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Lo sport come stile di vita globale

“Per dimagrire, dovrei allenarmi come te”. È una frase che mi è stata detta qualche tempo fa. La frase è vera (parliamo del classico soggetto che “non dimagrisce più” perché non brucia più abbastanza!). Ma dietro a un dato oggettivo, ammesso con la massima bontà, si nasconde qualcosa di più profondo. E cioè, è un errore pensare che allenarsi per la salute sia solo… un allenarsi e basta! Che sia per dimagrire, che sia per i benefici cardiovascolari che ne derivano, fare sport significa cambiare radicalmente il proprio stile di vita, investendo gli sforzi in qualcosa che ci torna indietro a lungo andare, specie con l’avanzare dell’età e per vivere più a lungo. Facendo sport, mi sono accorto di come l’attività sportiva mi abbia aperto la mente a 360° gradi, riflettendo sulle vere priorità, su cosa conta davvero nella mia vita. Alcuni di questi aspetti possono sembrare impensabili o assurdi, eppure è proprio ciò che è avvenuto. Io vi racconto la mia esperienza, nel senso che per altri gli ambiti possono differire, ma senza che il concetto cambi. Nell’augurio che ciò che vi sto per dire vi stimoli non solo a fare sport ma che, grazie allo sport, impariate anche a vedere il mondo sotto una prospettiva diversa.

Se ancora non credete che lo sport influisce in ogni ambito della nostra vita, leggete anche quello che ho scritto su Bruce Dickinson, cantante degli Iron Maiden.

Il fatto è che, per me, lo sport affonda le radici nella spiritualità. E non è una cosa legata solo a uno sport, motivo per cui sono anche un sostenitore del multisport. È qualcosa di profondamente intimo, come una religione, che mi permette di conoscere me stesso e vedere fin dove mi posso spingere con il mio (reale!) potenziale. È questo che manca a molti, ma è questo il senso di amare lo sport. Ma è sempre questo che permette di vedere lo sport come uno stile di vita globale, che influisce in tutto ciò che facciamo. Se manca questa parte spirituale, se non si riesce a vedere lo sport al di là della mera prestazione o del “fare attività fisica”, si perde quello che è il vero succo dello sport. Ecco perché, spesso, chi si avvicina allo sport finisce per mollare entro pochi anni o addirittura mesi. È tutto effimero o estetico (perché magari si vince, si corre la maratona ecc), senza intimità. Quello che noto è che, spesso, chi non ama lo sport non ama davvero nemmeno la vita. E per amare lo sport non intendo snocciolare tempi o non perdersi nemmeno una gara domenicale, bensì proprio quella spiritualità che ho descritto adesso. Magari, uno ha una grandissima passione per questo o quello, ma non c’è vero amore e non riesce a coinvolgersi in nulla in modo spirituale. Sì, lo so, sono drastico a dirlo, ma la realtà di molti è questa. Occorre che, prima di tutto, si abbia voglia di vivere e di amare la vita, come se si fosse grati per l’opportunità che ci è stata data.

Tuttavia, come al solito, devo dare la colpa anche alla controparte, cioè a chi fa sport. È il motivo per cui evito come la peste i tipici forum di corsa, che sanno più di fanatici ed esaltati. Questo è l’atteggiamento che questo sito vuole evitare. Il mio sito è dedicato a chi vuole migliorare la propria vita. E indubbiamente, lo sport è una condizione necessaria per migliorare la vita. Ma se ci si mostra sempre fanatici o esaltati come i frequentatori dei forum, non si potrà mai avvicinare un sedentario. Ecco perché insisto nello scoraggiare sulle lunghe distanze e ribadisco la spiritualità con cui si deve vivere lo sport. Sinceramente, di un esaltato che descrive tempi e maratone come l’elenco della spesa o che mette in firma i suoi personal best come se quello fosse il suo essere me ne faccio ben poco. A me interessa di più coinvolgere qualcuno che vuole cambiare la vita. Al contrario, non mi interessa un apparente che “vive” dei suoi tempi e delle gare o maratone che ha fatto.

I rapporti veri

L’uomo è un animale sociale, certo. Abbiamo bisogno di coltivare rapporti umani, altrimenti impazziremmo. Ma rapporti di che genere? Molte persone coltivano rapporti parziali, senza che si condivida realmente qualcosa. Si ritrovano al pub o in pizzeria, scambiano due chiacchiere, e poi tutti a casa alle proprie vite, magari con mogli e mariti che vengono visti come elementi separati (i cosiddetti partner dimenticati). Quando si ha un oggetto d’amore, coltivato con tempo e costanza, si ha il naturale bisogno di condividerlo con chi vive il nostro stesso oggetto d’amore. C’è la necessità di approfondirlo, di poterne parlare anche per tutto il giorno, senza che “ognuno poi torna alla sua vita”. C’è il bisogno di farlo con la nostra intensità, che è alta, e non esaurendo l’argomento nel giro di un paio di birre. Si gioisce insieme e si condividono le sconfitte. Quella persona diventa parte integrante della nostra vita tout court, e non solo una piacevole compagnia che ci fa trascorrere il tempo. Piuttosto che passare la serata con gente che non vedrei mai se non si organizzasse la pizza di gruppo, preferisco sommergermi in ciò che amo e con chi ama altrettanto il mio oggetto d’amore come me. Poi ci può anche stare la pizza insieme, ma la pizza insieme, in questo caso, non diventa altro se non un luogo come un altro per confrontarsi, discutere, magari anche “litigare” e imparare qualcosa di nuovo. Non sarebbe un’alternativa più sobria alla discoteca, dove si parla e si sta insieme ma esistenzialmente rimane poco, perché al posto della pizzeria ci potrebbe anche essere un ponte che attraversa il più squallido Lambro. Ecco, questo mi ha insegnato lo sport: a dare valore ai rapporti profondi, a ricercare chi è pieno di vita e non trascura i dettagli, proprio come, appunto, fa uno sportivo equilibrato.

I vizi inutili

È un punto correlato al primo. Un aperitivo dopo il lavoro che male fa? Ma è proprio qui la questione. A meno di non ubriacarsi, ovviamente, un aperitivo dopo il lavoro non fa male. Ma il fatto è che, nella maggioranza dei casi, chi ha l’abitudine dell’aperitivo dopo il lavoro non sa neanche distinguere, in cieco, la differenza tra uno champagne e uno spumante. È un’abitudine non dettata dalla voglia di conoscere, approfondire e amare, bensì è un comportamento paragonabile a quello della discoteca, per passare il tempo sopravvivendo, con piaceri che male non fanno ma che, nel concreto, sono fini a se stessi e lasciano il tempo che trovano. Io rinuncio all’aperitivo del dopolavoro non perché non mi piace bere alcolici (anzi, la birra mi piace!), ma perché so che la mia salute viene prima di tutto. E per mantenermi in salute so che occorre fare sport. Se per gran parte della giornata il tempo di uno è occupato dal lavoro, ecco che l’abitudine dell’aperitivo viene eliminata per dare spazio alla vera priorità, in più anche con un risparmio nel portafoglio. Lo sport è gratificante, mi diverte, in apparenza per nulla. Sarà pure per nulla (e la salute dove la mettiamo, appunto?), ma rispetto alle quattro chiacchiere da aperitivo è una cosa che vivo pienamente, senza sopravvivere ma con lo spirito di chi vuole il massimo della vita. Provate a pensare a quanto tempo buttate via senza vivere al massimo, a quante cose vi dovete “inventare” per arrivare all’ora di andare a dormire. E poi magari andate a dire di non avere tempo per lo sport! Eliminate ciò che è superfluo e il tempo per fare sport lo trovate eccome, e facendolo vi farete solo del bene! Se rimuovete gli alibi e la smettete di inventarvi falsi impedimenti, vedrete che fare sport diventerà qualcosa di naturale al pari della sana abitudine di lavarsi i denti. E così facendo, il beneficio non sarà enorme, ma DI PIÙ!

Il tempo per amare

So che la testimonianza che vi ho riportato dirà poco a tanti di voi. Forse sarebbe più gettonato scrivere un articolo su come ho cambiato la mia vita vincendo 1 mld di lire, o di come ho seguito questo o quel metodo per dimagrire di 10 kg in 7 giorni. Ma quello che ho voluto trasmettervi è molto più importante, cioè la capacità di cogliere l’essenza delle cose, di capire ciò per cui vale la pena nella vita. Siamo abituati a inseguire idoli, ad apparire, ma dimentichiamo quanta gratificazione c’è nel faticare in ciò che si ama a pieno coinvolgimento. Siamo abituati a vivere in gruppi come se fossimo un gregge di pecore che belano, pur di non restare soli, pur di avere compagnia, dimenticando però come si coltivano i rapporti totali che si basano sui veri oggetti d’amore. Impieghiamo il nostro tempo riempendo buchi di ore qui e lì, aspettando di morire, senza aver vissuto da leggenda. Insomma, se uno vuole fare sport, non fa solo sport, ma la cosa ha un peso in ogni ambito della vita. Fare sport è uno stile di vita che abbraccia ogni istante di noi e di chi ci circonda, del nostro tempo. Chi pensa che sia tutto finito con la seduta di allenamento si sbaglia. Banalmente (si fa per dire, per molti banale non è!), lo sport mi predispone a mangiare in modo più equilibrato. So che non posso abbuffarmi, che ho bisogno delle giuste energie, così come non posso digiunare perché su Novella 2000 c’è scritto che, se per cena mangio solo pollo e insalata, dimagrisco più in fretta. Ho dato più valore al cibo, lo apprezzo di più e lo conosco meglio, così come apprezzo di più i rapporti umani con chi condivide il mio stesso amore per lo sport e per il cibo, con chi magari in pista sarà nemico ma al di fuori tornerà ad essere un amico vero.

Essere ben allenati vuol dire essere più forti per le attività quotidiane. E lo dico riferendomi a chi crede che non ci sia tempo per fare sport. Gli esempi che posso riportare sono tanti e riprendo il concetto anche in quest’altro articolo. Senza stare a ripetermi, tutto questo tempo che risparmiamo o guadagniamo lo possiamo usare per amare più cose e avere una vita più piena!

Prestazione sportiva e motivazione

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