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Cibo (spesa) ed economia

I prezzi aumentano sempre di più, la disoccupazione rimane sempre stabile (checché ne dica Renzi, vantarsi dell’1 per cento di miglioramento è una presa per i fondelli), c’è precarietà e bla bla. Tutto questo fa ricoprire un ruolo importante alla spesa e quindi a cosa mangiamo. Sono in molti a lamentarsi di non arrivare a fine mese e quindi ho deciso di stilare una guida che possa essere di aiuto per gestire l’economia al supermercato. Partiamo da una considerazione:

non si può penalizzare la propria alimentazione a monte di altri errori!

Cosa vuol dire l’ultima affermazione? Che è giusto non spendere in modo scriteriato, ma nemmeno ha senso vivere di pane e acqua. È infatti facile scoprire che chi fatica ad arrivare a fine mese commette degli sbagli:

– chi lava la macchina ogni settimana a 8 euro e 8 euro per 4 volte al mese sono 32 euro;
– chi va a mangiare tutti i giorni, alla pausa pranzo, al ristorante e 10 euro per 20 giorni sono 200 euro;
– chi deve pulire il tappeto una volta ogni due settimane e sono 100 euro al mese.

È sufficiente lavare la macchina una volta al mese, purché sia lavata bene, o quando occorre davvero. Anziché mangiare al ristorante, portatevi qualcosa da casa, di cui almeno conoscete i valori nutrizionali. Un tappeto di qualità può anche essere lavato una volta all’anno oppure ogni sei mesi.

E per finire, non dimentichiamo il mutuo o l’affitto e/o una famiglia troppo larga per lo stipendio del nucleo familiare. Se ho uno stipendio di 800 euro al mese, come in molti, che senso ha pagare 500 euro di affitto più bolletta? Così si cerca di andare a nozze con i fichi secchi ed è un quadro comunissimo. Non si deve vivere in una catapecchia, ma preferisco un piccolo monolocale con affitto da 300 euro e mangiare bene piuttosto che spendere 500 euro di affitto e mangiare male. Non si tratta solo di ignoranza economica da bambini dell’asilo, ma un voler aspirare a qualcosa oltre il proprio potenziale. L’errore è commesso anche da chi ha uno stipendio più gonfio. Ok, guadagni 2000 euro. Chiunque, basandosi sulla media, direbbe che è benestante. Invece si scopre che anche chi guadagna 2000 euro fatica ad arrivare a fine mese! Perché? È ovvio. Ha due figli da mantenere tra scuola e attività varie, una moglie che pretende di passare in famiglia ogni sabato a mangiare al ristorante, un mutuo da 1000 euro per la villa dei sogni… eccetera, eccetera, eccetera. Rimuovete tutti questi errori esistenziali e vi accorgerete che la spesa non sarà più un evento drammatico. Fatto? Allora i consigli non sono in realtà dissimili da tanti altri che si trovano in rete.

Spesa

1) Offerte
Alcuni supermercati come Esselunga offrono prodotti di qualità medio-alta molto spesso scontati al 40-50% o almeno al 30%. Approfittatene. Il 30% dovrebbe essere la soglia minima per acquistare un prodotto in offerta, altrimenti il risparmio è notevolmente più ridotto. Se sono prodotti deperibili, munitevi di un congelatore buono. A patto ovviamente di saper congelare ad hoc, poiché la congelazione casalinga avviene a temperature superiori rispetto alla surgelazione industriale (vedi il punto 5) e dunque i tessuti cellulari dell’alimento rischiano di rompersi danneggiando inevitabilmente la bontà di ciò che si mangia.

2) Non seguire la moda
Il salmone della Rio Mare non costa tanto perché è buono, ma perché l’azienda spende in cachet e pubblicità. Aguzzate la vista verso gli angoli che i supermercati cercano di nascondervi. Troverete dei prodotti a medio costo, che però sono qualitativamente superiori. Al posto della Rio Mare, io preferisco un bel salmone dell’Alaska, per altro anche molto più ricco di omega-3. Stessa cosa vale per la carne e altri prodotti. Non fatevi fregare dagli slogan in bella mostra del tipo “pochi grassi”, “zero grassi” ecc. Se comprate una confezione di pollo a pochi grassi, pagherete di più solo per il fatto di essere a pochi grassi. Tra l’altro, come spiego nell’articolo sulla qualità, il pollo è un alimento scadente o di lusso. Non siate schizzinosi e ripiegate anche sui tagli grassi del maiale, che costano meno rispetto al pollo magro o al filetto (di maiale). Non sono i grassi a fare male, ma l’eccesso di calorico. Inoltre, se per rendere appetibile un taglio magro dovete abbondare con i grassi, a questo punto è meglio il caro e vecchio maiale di cui non si butta via nulla!

3) Porzioni
Quando acquistate prodotti confezionati, in scatola o in bottiglia, fatelo considerando la vostra porzione, affinché sia divisibile senza dover sprecare o mangiare in eccesso. Vi accorgerete che le confezioni piccole sono spesso la scelta migliore in termini di risparmio (vedi il successivo punto).

4) Qualità e non quantità
Chi è sovrappeso tende a mangiare di più rispetto a chi è normopeso, ovvio. Bisogna preferire i cibi di qualità, piuttosto che, magari, buoni ma scadenti. Ringrazieranno sia il vostro palato che la vostra linea. Tante volte, poi, si è convinti di risparmiare acquistando versioni maxi di un prodotto con offerta sulla quantità, salvo sprecare parecchio cibo perché non si riesce a finire tutto. E il risparmio iniziale non è nemmeno così eclatante. Ci si lamenta del prezzo del pane o della pasta, senza accorgersi di quanto pane viene buttato perché avanza o di quanto se ne mangia in eccesso: tutto questo è uno spreco!

5) Surgelati
La surgelazione industriale è diversa dalla congelazione casalinga. La surgelazione, infatti, avviene a temperature molto più basse, il che permette di portare brevemente a temperatura il cibo formando cristalli di ghiaccio più piccoli rispetto alla congelazione casalinga. Questo comporta che, di fatto, un alimento surgelato è come se rimanesse quasi del tutto integro una volta che viene scongelato. Ciò che si altera nei surgelati è l’organolettica, ma i valori nutrizionali sono identici. L’unico modo per avere prodotti sempre freschi davvero è coltivare un orto e allevare da sé cucinando tutto al momento. I surgelati costano tante volte meno di un alimento “fresco” e fanno anche risparmiare tempo. Alcuni alimenti sono però obiettivamente immangiabili da surgelati, vedi i fagiolini (altre volte, invece, sono più buoni, come ad esempio i piselli). In tal caso, orientarsi su offerte di stagione o di svuotamento delle scorte tra i “freschi”. Rimando all’articolo sui surgelati per l’approfondimento.

6) Cibi in scatola e pronti
Il discorso è simile a quello per i surgelati. L’organolettica perde, ma nutrizionalmente non cambia praticamente nulla. Occorre solo assicurarsi che non ci siano sostanze obiettivamente nocive (nitriti, polifosfati, grassi idrogenati (*)) o indice di scarsa qualità (glutammato monosodico, dolcificanti, zucchero aggiunto). Il tempo risparmiato sarà più di quello che pensate e il tempo, come si dice, è denaro. Sui piatti pronti, non necessariamente il costo è maggiore e non necessariamente tutti i prodotti sono scarsi. Bisogna valutare le varie offerte, gli sconti, la serietà dell’azienda. Nella scelta, fate attenzione al sale, poiché scatolame e cibi pronti sono categorie dove il sale viene usato a sproposito e in modo eccessivo.

* Ci sarebbero anche i nitrati, ma essi diventano tossici solo in condizioni di ossidazione (leggasi: esposizione all’aria) e calore (che riguarda comunque l’ossidazione).

7) Stagionalità
Il discorso non è così scontato. Cioè, non è affatto detto che un prodotto sotto casa sia meno costoso e meno inquinante di un prodotto che viene dall’estero (altrimenti nei paesi del nord non esporterebbero tanta verdura dal Marocco o dal Cile). In linea puramente generale, però, un prodotto di stagione costa molto meno di un prodotto fuori stagione. Confrontate il costo delle zucchine al chilo in inverno rispetto al costo delle zucchine in estate. La differenza può anche essere doppia o tripla e, in una dieta sana che prevede di mangiare tanta frutta e verdura, a fine mese il nostro portafoglio ringrazierà se ci sforziamo di seguire quanto più possibile la stagionalità. Seguire il normale ciclo di frutta e verdura non fa solo risparmiare, ma permette anche di goderlo nella sua maggior maturità. Io, a parte eccezioni (ad esempio i peperoni), preferisco non mangiare le zucchine in inverno o i broccoli  in estate. In inverno, le zucchine mi costano 3.00 al kg da Esselunga, però il cavolfiore viene venduto anche a 90 centesimi al chilo! Tanta gente, al contrario, basa la sua alimentazione solo su quelle poche verdure, cioè peperoni, zucchine, melanzane e pomodori perché non amplia il suo orto. Così facendo, sbaglia. Per approfondimenti sulla stagionalità, leggete questo articolo (dove chiarisco, anche in altri modi, che la stagionalità fa risparmiare).

8) Frequenza della spesa
Fare la spesa quotidianamente, magari con l’illusione di avere prodotti sempre freschi, è un dispendio di tempo ed economico per via del carburante consumato. Provate a fare i conti su quanti litri di carburante consumate in una settimana e in un anno facendo la spesa tutti i giorni o comunque passando al supermercato più volte in settimana perché manca questo o quello. Organizzatevi e fate la spesa una volta a settimana, o anche due volte al mese per quanto riguarda prodotti con conservazione più lunga e non deperibili.

9) Diversificare i fornitori
Anche se ogni supermercato invoglia alla “fedeltà” e all’essere per voi come azienda di fiducia con le loro carte, non vuol dire che dovete fare la spesa sempre in quel supermercato. Ogni azienda ha i suoi prodotti di punta e ciascuno si spartisce una fetta del mercato. Dovete scoprire cosa conviene in un supermercato e cosa in un altro. Non che una catena di supermercati sia “buona” e l’altra “cattiva”. Semplicemente, è il cliente che deve capire come sfruttare i punti forti di un supermercato e avvantaggiarsene!

Una spesa ragionevole dovrebbe essere sul 30%-40% del reddito del nucleo familiare. Se si guadagna 800 euro al mese e si è single (sfamare una famiglia con un reddito di 800 euro al mese è da stupidi!), 240 euro al mese per la spesa (30%) ci stanno tutti. Si avrà modo di pagare affitto più bolletta (400 euro al mese circa) avanzando qualcosa per altro (trasporti, emergenze, divertimenti ecc). Stessa cosa per il padre di famiglia con figlio unico (meglio dare il massimo a un figlio piuttosto che poco a più figli) e reddito mensile da 2000 euro che potrà pagare il mega mutuo da 1000 euro per la villa dei sogni.

Termino con un’ultima considerazione. Avete pensato che, se imparate a fare seriamente sport, c’è una CORRELAZIONE sul risparmio nella spesa? Non ci credete? Leggete questo articolo e capirete il perché di una tale correlazione, che assolutamente non è una regola, ma fa riflettere sul proprio stile di vita!

Calendario stagionale di frutta e verdura

Un commento su “Cibo (spesa) ed economia

  1. Il succo del tuo articolo è che la gente vuole sempre troppo e non ha il senso della misura per quello che fa. Chissà poi cosa pensa Bergoglio sul ridurre i figli, visto che il cristianesimo ha tutto l’interesse nel “andate e moltiplicatevi”!

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