli Hunza, in generale, viene descritta come una tribù mistica che vive lontana dalla tecnologia e dal comfort dell’occidente, che non conosce le malattie e nemmeno la medicina, nutrendosi di acqua pura (alcalina?) e prodotti vegetali. Ebbene, quasi nulla di tutto questo è vero. Innanzitutto, il popolo degli Hunza, per la maggior parte, appartiene a una corrente islamica liberale, i cosiddetti ismaeliti. Liberali perché si possono vedere molte donne in giro con abiti decisamente più “emancipati” rispetto ad altri tipi di islam. Già se si va in alcune zone confinanti, l’estremismo islamico è dominante e vige un profondo odio verso gli Stati Uniti e Israele. Inoltre, gli Hunza non sono affatto una tribù mistica come vogliono descrivere gli alternativi, ma vivono nelle città, esattamente come facciamo noi in occidente. La città principale della valle è Karimabad e ha circa 10 mila abitanti. Non sarà una metropoli come New York, ma molte valli in Italia, al confronto, sono disabitate. Esistono diverse etnie nella valle dell’Hunza, che parlano altrettante lingue. Quindi, per comodità e metonimia, continuerò a chiamarle tutte Hunza, ma sappiate che è tecnicamente sbagliato. Non esiste una “popolazione Hunza”. Esistono diverse etnie che abitano la valle, con diverse lingue, ma una “popolazione Hunza” non esiste.

Nonostante quella degli Hunza sia una bufala, c’è un dato vero: l’aspettativa di vita degli Hunza è sorprendentemente alta. Ma alta di quanto? Alla fine, è un’aspettativa di vita del tutto paragonabile a quella che c’è da noi. Infatti, gli Hunza non sono nemmeno citati nelle zone blu internazionali, cioè le aree locali con un’aspettativa di vita più alta della media mondiale. Più interessante scoprire perché esiste questa aspettativa di vita. E non è merito di pratiche come il digiuno o l’alimentazione a base di vegetali, bensì proprio delle innovazioni che gli alternativi disprezzano. La valle dell’Hunza ha ricevuto finanziamenti per l’agricoltura e l’economia. Anche l’alfabetizzazione è alta (alcune fonti, tra cui Wikipedia, riportano il 90%). È una valle rigogliosa e verde, ma per niente povera e isolata. È una valle molto frequentata dai turisti e attraversata dalle strade, come quella di Karakorum che permette di assistere a panorami mozzafiato. Certo, magari non andranno in giro con macchine e smartphone, ma dire che vivono come delle specie di eremiti è una falsità bella e grossa. Grazie ai finanziamenti attuati dall’Aga Khan (il loro equivalente di governatore), gli Hunza hanno guadagnato un certo benessere. E quando c’è più benessere, si sa, si tende di più ad essere gioviali come lo sono gli Hunza. La popolazione degli Hunza è stata documentata da Levison Wood, il famoso esploratore britannico che ama fare viaggi lunghi a pedi attraverso luoghi impervi o pericolosi (nello specifico, gli Hunza vengono citati nella serie “Sentieri himalayani”). E fa vedere proprio quanto ho appena detto, cioè che gli Hunza hanno raggiungo un sufficiente livello di benessere per raggiungere l’aspettativa di vita che abbiamo noi. Non è che non conoscono le malattie e la medicina. Semplicemente, la loro vita non ha le piaghe di altre zone cosiddette povere. E non le hanno perché hanno guadagnato maggior benessere. Secondo me, se parlassimo a qualche Hunza delle bufale sul loro conto, si metterebbe a ridere! Gli Hunza sono tutt’altro che santoni o mistici illuminati.

Ma ci insegnano qualcosa?

Cosa possiamo davvero imparare dagli Hunza? Che la tecnologia è fondamentale per essere longevi. Che poi, nella nostra società, la tecnologia sia stata deviata, è un altro conto. L’ho spiegato anche in questo articolo: non è la tecnologia ad essere negativa, ma il modo in cui l’uomo la usa. Oltre alla tecnologia, ovviamente, è molto importante mantenersi attivi. Modernamente, possiamo parlare di sport. Molti abitanti della valle continuano tranquillamente a scalare le montagne a 80 anni. Tutto questo è ben diverso dal quadro decritto dagli alternativi. Gli alternativi citano spesso gli Hunza per vendere la loro ideologia, di solito quella vegetariana o vegana o contro i vaccini, contro la medicina ecc. Lasciate perdere tutto questo e concentratevi su un corretto stile di vita. Dagli Hunza, sì, possiamo imparare questo. In sostanza, l’errore è credere che i popoli primitivi muoiano di fame e di malattie, che abbiano un’elevata mortalità infantile. Diamo per scontato che solo il nostro modello di società sia il migliore in assoluto. Non vuol dire che gli Hunza non se la passano mai male e non è tutto oro quel che luccica, visto che, come detto, gli Hunza non appartengono alle zone blu. Ma se loro non se la passano male è perché, evidentemente, non sono affatto così “primitivi” o isolati. E, naturalmente, il turismo ha il suo bel ritorno economico per valorizzare la valle e fornire più benessere agli abitanti locali. Siamo noi ad essere troppo arroganti e imporre il nostro stile di vita come il sommo possibile. A dimostrazione di ciò, anche nel Medioevo si poteva benissimo vivere a lungo come oggi in occidente. Erano persone che, rispetto al resto della popolazione, potevano godere di più benessere. Ed è una situazione, con i dovuti accorgimenti e le dovute differenze, paragonabile agli abitanti della valle dell’Hunza. Sì, anche sul Medioevo, e in generale sulle epoche passate, ci sono errate convinzioni.

Riassunto delle mie parole: no alle bufale, ma impariamo ad uscire dall’orticello!

Attenzione alla credunoleria!
Giornalisti e ricerche da budinocerebrati

L’illusione del naturale
La pericolosità della medicina alternativa
Selvaggio a chi?

Aiuto, ci sono gli untori! Questione vaccini, glutine ecc…

Gli untori erano coloro che, nel ‘500 e nel ‘600, si credeva che diffondessero la peste attraverso unguenti venefici. Il fenomeno è descritto bene da Manzoni ne “I promessi sposi”, che prende in giro i cacciatori untori nella loro stupidità e nelle loro credunolerie.

La cosa interessante da notare è che, a distanza di secoli, il concetto di untore è ancora attuale. Chi sono gli untori di oggi? Oh, ne abbiamo. Anzi, per certi versi è più grave oggi, perché all’epoca gli untori causavano “solo” la peste. È vero, all’epoca venivano messo in ballo il demonio, ma oggigiorno gli untori sono dovunque. Dove stanno gli untori di oggi?

– Non mangiare carboidrati che fanno ingrassare e alzano la glicemia;
– non mangiare i grassi saturi, che ti fanno venire il cancro;
– non mangiare la pasta, che ti provocano la celiachia.

Questi sono gli untori di oggi. E per rimanerne immuni, anche i supermercati si sono adeguati decantando claim come “no glutine” o “vegan” (claim che, a volte, sono addirittura falsi visto che in un cioccolato fondente, teoricamente sempre vegano, a volte dicono che possono esserci sostanze animali o di derivati animali!).

Il caso dell’autismo

Il caso più clamoroso di untori è quello legato ai vaccini. Non esiste nessuna, ma proprio nessuna, prova che i vaccini causano l’autismo. Eppure, tra gli alternativi questa teoria è gettonatissima. A tal punto che esiste ancora una frangia della popolazione che li vuole eliminare, senza rendersi conto che un mondo senza vaccini è praticamente un mondo senza vaccini.

L’autismo è un disturbo psichiatrico, di cui soffrono da 5 a 50 persone su 10 mila. È un’incidenza abbastanza alta. Anche nel peggior studio di riferimento, è una malattia purtroppo comune. La gravità non è la stessa per tutti ed è doveroso precisare che esistono diversi gradi di autistico, pertanto l’autismo dev’essere trattato in modo personalizzato in base al tipo di caso.

I bambini autistici provano una svariata tipologia di sentimenti ed emozioni: rabbia, paura, ansia, gioia, diffidenza. In tutto questo, non c’è di per sé nulla di male, perché sono emozioni e sentimenti comuni in qualunque bambino. Quello che avviene nell’autistico è amplificare il vissuto.

Tutto questo c’entra con i vaccini? Ovviamente no! I vaccini sono una bufala molto cattiva che hanno messo in giro gli alternativi. Non hanno voluto ascoltare le ragioni dei loro figli e hanno messo in giro queste voci, a cui poi altri hanno beceramente creduto. In pratica, il trattamento dell’autismo si basa sulla capacità di ascolto del bambino. Si basa su un processo terapeutico che lo porti ad essere più consapevole del mondo e di se stesso. Per fare questo, ci vuole un processo terapeutico.

Cosa fanno gli untori di oggi, invece? Danno la colpa ai vaccini!

L’importanza della mentalità scientifica

Non credete mai agli accusatori di untori di oggigiorno. Mangiatevi pure il vostro piatto di pasta. La pasta non vi farà alcun male, perché ci che fa male è l’eccesso. Gli sportivi hanno bisogno di mangiare la pasta. Lo sport è necessario ai fini di uno stile di vita corretto, quindi demonizzare i carboidrati vi farà molto male. I dolci non fanno male, ma fa sempre male l’eccesso calorico. E, sì, lo dico molto coraggiosamente:

i grassi saturi non fanno male!

Vedi anche l’articolo “I grassi saturi non fanno male!” Piuttosto, credo che non si mangi abbastanza pesce grasso che contiene omega-3. Ma questo non c’entra con i grassi saturi, perché il male non è provocato dai grassi saturi, bensì dalla mancanza di omega-3… che è una cosa completamente diversa! E no: non c’è nessuna prova che la carne provoca il cancro. Semmai, l’evoluzione ha stabilito una correlazione tra l’incremento del cervello attraverso il consumo di carne e carboidrati. Vedi “Carne e carboidrati? Sì, grazie!” State alla larga dai cacciatori di untori!

Naturalmente, spero che abbiate capito che anche l’autismo non c’entra proprio nulla con i vaccini. Se ancora credete nelle scie chimiche, nei vaccini che provocano l’autismo o nel glutine che provoca la celiachia, vi resta solo una speranza: il trapianto di cervello.

Perché i neri sono forti nell’atletica e i bianchi nel nuoto?

Non resisto. Focus continua la sua allucinante diffusione di bufale e l’impulso di beccarle e abbatterle è sempre forte. Sarà che picchio sulla gravità di queste bufale perché un canale così quotato e venduto non può riportare questa gran quantità di idiozie. È praticamente una specie di fake news di governo.

Stavolta si parla di sport, cioè uno dei miei argomenti preferiti. L’autore non si è firmato (meglio per la sua reputazione) e cerca di dare una risposta al perché nel nuoto i campioni sono bianchi, mentre nell’atletica sono neri. Inizialmente, l’autore considera che ci sono delle ragioni sociali e politiche, per cui nei “ghetti neri” degli USA non ci sono piscine disponibili. Mah, teoricamente un fondo di verità c’è, ma non si può limitare il discorso ai soli Stati Uniti. E si passa alla genetica. Anche qui, ci può stare. Lo diciamo pure sul nostro sito che campioni si nasce. Ma l’articolo di Focus finisce come al solito per prendere cantonate. Infatti, nell’articolo si scrive che i neri possiedono più fibre veloci, adatte a prestazioni brevi ed esplosive. Al contrario, i bianchi possiedono più fibre rosse. Allora, intanto le fibre rosse non è che sono meno elastiche (chi ha pubblicato l’articolo è evidente che sa ben poco di sport), bensì contengono un’alta concentrazione di mitocondri. Il che implica che le fibre rosse migliorano la resistenza aerobica. Se uno vuole correre le distanze della mezzofondo, la mezza e la maratona, deve avere un ottimo sviluppo delle fibre rosse. Il nostro autore è però già partito per la tangente, dimenticando che proprio in queste distanze primeggiano sempre i neri.

Qual è la vera spiegazione? Semplice:

la cultura sportiva di un paese e i mezzi disponibili.

Praticamente, è quello che ho spiegato nell’articolo sui runner africani. Paesi come la Giamaica e gli Stati Uniti hanno ottimi sprinter neri, poiché le loro scuole incentivano questa disciplina e si segue un’alimentazione più incentrata verso lo sviluppo delle fibre bianche. Al contrario, in paesi africani come Kenya ed Etiopia sono abituati a correre anche per andare a scuola, pertanto saranno specialisti della maratona. Inoltre, è comunque vero che i neri americani non fanno nuoto, mentre i bianchi sì. Tutto questo discorso non c’entra niente con la genetica dei bianchi e quella dei neri. A parte che non esistono solo le fibre rosse e le fibre bianche, ma anche le fibre intermedie, le quali sono in grado di adattarsi agli stimoli dell’allenamento che vogliamo fare (sono intermedie, appunto).

Nemmeno reggono le spiegazioni della densità ossea e della percentuale di massa grassa. La densità ossea tra un soggetto nel peggiore dei casi e uno nel migliore dei casi (diciamola così) è del 3%. Quindi, statisticamente è una differenza irrilevante, che non giustifica un concreto e statistico vantaggio basato sulla densità ossea. Per quanto riguarda il secondo punto, non è vero che i nuotatori hanno più massa grassa e per questo galleggiano meglio. Se sì, vuol dire che sono dei pessimi atleti o che sono in sovrappeso! I nuotatori hanno muscoli più morbidi e affusolati, ovvero hanno la forma adatta al nuoto. È invece vero che i nuotatori non hanno lo stesso massimo consumo di ossigeno dei ciclisti e dei runner, poiché ciclisti e runner devono sviluppare una maggior potenza per avanzare (la gravità, l’attrito, la resistenza dell’aria). E ciò va proprio a conferma della cantonata sulle fibre.

Prima di parlare di differenza genetica tra neri e bianchi, si deve verificare cosa avviene a parità di condizioni, cioè potendo misurare lo stesso numero di bianchi e lo stesso numero di neri che praticano quella disciplina. Solo allora si può valutare l’ipotesi delle differenze genetiche tra bianchi e neri.

Josephine e il complotto dei migranti? No, scarse doti psicologiche!

Le teorie sui complotti funzionano con diversi meccanismi. Un fattore determinante è la paura, e la paura a sua volta segue il momento attuale della società. Qualche tempo fa, ad esempio, era il periodo delle scie chimiche perché si aveva paura del governo che ci controlla. Con il governo Lega-M5S, abbiamo avuto un governo populista, quindi muta anche il tipo di paura. Una delle paure incitate da questo tipo di governo, ma in ogni caso già insita nella popolazione, è quella verso i migranti. Non è questo l’articolo giusto per discutere in modo approfondito sull’argomento. Lo faccio qui. L’unica cosa che voglio precisare è che, in realtà, la mia posizione è più di destra che di sinistra (*). Non lo voglio precisare per sfizio, ma per testimoniare che non me ne viene niente a favore sull’argomento.

* Mi riferisco al discorso sui migranti. In un paese moderno, come spiego in quest’altro articolo, distinguere tra destra e sinistra non ha senso. Conta la politica del benessere!

Secondo le nuove “evoluzioni” sul complottismo, i migranti sono arrivati per invaderci, convertirci, soppiantare la razza bianca ecc. Non voglio discutere a riguardo, perché siamo nella sezione sulle bufale e ho già detto a riguardo nell’articolo linkato. Chi sostiene il “complotto dei migranti” lo fa riportando episodi di cronaca reali, ma completamente distorti e interpretati male. Uno di questi episodi è il salvataggio di Josephine, immortalata con lo smalto alle unghie. Sono ovviamente circolati molti post razzisti, ma quello che ora voglio sottolineare è un’altra cosa:

la gente ha scarse doti psicologiche e di comprensione degli altri.

Cosa vuol dire la frase sopra in merito al salvataggio di Josephine? Non sono un profiler di professione, perché altrimenti farei un altro lavoro (vedi anche “Essere ‘profiler’ nella vita quotidiana“). Ma ci ho messo un attimo a capire perché Josephine aveva lo smalto, senza che l’ANSA avesse il bisogno di scrivere un articolo per spiegarlo (e comunque, almeno per stavolta, considerando la scarsezza del popolino medio, l’ANSA ha fatto una cosa buona facendo chiarezza). Josephine aveva lo smalto perché era una forma di distrazione. Avere lo smalto, per lei, era un modo per dimenticare, anche solo per un istante, il dramma da cui stava scappando. È interessante notare come questa teoria del complotto nasca da un difetto tipicamente occidentale. Lo smalto è spesso un atto di pura vanità da noi, a cui si dedicano le ragazze viziate. O almeno siamo abituati così per lo stereotipo (sbagliato o meno che sia). Ma ciò non vuol dire che debba essere così per tutti e occorre contestualizzare. Josephine non si stava “dilettando con lo smalto”. O meglio, non lo stava facendo secondo l’accezione occidentale. Stava cercando di non pensare alle brutte esperienze per qualche istante, di dedicarsi a qualcosa che la facesse stare bene in quell’odissea che, purtroppo, si porterà dietro per tutta la vita. A chi non è capitato un lutto e di ripiegare su attività per distrarsi o dimenticare? Vorreste forse dire che a voi non è capitato, che so, di fare sport o cambiare acconciatura dopo una relazione in cui siete stati mollati? O di curare i gerani dopo aver perso un caro? Di ascoltare musica per non sentire qualcosa che vi fa star male? Insomma, delle attività in apparenza frivole, ma che in un determinato contesto hanno un senso.

Le teorie del complotto sui migranti (effettivamente, quelli sugli ebrei rischiavano di stufare) non attaccano solo Josephine. Altri fanno notare che i migranti scappano dalla guerra, ma hanno il cellulare. L’errore è sempre lo stesso. A quanto pare, alcuni usano il cellulare per postare selfie e messaggi sui social network con strafalcioni linguistici che nemmeno i migranti farebbero. I migranti in fuga dalla guerra possono avere anche due cellulari, se è per questo. Uno viene usato per far vedere di essere a posto e assecondare le leggi di un regime (sì, postando anche sui social network… i terroristi islamici li usano!), mentre l’altro è un cellulare di emergenza che rimane attivo nella speranza di risentire un caro disperso. Essere in guerra non vuol dire essere privi di tecnologia ma, anzi, la tecnologia in guerra è fondamentale per sopravvivere. Un altro esempio sul “grande complotto dei migranti” è quello legato al surriscaldamento globale, che ho spiegato nell’articolo, già linkato prima, sull’immigrazione.

Sia chiaro, non sto esprimendo nessun giudizio sull’accoglienza o meno. Questo discorso non c’entra niente con ciò di cui si sta parlando adesso. Uno può essere favorevole o meno all’accoglienza, non importa, ma bisogna stare attenti alla fobia di massa e alle teorie del complotto. Ma più che altro, bisogna avere spirito critico e approfondire le cose o si prendono delle clamorose cantonate. D’altronde è questo lo scopo della sezione sulle bufale, cioè motivare la gente ad avere spirito critico e a non fermarsi alla superficie. Parlare dei migranti mi è convenuto per dare degli spunti in più.

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I farmaci provocano la depressione?

Dai vaccini che provocano l’autismo, purtroppo ci si “evolve”. Stavolta, la notizia è dell’ANSA, che descrive uno studio e trae la conclusione che i farmaci hanno la depressione come effetto collaterale. La cosa grave è che queste bufale non sono diffuse dai siti alternativi, ma dai media nazionali. Budino, il mio gufo da compagnia, ha subito individuato le scorrettezze dello studio.

Intanto, i farmaci considerati nello studio appartengono a praticamente tutte le categorie. Si va da quelli antiacido alle pillole anticoncezionali, fino ad arrivare ai farmaci per il cuore. Viene ulteriormente precisato che sono tutti farmaci dati sotto prescrizione medica, come se servisse a rafforzare la teoria. Secondo lo studio, il 7% di chi ha usato un farmaco della “lista nera” ha sviluppato la depressione, mentre la percentuale sale al 15% per chi ne ha usati 3 o più.

Come si spiega la correlazione? Molto semplice. Nella popolazione, esiste c’è una buona parte di persone con una propensione alla depressione, senza necessariamente arrivare al vero e proprio disturbo. Ad esempio, vedi chi si “sente giù” perché è stato mollato dal partner e si riempe di dolci o si ubriaca. E tra queste persone, c’è chi soffre del vero e proprio disturbo, dove spesso si trovano persone che tendono ad abusare dei farmaci. Insomma, è una bufala. A questo punto, anche io posso inventarmi uno studio seguendo lo stesso ragionamento (oddio, parlare di ragionamento è un eufemismo). E poi, pubblico un articolo dove dico che l’acqua provoca la morte, visto che chiunque beva acqua, almeno una volta nella vita, muore! Fa ridere? Sì, certo che fa ridere! Peccato che l’articolo dell’ANSA pubblichi la “lista nera” dei farmaci seguendo esattamente lo stesso schema. Un esempio che spiega come un antiacido si correla alla depressione? Chi è depresso tende magari ad essere ansioso e sotto stress. E l’ansia e lo stress si somatizzano con disturbi intestinali, tra cui acidità. Per risolvere il problema, ecco che allora si prende un antiacido. E cosa fanno questi presunti ricercatori? Concludono che gli antiacidi fanno parte della “lista nera” di farmaci che provocano la depressione. Naturalmente, il mio è solo UNO dei tanti esempi che spiegano la correlazione. Se ne possono fare altri, ma il concetto è chiaro. Va detto che non ho ben capito se è l’ANSA che ha travisato tutto o se davvero i ricercatori hanno tratto conclusioni sbagliate. Comunque sia, si tratta sempre di cattiva informazione, perché il messaggio che passa a chi è carente di spirito critico è che “i farmaci provocano la depressione”.

Io sono il primo a dire che non si deve abusare dei farmaci. Ciò vale anche per chi ne ha davvero bisogno. Non bisogna dare con troppa facilità un antibiotico o una pillolina qualsiasi, premesso che i farmaci non sono il male assoluto. E che ci siano degli effetti collaterale è normale, perché è proprio per questo che funzionano. Ma arrivare a dire che i farmaci provocano la depressione è assurdo.

La beffa è che, mentre l’ANSA pubblica fake news sui farmaci che provocano la depressione, pubblica anche articoli contro le fake news…

Guida sulla corretta assunzione di psicofarmaci

Untori, baby gang e “giornalismo” demenziale

Il giornalismo italicus sfocia sempre più nel ridicolo. Nel sito, nella sezione sulle bufale, ho già descritto la superficialità con cui tante tematiche vengono trattate dagli scribacchini di oggi. Ne abbiamo ormai a bizzeffe. Ma ecco l’ennesima notizia che fa capire perché anche il miglior governo del cambiamento non riuscirà a cambiare nulla, visto che generalmente continuiamo a restare scemi.

La notizia che mi è balzata stavolta è su un serial killer (abbrevierò in SI, ovvero Soggetto Ignoto – n.d.r. citando anche la serie Criminal Minds) malato di HIV, che ha fatto sesso non protetto e provocando oltre 200 potenziali vittime. E come lo hanno chiamato i nostri scribacchini? Come un “untore”! Quando leggi oscenità del genere, non sai se metterti a ridere. Ridere per la demenzialità totale con cui i media trattano gli argomenti. Il cosiddetto “untore” è un soggetto malato da circa 10 anni di HIV ed è il classico profilo dell’SI. Ma per i media, è un “untore”, e ovviamente sull’ANSA, anziché dare rilevanza sulla gravità dell’episodio, non si fa altro che discutere di come per Salvini sia sempre colpa degli immigrati e dei litigi con la Francia. Ah beh!

Il fatto è che “l’untore” non è l’unico caso di demenzialità del “giornalismo” odierno. Basti pensare alla dicitura “baby gang”. Ma “baby” cosa? Sono criminali affetti da sociopatia. Non sono “baby” e non sono “ragazzi”. Hanno la stessa crudeltà di un adulto e hanno compiuto crimini efferati. Non hanno nessuna empatia e sono un problema serissimo per la società. Sanno simulare i sensi di colpa o i sentimenti e le emozioni, ma è tutt’altra cosa perché lo fanno per convenienza! Eppure, i media li definiscono come baby gang. Con tutti difetti che hanno gli americani, almeno loro sanno che sono sociopatici e pericolosi e per questo ci possono essere controversie su come giudicarli. Ma almeno loro lo sanno, sono consapevoli della situazione. Le espressioni usate dai nostri media sono ridicole e non permettono di comprendere la gravità dei gesti compiuti o della situazione (vedi anche “So’ ragazzi… dementi!“). Un tizio che contagia potenzialmente oltre 200 persone non è un “untore”, ma un SI e come tale si merita una condanna durissima. E lo stesso vale per i minorenni che stuprano, uccidono e commettono crimini. Non sono “ragazzi”, ma soggetti crudeli, che sanno quello che fanno, ma non gliene importa nulla perché credono di farla franca (e purtroppo a ragione, considerando l’inefficienza della nostra giustizia). Ah, ma noi italiani continuiamo a votare e idolatrare un 80enne che è la massima espressione del sociopatico narcisista, e che addirittura più volte è stato a capo del governo.

Già così, il quadro è veramente pessimo. Ma non basta ancora. Cosa succede se un malato di mente viene trascurato dal sistema sanitario? Succede che i media lo definiscono come uno squilibrato! Uno schizofrenico non è uno squilibrato come ho beceramente letto sull’ANSA. Può avere reazioni improvvise se è spaventato, ma non è uno squilibrato. Ha bisogno di cure dal sistema sanitario, appunto, che però purtroppo è pessimo. E gli esempi di pessimo giornalismo non finiscono qui. Anche la famosa Gazzetta dello Sport ha addirittura attribuito a un “virus” (parola testuale!) la forte perdita di peso di una ex tennista professionista, che invece era malata di disturbi alimentari. Ecco, queste tutte queste cose delle gravissime assurdità che non vogliono dire come stanno le cose.

Se non si ha il coraggio di dire com’è davvero la realtà, che miglioramenti ci possiamo aspettare?

Nessuno, ovvio! Se sono minorenne e stupro barbaramente una donna o uccido un immigrato, sono “solo un ragazzo” anziché un criminale sociopatico. Se ho consapevolmente contagiato tante persone con l’HIV, sono un “untore” anziché un SI. Se soffro di schizofrenia e vado in crisi perché nessuno si è curato di me…  sono uno squilibrato! Sarà che io non cerco mai il capro espiatorio di turno (gli immigrati secondo Salvini e la Meloni), sarà che riesco sempre a trovare ciò che non va, ma sono sempre più convinto che il “giornalismo” che passa sull’ANSA o nei TG non sia quasi mai vero giornalismo. Il vero giornalismo l’ho visto raramente negli ultimi anni. Ad esempio, l’ho visto quando hanno raccontato con testimonianze dirette com’è la drammatica vita quotidiana nei paesi del Vicino Oriente. Ma la piega è sempre più verso il gossip, sempre più nella ricerca del titolo da clickbait. È specchio di com’è la gente, perché ovviamente questi sbricacchini esistono in quanto esiste gente altrettanto superficiale e demente. Purtroppo, come al solito, cambiare andazzo è molto difficile…

Le bufale di Focus… mangiare meno o fare sport?

Continua il bombardamento di disinformazione anche sulle fonti che, in teoria, hanno lo scopo di fare divulgazione scientifica. Ogni volta, apro Focus nella speranza di trovare qualcosa di davvero serio. Ma a parte pochi autori che godono di autorità anche nella vera comunità scientifica (vedi Bignami), la maggior parte di quello che gira sul sito di Focus è letteralmente spazzatura (vedi anche “Giornalisti e ricerche (?) da budinocerebrati“, “Ricerche spurie e articolisti gossippari” e “Governo e fake news“).

Secondo il suddetto articolo, la riduzione delle calorie, pari al 15-20% circa, porta a invecchiare meno “molti animali”, e per animali si citano i soliti moscerini e i topi, ma “perfino le scimmie”. Poi si fa un mix di altri studi gettati un po’ a casaccio com’è tipico di questi articoli senza spirito critico, senza alcuna forma di personalizzazione o riflessione. Il dulcis in fundo è la citazione al ciarlatano di turno in fatto di alimentazione e questo spegne definitivamente ogni credibilità dell’articolo.

Perché quello che c’è scritto nell’articolo di Focus è spazzatura? Ammetto che non è immediato comprenderlo, ma verte tutto sullo stile di vita sedentario e in sovrappeso della popolazione media. L’articolo di Focus dice che la riduzione dev’essere del 15-20% rispetto al normale fabbisogno calorico. Ebbene, se prendo un valore standard di 2500 kcal per i maschi e di 2000 kcal per le donne, togliendo il 15-20% ottengo una dieta da sedentari o con poca attività fisica. Peccato che essere sedentari o fare i 20-30′ di comminata sia inutile per ottenere i massimi benefici salutistici! Ho preso i valori di 2500 kcal e di 2000 kcal perché sono quelli standard delle tabelle nutrizionali e il discorso viene più facile. Quindi? Quindi, adesso è chiaro:

non bisogna ridurre le calorie, ma fare sport!

Se quel 15-20% che riporta Focus non viene compensato dallo sport, e noi sappiamo che uno stile di vita corretto deve prevedere lo sport, il risultato inevitabile è quello di essere in sovrappeso. Ed essere in sovrappeso vuol dire avere problemi di salute, cattivo invecchiamento, organismo poco efficiente ecc. Il fatto è che quel 15-20% non è poco. Provateci e vedrete che corrisponde all’incirca a un primo piatto in più. E non è poco, perché si potrà sfruttare anche un metabolismo più efficiente. Quanto pensate di guadagnare da sedentari o con stratagemmi come imbottirsi di insalata e tisane?

In realtà, l’articolo di Focus serve come esempio per far capire come le bufale si celino anche in fonti che godono di una certa autorità. E poi, serve per far capire alcuni dei trucchi che vengono usati per far abboccare all’amo chi pecca in spirito critico. L’articolo di Focus sull’invecchiamento è anche un po’ subdolo perché sembra in apparenza serio e credibile, ma non lo è. Si riportano degli studi, viene citato l’esperto (che invece è un ciarlatano). Ma se si osserva bene, si notano due caratteristiche che mandano in allarme le persone:

1) la possibilità di prolungare la vita;
2) evitare i “danni agli organi e ai tessuti dovuti allo stress ossidativo”.

Ma tutto questo, riportato nelle modalità dell’articolo, è fuorviante. La 2) serve per suscitare il tipico terrore che comunemente troviamo anche nelle pubblicità in televisione, vedi ad esempio sul colesterolo. Allo stesso tempo, però, la 1) ci dà la soluzione, la chiave magica con cui si vorrebbe andare in paradiso. Tutto detto un po’ fra le righe e un po’ in modo più coraggioso (o alternativo?), navigando su quel confine che non ti fa percepire che si stanno sparando delle cavolate. E pur non dicendo totalmente il falso! Infatti, è vero che ci vorrebbe una riduzione del 15-20%, ma vale per chi è sedentario e in sovrappeso. Peccato che chi non fa sport sia comunque spacciato e non abbia per definizione un organismo efficiente! L’articolo di Focus la spara talmente grossa che ritiene positivo il calo di metabolismo, considerandolo un fattore di organismo efficiente. Sì, e allora a questo punto l’ipotiroidismo non sarebbe più una malattia secondo questi geni! Leggere certe cose è raccapricciante, visto che nella popolazione che ha difficoltà a dimagrire il problema è proprio il sovrappeso da ipoconsumo (dieta restrittiva e zero sport). Non è il metabolismo che deve calare, bensì l’organismo deve imparare a non sprecare inutilmente le energie… e questo si fa con lo sport! Nel senso che lo sport brucia talmente tante energie che spinge l’organismo a risparmiare le energie in tutte le altre attività. E alla fine ci ho complessivamente guadagnato in longevità! Evidentemente, c’è gente che non sa cosa vuol dire fare sport e se ne esce con simili boiate. Basterebbero anche solo il buon penso e il saper ragionare, ma si vede che quasi tutti coloro che scrivono su Focus ne sono carenti.

Ma allora, come si fa a ridurre i rischi correlati alla salute? Come si fa ad aumentare le probabilità di vivere a lungo (non esistono certezze!)? Molto semplice: si fa sport e si segue un globale stile di vita corretto. Non c’è nessuna garanzia assoluta, ovvio, ma capisco che dire cose più “terra terra” non avrebbe lo stesso appeal delle fesserie che girano su Focus. A quanto pare, in una società che non vuole faticare e non vuole fare sport, dirla grossa e proporre teorie alternative sono i mezzi con cui attirare l’attenzione. Diffidate!

Untori, baby gang e “giornalismo” demenziale

Carne e carboidrati? Sì, grazie!

I danni provocati dalla sedentarietà dell’uomo moderno sono svariati e in relazione reciproca. Spuntano sempre di più delle preoccupanti frange di alternativi, fanbenisti e vegani che attribuiscono svariate malattie a determinati tipi di alimenti. Tra gli alimenti più colpiti, ci sono i carboidrati e le “proteine animali”.

È interessante notare come le “proteine animali” e i carboidrati siano categorie di alimenti che hanno contribuito all’evoluzione della specie umana, ma che da questi gruppi di attivisti militanti o alternativi vengono completamente ribaltati. Non si dà mai la colpa al vero fattore problematico, cioè il sovrappeso, e come al solito si cercano dei capri espiatori. Basterebbe riflettere e ragionare. Ma se i carboidrati fanno così male, perché la popolazione umana è in aumento anziché decrescere? La stessa cosa vale per le “proteine animali”. Ci vuole un attimo a capire che chi si ammala esagera, che è una cosa diversa! Eppure no, si continuano a sostenere teorie che non hanno nulla di scientifico. Addirittura molti medici promuovono stili alimentari in base a ciò che loro vogliono credere, sputando sopra alle ricerche e agli studi fatti dagli scienziati e da altri loro colleghi. Una vera e propria religione, dove si calpesta lo spirito critico e la voglia di approfondire. Il discorso è piuttosto articolato e ho già trattato di queste ossessioni più volte sul sito. Qui voglio spiegare meglio perché i carboidrati e le “proteine alimentari” sono indispensabili nella nostra dieta.

Le “proteine animali” non esistono!

È doveroso soffermarsi per chiarire questo dettaglio, perché anche alcuni che non sono vegani o fanbenisti tendono a fare confusione. Le “proteine animali” non esistono! È una dicitura priva di qualsiasi senso dal punto di vista chimico. Non esiste una “proteina animale” rispetto a una “proteina vegetale”. I “mattoncini” della natura sono sempre gli stessi (vedi “Quel demonio della chimica!“). Al più possiamo dire che una proteina la assumiamo tramite la carne, ma è tutto un altro discorso! Ho usato la dicitura “proteine animali” per andare di pari passo al pensiero alternativo e smontarlo di conseguenza. Ma sappiatelo, il vegano che dice che le “proteine animali” fanno male dice una idiozia totale!

Corretta alimentazione

Qual è il vero vantaggio di mangiare carne o formaggio anziché tofu? Che le “proteine animali” sono ad alto valore biologico e formano dei mix più completi. Per ottenere una corretta alimentazione solo con le “proteine vegetali”, si deve calcolare tutto con precisione e, allo stesso tempo, la dieta rischia di essere troppo povera o restrittiva a livello di scelte. Non dico che sia impossibile. Si può fare ma, soprattutto se uno è sportivo, perché complicarsi così tanto la vita? Così, sembra di più un atto masochistico. A me piace fare sport, e piace farlo seriamente, motivo per cui un’alimentazione vegetariana, o peggio vegana, mi penalizza. C’è poco da fare. Ciò che può funzionare in teoria rivela parecchie difficoltà all’atto pratico. E, anche quando funziona, solitamente è più facile per chi è sedentario o fa una blanda attività fisica. Quando di solito vedo un vegano, spesso magari vedo una persona magra, ma che non esprime un’ottima forma fisica. E in effetti, la dieta vegana non dovrebbe essere indicata per gli sportivi, mentre con quella vegetariana va meglio.

Insomma, con una dieta onnivora è indubbiamente più facile seguire una corretta alimentazione. Lo sport è una condizione necessaria (ma non sufficiente!) ai fini di uno stile di vita corretto. Con una dieta vegetariana possiamo ancora cavarcela, seppur con degli ostacoli non minimali. Con una dieta vegana, è un’impresa veramente ardua non avere carenze (*). L’attività sportiva consuma proteine, oltre al glicogeno (riserve di carboidrati), e i muscoli vanno mantenuti. E come possiamo farlo se nella dieta non assumiamo sufficienti proteine ad alto valore biologico? Impossibile non è, come detto, ma mangiare la carne, o le “proteine alimentari” che dir si voglia, ci leva moltissimi problemi. Lo spiego anche nell’articolo “Quali e quante proteine assumere? Le diete “veg” sono consigliate?” Semmai, il mio pensiero è che si dovrebbe preferire il pesce grasso con gli omega-3. Ma non c’entra nulla con la presunta cancerogenicità della carne. Si dovrebbe sensibilizzare verso un maggior consumo di pesce perché siamo già facilmente carenti di omega-3 e le fonti vegetali non sono ottimali (ci vogliono gli EPA e i DHA, che sono contenuti nel pesce).

* Intendo carenze che non si notano subito, ma anche dopo 20 anni. Spesso, chi segue una dieta vegetariana o vegana non soffre di particolari o gravi carenze dopo pochi anni. Sono cose che si verificano nel lungo periodo, non nell’immediato o nel medio-lungo termine. Mi dite di Carl Lewis? Sì, che però si è fatto i muscoli mangiando la carne e viaggia con una certa rendita (cosa gli ha permesso di vincere ancora delle medaglie nel breve termine).

Evoluzione

Il discorso verte qui. Gli scienziati più seri hanno notato come il consumo abituale di “proteine animali” e di carboidrati in correlazione all’evoluzione dell’uomo, a partire dalle prime forme di ominidi. A mano a mano, l’intestino si è accorciato e il cervello è diventato sempre più grosso. Il primo dato ci dice che l’uomo è fatto per mangiare la carne. I vegani che sostengono il contrario dicono una boiata perché lo stomaco degli erbivori è totalmente diverso. Il motivo per cui il nostro intestino è ancora una “via di mezzo” è dovuto al fatto che siamo onnivori! Ma gli scienziati sono in ogni caso concordi nell’evidenziare un intestino più corto di pari passo all’evoluzione umana.

Lo stesso discorso vale per il cervello e i carboidrati. Il cervello si evolve, le nostre abilità sono sempre migliori e progrediamo di più. Questo non vuol dire che più il cervello è grosso e più si è intelligenti. Come si dice, non basta avere il cervello, ma bisogna anche saperlo usare! Ma la correlazione, a livello di evoluzione, è evidente. I carboidrati ci danno una forma di energia concentrata che nutre efficacemente il cervello e l’organismo. Quindi, ancora una volta, ci evolviamo come specie. Questa considerazione è comunque interessante, perché è la base delle teorie alternative per cui i dolci causerebbero dipendenza. Gli alternativi che sostengono questa cosa, in effetti, non è che dicono totalmente il falso. Ma stravolgono la verità, la distorcono! Dicono delle bugie, ma basandosi su una parte vera. La parte vera è che i carboidrati, sì, sono spesso molto calorici. Ma è proprio questo che ci ha fatto evolvere come specie. Provate a immaginare cosa sarebbe stato l’uomo se non si fosse evoluto come fino ad oggi. Saremmo ancora a cercare di nutrirci mangiando le foglie, chissà! Vivremmo come i bradipi che assumono poche calorie e dormono tutto il giorno. Non credo che sia una bella immagine di uomo. Oddio, probabilmente lo è per chi detesta lo sport. Non disprezzo affatto il bradipo ed è un animale che, se esiste, ha avuto la sua capacità di evolversi. Ma il bradipo si è evoluto a modo suo, mentre l’uomo l’ha fatto altrettanto al modo dell’uomo! Il concetto chiave non è che i carboidrati sono troppo calorici, ma che non siamo più abituati a essere attivi. Le nostre ossa sono letteralmente arrugginite e rovinate a causa della sedentarietà. E ci ammaliamo per questo! E non dimentichiamo la caccia. Se l’uomo primitivo voleva essere efficiente e correre a lungo per cacciare l’animale, doveva avere le riserve di glicogeno belle piene. Faceva degli sprint, ma doveva anche saper reggere una distanza più lunga. Quindi, servivano i carboidrati. Era proprio come uno sportivo di oggi! L’uomo moderno ha dimenticato la sua evoluzione ed è troppo sedentario. Ecco che allora si cercano dei capri espiatori per far dimagrire le persone senza fare sport o con attività blande. Che poi, sono d’accordo che non bisogna abbuffarsi di pasta. Lo spiego anche nell’articolo “Fai sport e mangia tanta pasta“. Ma questo è un altro discorso, perché i carboidrati fanno sempre la parte del leone tra i macronutrienti.

Naturalmente, anche il discorso dell’evoluzione dev’essere compreso correttamente. Cioè, non è che ci mettiamo a mangiare carne e carboidrati e ci evolviamo. In realtà, funziona esattamente al contrario! Avvengono delle mutazioni genetiche in modo del tutto casuale. Le mutazioni possono benissimo essere negative o positive, e ciò dipende dall’interazione con l’ambiente. A mano a mano, quindi, le varie specie di ominidi hanno subito delle mutazioni genetiche (ripeto, in modo del tutto casuale!) e quelle che hanno permesso di nutrirci con carne e carboidrati hanno “vinto” perché mangiare carne e carboidrati ci ha avvantaggiati nell’ambiente. Cosa vuol dire tutto questo? Vuol dire che:

l’uomo, in quanto onnivoro, è geneticamente fatto per mangiare la carne e i carboidrati e i dolci non provocano dipendenza!

Poi, non so, viene quasi da dire che chi demonizza i carboidrati e i dolci abbia perso la razionalità proprio perché non fornisce nutrimento al cervello!

Le più grandi bufale alimentari

Il campo delle bufale alimentari e dei falsi miti sulla dieta è veramente ampio. È un’impresa titanica, per non dire impossibile, raccogliere tutte le idiozie che passano in questa tematica. Ma ho deciso di provarci lo stesso e di incrementare man mano “l’enciclopedia” con il fine di avere qualcosa di esaustivo e che possa spiegare bene le cose alla gente!

Uova e colesterolo
È vero che contiene 200 mg di colesterolo e si consiglia di non superare i 300 mg di colesterolo al giorno. Ma è anche vero che solo il 20% del colesterolo nell’organismo proviene dalla dieta. Il resto è prodotto dall’organismo, che sa gestire automaticamente la produzione in base alle necessità. Quindi, sì, un uovo al giorno in media non fa male e chi non soffre di ipercolesterolemia ne può mangiare anche 2-3 insieme! Basta solo fare attenzione a non mangiare uova con crostacei e frattaglie e agli altri alimenti che contengono uova, come la pasta fresca e la pasta ripiena (tortellini, ravioli ecc), le torte (vedi panettone e pandoro). Esiste addirittura uno studio del 2015 su 140 soggetti affetti da diabete di tipo 2, dove viene riscontrato che mangiare 12 uova al giorno non altera i valori di colesterolo. Per approfondire: “Uova, un alimento da valorizzare“.

I grassi animali fanno male
I grassi animali NON esistono! È una sciocchezza distinguere grassi animali da grassi vegetali. Non ha senso. Che sia carne o che sia olio, gli alimenti hanno sempre gli stessi tipi di grassi, ma solo in percentuali diverse. La stessa molecola di grasso saturo nell’olio è identico e spiaccicato a un grasso saturo del formaggio. Che poi, non è neanche detto che sono i formaggi e la carne ad avere tanti grassi saturi. Vedi ad esempio il cioccolato fondente, che è vegano per definizione ma con un alto contenuto di grassi saturi. Chi distingue tra grassi animali e non basa il suo punto di vista su questioni etiche, ma dal punto di vista scientifico dice solamente una sciocchezza e rende di fatto la sua etica senza credibilità.

Carboidrati raffinati e zuccheri fanno ingrassare
Assolutamente no. Sicuramente, i carboidrati sono alimenti critici per chi è sedentario e in sovrappeso, ma non è così per chi è sportivo. Per chi segue un corretto stile di vita, fa sport ed è normopeso, non esistono alimenti che fanno male. È poi anche vero che si fa un abuso di zuccheri aggiunti, vedi le marmellate in commercio che sono sempre delle specie di zucchero al sapor di frutta. Ma si ingrassa sempre e solo se le calorie sono in eccesso!

I dolci causano dipendenza
Esiste un meccanismo simile alla dipendenza per chi è obeso o soffre di abbuffate compulsive, ma è un meccanismo psicologico. È vero invece che la nostra sensibilità per il dolce è tarato in base all’evoluzione. Ne discuto qui.

Le calorie non sono tutte uguali
Chi lo dice non sa una beneamata mazza di chimica e che cos’è una caloria! Una caloria è una unità di misura, quindi rimane sempre tale. Altrimenti sarebbe come dire che il numero 10 può diventare a piacimento un 8 o un 9. Assurdo! Chi dice una cosa del genere vorrebbe convincere che non ha senso parlare di fabbisogno calorico, cioè basta scegliere alcuni alimenti e bandirne altri. Spiace dirlo, ma si ingrassa sempre se c’è un surplus calorico e si dimagrisce sempre se c’è un deficit calorico. Chi dice che le calorie non sono tutte uguali, se davvero ha ragione, allora perché non si candida al premio Nobel per contraddire il principio di conservazione dell’energia? Ah già, loro sostengono che non siamo solo chimica, ma anche biochimica… biochimica di cui comunque non sanno un bel nulla! Vedi anche l’articolo “Indice glicemico e irrisione delle calorie“.

L’olio di palma fa male
Diciamo che gli alimenti che contengono olio di palma non sono un toccasana, ma non tanto per l’olio di palma. Siccome è un argomento gettonato negli ultimi tempi, ne ho dedicato un articolo a parte.

La carne è cancerogena
Classica bufala che gira negli ambienti veg. Non esiste nessuno studio serio che lo dimostra. È vero che sono a rischio i salumi, la carne conservata e in scatola, ma perché contengono nitriti. E i nitriti sì che sono cancerogeni! Non è la carne ad essere cancerogena, ma il conservante. Bandite qualunque alimento che contenga nitriti, ma mangiatevi pure la vostra fiorentina senza problemi.

Il latte è innaturale
Altra supercazzola degli ambienti veg. Se è per questo, allora anche vestirsi e lavarsi i denti è innaturale. È vero che solo una parte della popolazione mondiale mantiene l’enzima lattasi, che serve per digerire il latte, da adulta. Un vantaggio evolutivo notevole e che ha favorito l’allevamento e il consumo di latte. Nel senso che prima è avvenuta la mutazione genetica e ciò ha favorito il consumo di latte, che è un alimento molto nutriente. Bere latte ha permesso ad alcune popolazioni di sopravvivere nei climi più difficili (sia caldi che freddi), quindi altro che innaturalità del latte! Ma è stato anche dimostrato che un’abitudine al bere latte fa sviluppare una microflora intestinale per cui il latte viene tollerato benissimo anche da chi non ha più l’enzima lattasi da adulto! Darwin festeggerebbe con un bel bicchiere di latte per queste scoperte. L’intolleranza congenita al lattosio, cioè quella che non permette in alcun modo di ingerire lattosio, è d’altronde molto rara. Se bere il latte fosse innaturale, nessuno lo potrebbe bere e non esisterebbero le filiere di latte. Va quindi da sé che dire che bere latte è innaturale è un’assurdità. Ecco un video di Dario Bressanini che approfondisce il discorso con una semplice spiegazione da chimico.

Il glutine provoca la celiachia
Non sono ancora ben chiari i meccanismi con cui si sviluppa la celiachia. C’è da dire che i recenti test sono spesso afflitti da falsi positivi, quindi è facile far risultare un aumento di celiachia nella popolazione in questo modo. C’è però un’altra importante scoperta, di cui ha discusso anche il chimico e divulgatore di scienza in cucina Dario Bressanini. E cioè, guardando gli studi effettuati sulla popolazione in Carelia divisa tra Finlandia e Russia, si è scoperto che nella Carelia russa, dove i bambini crescono in ambienti meno “iperprotettivi”, sviluppano meno la celiachia. Sinceramente, vedendo che tante persone troppo abituate a stare in casa si ammalano appena fa un po’ di freddo mentre io che corro in maniche corte e pantaloncini a 5 gradi no, ammetto che questa teoria sulla celiachia non mi stupisce affatto. Anche se è solo un inizio, ovvio.

Mangiare carboidrati e tanto a cena fa ingrassare
Sì, e se vengo da un’ora di corsa dal post-lavoro chi spiega al mio organismo che è giorno di insalata e pollo? Quello che conta è il computo dello stile di vita e delle attività quotidiane. Chi parla di carboidrati a cena come il demonio dà infatti per scontato che siano tutti sedentari con un metabolismo penoso. Anche il mangiare tanto a cena è in questa chiave, perché se uno è sedentario e ha già mangiato tanto a pranzo è ovvio che non possa fare lo stesso anche a cena! Leggete gli articoli “A che ora fare i pasti?” e “Alimentazione prima e dopo l’allenamento” per approfondire.

Il sale provoca l’ipertensione
Ovviamente no! L’eccesso di sale è correlato a un cattivo stile di vita. Ne ho discusso qui. La raccomandazione è di mantenersi a 7 g/die di sale, un livello che comunque mediamente viene superato dalla popolazione.

I grassi saturi provocano problemi cardiovascolari
È invece vero che ridurre troppo i grassi saturi provoca problemi di salute! L’importante, come al solito, è non eccedere, ma variare le fonti di grassi assicurando quelli essenziali e gli omega-3. Lasciate perdere quelli che arrivano a bere latte scremato o vi dicono che meno grassi saturi assumiamo è meglio. Sono solo dei cazzari!

I formaggi fanno ingrassare
I formaggi sono alimenti generalmente ipercalorici e quelli magri sono molto appetibili. Ma ciò non vuol dire che facciano ingrassare. Sono un alimento come lo sono altri. Basta mangiarli senza eccedere, ad esempio usandolo sulla pasta, per mantecare il risotto o per la caprese. Anzi, spesso è meglio apportare i grassi dal formaggio, che rimane “solido”, rispetto al burro e all’olio! O se vogliamo mangiare del formaggio da tavola, possiamo optare per quelli sapidi (Pecorino, Grana o Parmigiano) che già con 30 g ci “stancano”. E poi, comunque i formaggi sono utilissimi più che mai per il calcio, un minerale di cui la popolazione è cronicamente in carenza. Per approfondire: “Formaggio, storia e bontà“.

Carne e carboidrati? Sì, grazie!
Le bufale di Focus… mangiare meno o fare sport?

Governo e fake news

Da un po’ di tempo, si fa un gran parlare delle fake news, ovvero le “false notizie” che riguardano diverse tematiche. Ho notato che l’espressione “fake news” sta circolando in questi ultimi giorni tra telegiornali vari e politici. È interessante notare come sia stato soppiantato il termine “bufale”. Ormai pronunciare “fake news” fa figo. Per quanto sarebbe bello veder sparire le bufale sulle scie chimiche o sul non essere mai stati sulla Luna, peccato che lo scopo del nostro governo non è affatto quello di tutelare la popolazione dalle bufale. Mi è subito parso evidente che, con il proliferare di internet e della facilità con cui si può scrivere su un sito o un blog, il governo e i media sono preoccupati di perdere il monopolio delle bufale. Ecco perché le azioni del governo devono preoccupare. Sono il primissimo a desiderare che certa robaccia venga sparisca dalla rete. Ma non è questo lo scopo di governo, politici e media nazionali. Loro sono invece preoccupati perché, se altri prendono il monopolio delle bufale, non potranno più nutrire il popolo con bugie di governo e condizionamenti politici. Il vero modo per evitare la diffusione delle bufale è quello di acculturare i cittadini e trasmettere lo spirito critico. Il governo non è minimamente interessato a fare questo, perché vuole diffondere le sue bufale. Purtroppo, a quanto pare, lo scenario peggiore sembra avviato.

Chi ha sufficiente spirito critico nota in un attimo che sono proprio quei media che allarmano come papere sulle fake news a proporle quotidianamente e anche in modo molto ossessivo, con l’evidente intento di ripeterle a tal punto che la gente finisca per crederci. Vi ricorda qualcosa? Magari qualche vecchio regime del novecento? Esistono comunque 2 grandi bufale che governo e media diffondono pedissequamente, perché fa comodo per i loro interessi. Ovviamente, vengono diffuse numerose altre bufale, ma è importante capire come e perché il governo e i media diffondono queste per così dire “macrobufale di Stato”.

1) PIL che cresce dello zero virgola
Sentiamo spesso ripetere che siamo in crescita, che la crisi è finita. Sull’ANSA circola questa notizia un giorno sì e uno no. A parte il fatto che una crescita dello zero virgola non è nulla in termini concreti dal punto di vista numerico, il PIL è cresciuto perché siamo cresciuti come popolazione. Il problema è che la popolazione è cresciuta molto di più rispetto a quello che dovrebbe essere il PIL che, appunto, è di uno zero virgola. Non ci vuole un genio a capire che anche un paese come il Brasile può vantare di un enorme PIL. In realtà, siamo più poveri! Cresce il PIL di uno zero virgola, ma la popolazione aumenta e noi abbiamo MENO soldi di prima! D’altronde in tanti continuano a dire che non si arriva più a fine mese, che gli anziani devono chiedere l’elemosina, che per fare la spesa si va ai discount perché tutto costa sempre troppo. Governo e media vogliono invece convincerci che siamo finalmente in crescita, mascherando la vera realtà perché c’è bisogno di far credere che il benessere è tornato. E se la gente crede che il benessere è tornato, tornerà a spendere e continuerà a mantenere in vita la vecchia politica, ovvio. Ma la gente come fa a spendere soldi che non ha? E come fa a continuare a credere nella vecchia politica se l’ha già destituita? Non c’è nessuna ripresa e da noi la crisi è sempre cronica. La popolazione aumenta sempre di più, ma cala sempre di più il potere d’acquisto e siamo sempre più poveri. Il governo e i media vogliono invece illuderci che finalmente il peggio è finito. Ma è tutto una gran bella bufala ed è assurdo cascarci vedendo la realtà quotidiana!

2) Calo della natalità
Questa bufala circola già da almeno un decennio. In effetti è vero, le donne italiane sono sempre meno fertili e fanno figli sempre più in tarda età rispetto ai paesi del nord. Quello che però viene omesso è che stiamo assistendo a una antropizzazione sempre più smisurata. L’emergenza energetica e ambientale deriva proprio da questo, cioè dal fatto che siamo in troppi. Governo e media invece ribaltano in negativo un dato che di per sé, oggigiorno, in un contesto di sovrappopolazione, è positivo perché siamo pur sempre un paese religioso e dove si dà più retta alle parole del papa (volutamente in minuscolo) piuttosto che a quelle di un fisico che fa una nuova scoperta. Cosa vuol dire? Molto semplice: più figli si fanno, più potenziali fedeli e creduloni ci sono! Altro che fertility day e baggianate varie. Non è neanche il fatto che non ci sono soldi per mantenere un figlio. Al papa non frega assolutamente nulla di questo. Non importa se patiamo la fame, se non ci sono soldi. L’importante è che i credenti facciano sempre più numero. E ovviamente, più si è poveri, più prospera la religione. Ho chiamato questo processo come sfruttamento dei miserabili, su cui ho discusso nell’articolo sulla correlazione tra benessere e irreligiosità appena linkato. Chi fa un figlio deve farlo per amarlo.

Capito quindi la storia? Il nostro governo vuol censurare le fake news perché vuole riportare all’attenzione del popolo i messaggi che loro vogliono diffondere e far credere. Questo tipo di azione è particolarmente esecrabile, perché di fatto è una prassi nell’informazione di regime. Altri esempi sono la Danacol e Kilocal sul colesterolo, che invece è un abbaglio. Noi italiani, a quanto pare, non riusciamo a liberarci dell’informazione di regime. È una cosa che risale già dai tempi del fascismo, e infatti oggi ancora in molti sono convinti che le cose andassero davvero come Mussolini voleva far credere (ma di questo ne ho già parlato in un altro articolo). Non credete assolutamente a messaggi di questo tipo che il governo e i media vogliono inculcarci. Ci stanno provando in diversi modi, anche con finti referendum che, attraverso un apparente “parlar forbito”, ci ingannano di darci la libertà. In realtà ci stanno sempre di più togliendo la libertà. Lotta contro le fake news da parte del governo? Sì, basta che le fake news non siano le loro, perché le loro fake news devono essere diffuse dal regime!

Anche Super Quark!

Ebbene sì. Gli Angela sono sempre stati un esempio di divulgazione scientifica. Sono stati i promotori della conoscenza, libera dalla pubblicità (che, durante Ulisse e Super Quark, è effettivamente al minimo). Ma ormai, anche il buon Piero inizia a fare qualche cilecca. I documentari di Super Quark sono sempre bellissimi, ma lo spettatore più attento avrà notato che la rubrica di scienza in cucina è, se possibile, anche più penosa dei siti di alternativi. I servizi sono superficiali, con la patetica trovata di porre una domanda di nutrizione o sul dimagrimento alla gente per strada. Ovviamente, il senso di questa parte è proprio la carrellata di risposte date dalla gente in versione “milanese imbruttito”, con qualcuno un po’ più sveglio per dimostrare che non tutti sono scemi. Uno dei servizi più penosi è stato quello sulla classifica delle diete, dove l’intento palese era fare pubblicità. Non importa l’ordine della classifica, perché comunque si è parlato di quella dieta. E poiché la dieta è stata menzionata in un programma serio come Super Quark, come dubitarne? Sia chiaro, Super Quark resta uno dei pochi programmi validi del palinsesto e la volontà di ridurre all’osso la pubblicità è ammirevole in un’epoca in cui si fa esattamente il contrario. Evidentemente, però, anche Super Quark è costretto a svendersi per continuare ad esistere. E la rubrica di scienza in cucina pareva quella più sacrificabile. Il problema è che la gente senza spirito critico ragionerà più o meno così: “Ah, ma se lo dice Super Quark, allora dev’essere vero!”

Untori, baby gang e giornalismo demenziale