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L’illusione del naturale

Parliamo di naturale. Il naturale viene associato a concetti di buono, moralmente giusto, benefico, sano, sicuro, ecosostenibile, incontaminato… e chi più ne ha più ne metta! Dato che c’è ancora parecchia ignoranza sull’argomento, ho trovato necessario stendere un articolo per chiarire che non ha assolutamente senso parlare di naturale. Per carità, non mi illudo di convincere i fanatici che vedono il naturale come una religione. No, sarei troppo ottimista. Questa frangia di attivisti militanti veri e propri non cambierà mai idea, sostenendola anche quando messi davanti a una inoppugnabile confutazione delle loro argomentazioni perché, tanto, a loro non interessa lo stesso: l’importante è difendere a spada tratta le loro convinzioni. Mi voglio invece rivolgere alle persone semplicemente dubbiose che, con un po’ di spirito critico, hanno la possibilità di non farsi fuorviare dalle sette di attivisti militanti.

Innanzitutto, la domanda è: che cos’è naturale? I fautori del naturale dicono che è naturale ciò che è prodotto dalla natura e innaturale ciò che è creato sinteticamente dall’uomo, sottintendendo che il naturale abbia caratteristiche buone e il sintetico no, è brutto e cattivo. Questa è una, passatemi il termine, vaccata colossale. Beh, se il naturale è così buono, allora intossicatevi con del botulino. Eppure il botulino è una sostanza naturalissima, oltre che tra le più tossiche al mondo. Potete provare a usarlo per far lievitare i vostri dolci: che ne dite? Poi è più bello da sentire rispetto al lievito chimico… botulino. Il rotenone è contenuto nelle radici di alcune piante tropicali delle leguminose. È stata accertata nei ratti l’induzione al Parkinson. La solanina è naturalmente presente nelle patate. La sua intossicazione provoca diarrea, nausea, vomito, crampi allo stomaco, emorragie. Di cosa stiamo parlando, dunque? Come può essere il naturale così buono se ci mette quotidianamente “a disposizione” tutte queste sostanze tossiche o potenzialmente cancerogene? Giustamente poi ci si deve lamentare degli OGM anche se aumentano l’efficienza di una coltivazione rispetto a un prodotto bio che però ha una scarsa efficienza e quindi peggiora il degrado ambientale, la deforestazione, distruggendo in maggior modo la biodiversità delle specie. E il vino? In quanti comprano bio e naturale e poi si bevono quel bicchiere di vino a pasto? Ma il vino non esiste in natura. Se fosse la natura, si formerebbe aceto, mentre è l’uomo a originare il vino. Il riso Carnaroli, tanto elogiato dagli intenditori e dallo slow food? Non esiste il riso Carnaroli. L’ha creato l’uomo incrociando il Vialone e il Lencino nel 1945. Lo sapevate?

Naturale

Potrei andare avanti e parlare ad esempio del peperone (che non sempre è esistito come oggi!), della carota (idem come per il peperone!) e di tante altre cose che reputiamo come normali ma che, una volta, non lo erano o almeno non come le conosciamo oggi. Una volta, le carote erano viola e solo negli ultimi secoli è diventata arancione per intervento umano. Ancora oggi, alcuni supermercati vendono le carote con il loro colore originale. Pensateci, ogni volta in cui vedrete una bella carota arancione con etichetta “bio e naturale”. Credo che comunque, se siete minimamente intelligenti, avrete capito il concetto. Il punto è che nulla realmente si crea o si distrugge. Come spiego anche nell’articolo “Quel demonio della chimica!“, i “mattoncini” che compongono tutto ciò che esiste quelli sono e restano. Non c’è nulla di davvero artificiale! Le molecole e gli atomi sono sempre tali e quali. Possiamo dire che avvengono trasformazioni e manipolazioni, ma quelle molecole e quegli atomi rimangono. Che poi, vorrei chiedere una cosa a chi sostiene la religione del naturale. Come dev’essere vista una molecola sintetica che però si produce anche in natura? Una molecola che si produce in natura è chimicamente identica a una molecola sintetica. Quelli sono gli atomi, quelli sono i legami. Al microscopio, sono indistinguibili. Questa cosa forse non è granché chiara ai profani della chimica, e a dire il vero nemmeno io sono un esperto in chimica. Però so che una molecola di acqua può provenire dalla pioggia così come dalla combustione del carburante di un aereo (e generando così le famose scie di condensa, che in tanti credono siano le famose “scie chimiche”). Se noi prendiamo le due molecole di acqua, rimane sempre H20. Con la stessa medesima struttura. Voglio fare un altro esempio: il fruttosio. Il fruttosio viene prodotto a partire dallo zucchero della frutta, penserete (uva, mele, ciliege). E invece no, perché sarebbe troppo costoso. Arriva spesso dall’amido di mais. Dall’amido di mais, si estrae il glucosio e, dal glucosio, attraverso altre trasformazioni, si arriva al fruttosio. Ma la molecola di fruttosio è esattamente identica a quella “naturale” dalla frutta. Non vi è alcuna differenza. Che senso ha distinguere tra la molecola di acqua dalla pioggia dalla molecola di acqua dagli scarichi di un aereo? Il fruttosio della frutta dal fruttosio dall’amido di mais? Alla cieca, nessuno sa distinguere la differenza. Qual è la molecola naturale e quale quella creata sinteticamente dall’uomo? Vi sfido. Probabilmente, leggendo questo articolo, molto di voi si sentiranno truffati. Ed effettivamente è così, se non si conosce bene la materia e facendosi costantemente bombardare da messaggi errati e fuorvianti. Però, se avete compreso le mie parole, la prossima volta al supermercato non vi farete più ingannare dagli slogan in etichetta. È chiaro che esistono prodotti che non vengono prodotti naturalmente in natura, vedere ad esempio le bottiglie di plastica. Questo però non vuol dire che questi prodotti siano tossici in quanto non esistenti naturalmente in natura. La materia prima è sempre la stessa: l’atomo. E la tossicità di una sostanza dipende non dalla provenienza (umana o dalla “natura vera”), bensì dalla proprietà stessa della sostanza.

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