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I “mangiacadaveri” che conoscono gli animali

Alcuni cacciatori mi dicevano di andare a caccia perché amavano gli animali. Quando ero piccolo, non capivo il perché di una simile e contraddittoria affermazione. Devo ammettere che gran parte dei cacciatori andrebbe senza pietà abbattuta come un fagiano, ma ce ne sono alcuni che mi hanno portato a riflettere: com’è possibile che un cacciatore conosca la natura e gli animali meglio di tanti vegetariani e vegani (veg) che, invece, decantano così tanto la loro sensibilità per la vita degli animali? Ed è un’esperienza che ho vissuto in prima persona. Anni fa, conobbi una ragazza vegana. Lasciando perdere il fatto che avesse diversi cani ovviamente nutriti con carne, aveva paura e schifo per i gecko. Ma un vegano non dovrebbe amare tutti gli animali? O l’amore per gli animali c’è solo quando si tratta di teneri agnelli e cagnoloni? Quanti veg possono dire sapere quanto segue?

– la differenza tra una capra e un tahr;
– come fa un gecko a rimanere attaccato alle pareti;
– la differenza tra un amazzone dalla fronte blu e un cacatua bianco;
– le abitudini sessuali di un comune gufo;
– dove vivono le formiche giganti.

Ne potrei dire altre, ma mi fermo qui e sono convinto che la maggioranza dei veg cascherà dal pero (troverete le risposte alla fine dell’articolo). A mio avviso, i veg sono sostanzialmente afflitti da un problema di moda e patosensibilità. Vedono l’agnello al mattatoio e subiscono una risonanza sentimentale, decidendo di cambiare la propria dieta per apparire sensibili, ma senza realmente esserlo. D’altronde è il trucco usato dai veg che vogliono convertire la parte più patosensibile della popolazione. Insistono dicendo che, se tu vedessi come vengono trattati gli animali al mattatoio, smetteresti di mangiare carne. Beh, io ho visto i video che descrivono la scena e non ho smesso di mangiare carne. Piuttosto, preferisco il pesce grasso per gli omega-3 e mangio la carne come alternativa (oltre al fatto che i produttori locali non sono sempre una garanzia!). C’è una differenza non di poco conto tra la sensibilità e la patosensibilità. La sensibilità è la capacità di sentire e percepire noi stessi e ciò che ci circonda. Essa ci porta a scendere nei dettagli, a entrare in sintonia con il mondo e a vedere tutto colorato e non solo esteticamente bello e piacevole. Ci aiuta a comprendere il mondo, ad avere la capacità di amare. La patosensibilità è invece una distorsione, cioè un coinvolgimento del dolore che non viene vissuto con un distacco equilibrato. Contrariamente a quello che si crede, un patosensibile NON è sensibile, cioè almeno non è detto che lo sia! E questo spiega perché la maggioranza dei veg non sa rispondere sugli argomenti che ho posto sopra. E questo spiega perché alcuni cacciatori mostrano così tanta energia vitale e così tanta conoscenza della natura e degli animali. Un cacciatore dotato di sensibilità non uccide gli animali perché ha voglia di ammazzare, ma per nutrirsi e non spreca mai nulla. Avete visto i documentari di Andrew Zimmern con il suo programma televisivo Bizarre Foods (e, per piacere, smettetela di chiamarlo “Orrori da gustare”!)? Quando gli allevatori uccidono un animale, non sprecano nulla. Mangiano cuori e cervello e usano il sangue per fare il sanguinaccio. Sanno avere rispetto per ciò che la natura ha loro offerto, un po’ come facevano le civiltà antiche quando offrivano sacrifici animali agli dei. Sono invece sicuro che molti veg buttano via un pezzo di verdura perché “a occhio” lo vedono un po’ macchiato e malandato quando in realtà è ancora mangiabile: per loro, grande patosensibilità, ma zero sensibilità.

Le risposte

Veniamo alle risposte.

Capra e tahr
La capra è il genere animale, appartenente alla famiglia dei bovidi e alla sottofamiglia dei caprini. Il tahr appartiene a una specie diversa da quella che viene considerata la capra domestica, quest’ultima che deriva dalla capra selvatica. Sono cioè tutte specie differenti! Mentre la capra domestica è ormai comune in tutto il mondo, il tahr è diffuso nelle zone dell’Himalaya, del Kashmir e in diverse parti della Cina. “Trusty Tahr”, sistema operativo di Linux, dunque non si traduce come “capra fedele”, ma piuttosto come “fedele tahr”!

Il gecko
Il gecko riesce a rimanere appeso alle pareti grazie alle microscopiche scaglie poste sotto le sue zampe. Esse riescono aderire così tanto alle pareti che sarebbe come se un arrampicatore umano riuscisse a rimanere appeso a una parete rocciosa con una mano e una massa di 1 tonnellata attaccata al piede!

I pappagalli
Amazzone e cacatua sono ovviamente due specie diverse di pappagalli. Entrambe le specie sono ovviamente molto vivaci ma, al di là dell’aspetto fisico, gli amazzoni dalla fronte blu hanno delle spiccate doti da intrattenitori e amano molto vocalizzare. I cacatua bianchi, invece, richiedono attenzioni a tal punto da sviluppare una morbosissima dipendenza verso l’oggetto che reputano caro, che può essere il compagno o il proprio padrone o un oggetto. Se non ricevono le dovute attenzioni, i cacatua bianchi arrivano anche a strillare molto forte. Ad alcuni possono sembrare pappagalli e basta, ma per un amante degli animali la sfumatura è notevole!

Il gufo comune
Il gufo comune tende ad avere abitudini monogame, che dunque non è solo una caratteristica umana (vedi proprio i pappagalli soprannominati “inseparabili”!). Inoltre, il gufo ha spesso un albero a cui è attaccato, esattamente come l’Anacleto del film Disney.

Formiche giganti
Le formiche giganti (quelle che si vedono nel quarto capitolo di Indiana Jones, per intenderci) sono le Dorylus. Esse vivono nell’Africa centrale e nell’Asia tropicale (e non in Sud America come si vede in Indiana Jones 4). Benché il loro morso sia molto doloroso, la presenza delle Dorylus è in realtà utile alle popolazioni locali perché queste formiche ripuliscono dai parassiti, dagli insetti e dai topi che minano le coltivazioni agricole.

Può sembrare assurdo il fatto che chieda ai veg se sanno tutte queste cose. Ma se loro amano così tanto gli animali, come fanno a non saperle? D’altronde io non sono un etologo, anzi, e mangio carne e pesce meritandomi l’appellativo di “mangiacadaveri”. Ma è singolare che, da “mangiacadaveri”, sappia molte più cose io sugli animali dei veg, e senza essere un esperto etologo. Che non si dica che ho fatto degli esempi assurdi. Avrei potuto fare degli esempi diversi, ma il concetto non cambia. Come si può dire di amare qualcosa che non si conosce? Dovunque non ci sia conoscenza, non vi è nemmeno amore! È assurdo che vegetariani e vegani vari mi accusino e loro non conoscano in realtà un bel nulla degli animali. È assurdo che dicano di amare gli animali e poi al massimo si limitano ai cani e ai gatti, perché giustamente loro sono carini e teneri mentre un crotalo no. Anzi, sono convinto che molti veg non sappiano neanche la differenza tra un pitbull e un corso o tra un siamese e il norvegese delle foreste. Insomma, questi fantomatici veg sono davvero amanti degli animali o solo sedicenti tali? Bah, a me sembra proprio che siano sedicenti amanti degli animali!

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