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Quanto allenarsi per la salute?

Generalmente, anche le direttive più “sedentarie” consigliano di fare sport per uno stile di vita corretto. In pochi, però, indicano una frequenza e un volume di attività ottimali, cioè non si stabilisce in soldoni “quanto” sport bisogna fare per stare bene salutisticamente. È infatti ovvio da numerose ricerche che la classica direttiva di 20-30 minuti di passeggiata al giorno sia del tutto inutile in termini di modifica dell’organismo. Chi propone attività fisiche del genere o gli esercizi di ellittica e via dicendo sta solo raccontando delle bufale.

Lo studio di Harvard… quanto sport?

Esistono diversi studi che cercano di dire quanto sport serve per mantenersi in salute. Gli studi sono un po’ diversi tra di loro, ma tutti sono concordi che serve un buon quantitativo di sport per essere in salute. Mi riferisco a studi seri e forti, non ai 20-30′ di camminata delle riviste tipo Donna Moderna. In particolare, quello più famoso è lo studio di Harvard. Lo studio di Harvard ha analizzato 17 mila soggetti tra il 1916 e il 1950, stabilendo che i massimi benefici, in termini di riduzione della mortalità, si ottengono con 6-8 ore di attività fisica a settimana. Il fatto che lo studio sia “vecchio” è esattamente la conferma della sua validità, perché lo studio viene ripreso o proposto in diverse varianti senza mai cambiare il concetto. Oltre le 6-8 ore, la mortalità torna a salire, semplicemente perché il troppo fa sempre male!

I dati dello studio di Harvard dovrebbero essere mediati con una sufficiente quota di intensità e volume che permette di essere ben allenati attraverso lo sport. Tale quota corrisponde a 4 ore di corsa a settimana, a patto di dare importanza anche alla qualità. Senza l’aspetto qualitativo, lo voglio sempre ricordare, anche con molto jogging si ottiene poco. È meglio fare 3 o 4 allenamenti seri piuttosto che fare jogging anche tutti i giorni! La qualità serve a fornire gli stimoli metabolici, ad allenare meglio l’apparato cardiovascolare. Leggete anche questo articolo e, forse, ve ne convincerete di più. L’andatura lenta agisce molto poco su alcuni fondamentali parametri come l’elasticità e il “fiato”. Per dirla in breve:

l’allenamento aerobico, senza l’aspetto qualitativo (quello del jogger), non permette una corretta strategia antinvecchiamento!

Persino i metodi creati per il fitness, escludendo che non è tutto oro quel che luccica, fanno notare che la qualità prevale sui grossi volumi. In sostanza, eseguire quasi soltanto la corsa lenta o i lunghi minimizza i benefici. In genere, si dovrebbe imparare ad avere una vita attiva, senza la quale gli stimoli risultano bassi o nulli. E non intendo dal punto di vista esclusivamente dell’attività fisica. L’attività fisica non è compresa solo nello sport ma, indubbiamente, lo sport di resistenza a medio-alta intensità fa la parte grossa per raggiungere i livelli necessari. La frase in grassetto significa che chi spera di mantenersi in salute solo camminando, a meno che non inserisca l’opzione del trekking con salite impegnative, è un ottimista. Peccato che chi parla di camminare come mezzo per mantenersi in salute sbanferebbe già dopo 1 km di salita in montagna! La corsa è solitamente lo sport più pratico ed efficiente che abbiamo a disposizione. Nel ciclismo, ad esempio, ci sono tratti a blanda intensità paragonabili alla camminata, pertanto una seduta potrà durare di più (ad esempio un’ora e mezza). Se poi vogliamo fare più tipi di sport, come spiego più avanti sul multisport, tanto di guadagnato! Con un simile carico, possiamo ritardare (ma non annullare!) la vecchiaia di 20 anni, cosa tutt’altro che di poco conto. Se decidete di correre, preferite la frequenza, puntando su una corretta qualità, ed evitate le lunghe distanze per ridurre i traumatismi e ridurre la probabilità di infortunio. Personalmente, non approvo chi, senza che sia davvero portato geneticamente (e sono in pochi, al massimo si finisce e basta), si incaponisce sulle lunghe distanze. Ma questo è un altro discorso. Il concetto è che fare sport per la salute è alla portata di tutti quanti.

Il fortificarsi con lo sport non riguarda solo l’organismo, ma anche la psiche, perché si è portati ad affrontare la vita con più voglia, con più “sprint”.

Chi fa sport, e lo fa con equilibrio, è più dinamico e più attivo nella vita!

Ci tengo sempre a ribadirlo. Se posso concordare che non tutti sono geneticamente portati a correre al meglio una maratona, sicuramente l’uomo è fatto per essere molto attivo. Ricordatevi che la vera strategia antinvecchiamento, oltre a una mente equilibrata, è proprio lo sport. Non esistono alimenti miracolosi, non esistono cure di fango, non esistono creme, non esistono integratori né altro. Così come è assurdo sprecare soldi per ricerche da Focus in cerca del miracoloso farmaco antinvecchiamento (dico Focus perché a quella gente piacciono i documentari sulla metformina che riduce la mortalità…). Per avere una buona salute, bisogna correre per almeno 40 km a settimana con un buon livello di intensità (no jogging!). Non è così difficile come alcuni possono credere. Senza esagerare e senza farsi prendere troppo, si tratta di fare un attimo di sforzo al cambio di enormi benefici. E allora, vedrete che fare sport non vi costerà neanche molta fatica rispetto a quello che vi dà in cambio. Il discorso sul corretto invecchiamento lo spiego meglio nell’articolo su come lo sport ci rende longevi, in cui riporto uno studio sull’analisi dei telomeri di un gruppo di gemelli. E le conclusioni dello studio sui gemelli arriva sempre alle conclusioni dello studio di Harvard. Ovviamente, bisogna considerare anche l’impegno delle attività lavorative, ma ciò dovrebbe essere valutato solo da chi fa realmente dei lavori molto faticosi (fisicamente, non per lo stress mentale!).

Poi, le ricerche possono dire cose in un verso o in un altro, ma ritornano sempre allo stesso punto. Ad esempio, alcune ricerche dicono che sotto le 2-3 ore non si ottengono molti benefici o, addirittura, i benefici si perdono (troppo poco predispone agli infortuni!). È esattamente l’errore dello sportivo del week-end. Altre ricerche dicono che i massimi benefici si ottengono bruciando 3100 kcal a settimana con lo sport. Questo dispendio calorico corrisponde ad almeno 4 ore di corsa come intensità e volume equivalenti. 3-5 ore di corsa rappresentano il range ottimale da dedicare allo sport, con un minimo sindacale di 3 allenamenti a settimana (in base al tipo di sport, cioè per la corsa abbiamo un’ora per seduta). Qualunque sia il modo in cui leggiamo le ricerche, tutte riconducibili allo studio di Harvard, scopriamo che il tempo da dedicare allo sport non può essere ridotto all’osso o relegato al fine settimana!

Idealmente, i massimi benefici per la salute corrispondono a 50 km o più di corsa a settimana. Precisamente, si può andare da 50 a 90 km, in base alle doti di ognuno. È un range, a partire da una soglia minima, perché non esiste un volume fisso e unico per tutti. Ma, attenzione, sono 50 km equivalenti. Cioè, trovando il dispendio calorico e l’intensità equivalenti alla corsa, possiamo fare qualunque altro tipo di attività fisica. È consigliabile fare così, anziché correre soltanto. Così riuscite anche a ottimizzare il peso, ruolo fondamentale soprattutto quando non si è più giovani. Il mio consiglio è di limitarsi a correre per 3-4 volte a settimana, perché la corsa è pratica e versatile, e poi fare altro. Potete nuotare, camminare, fare trekking o ciclismo. Quello che volete, insomma. L’importante è che, oltre alle 3-4 uscite di corsa, venga aggiunto qualcosa in più di equivalente. Non voglio dire che sia sempre impossibile correre soltanto per 5-6 volte a settimana, ma che sarebbe meglio non farlo per tanti motivi (noia, infortuni ecc). Cambiate attività fisica! Fate qualunque cosa volete di equivalente, ma fate altro! E lo dico da amante della corsa. L’articolo sul multisport, citato più avanti, vi spiega meglio cosa vuol dire questo discorso.

La qualità conta!

È molto importante che le sedute mantengano la qualità. Tenetelo a mente. Ormai tanti studi sottolineano l’importanza dell’ intensità, a discapito dell’esercizio a bassa intensità o del jogging. Cosa si intende per intensità? Per chi corre, vedi per esempio il fondo progressivo di cui parlo in un capitolo più avanti. Un jogger può anche correre tutti i giorni e fare 60 km a settimana, ma senza la qualità non fornisce i corretti stimoli all’organismo e, spesso, anche la durata della seduta è insufficiente. Lo sport praticato a bassa intensità, come il jogging o il ciclismo ad andature turistiche, non garantisce un invecchiamento ottimale.

L’intensità di allenamento è molto importante per formare un organismo forte, efficiente e resistente!

Probabilmente si correrà qualche km in meno, ma il metabolismo sarà migliore. È ovvio che non si deve esagerare con la qualità (altrimenti vi infortunate!), ma nemmeno passeggiare da jogger per 60 km a settimana con la smania di essere sempre in pista. Il jogger non modifica i parametri organici e non ricava alcun vantaggio salutistico, o almeno i benefici sono minimi (sì, lo so, ci sarà sempre chi sostiene che poco è meglio di niente). Certo, non c’è bisogno di andare in paradiso a ogni allenamento, ma se l’idea di fare quei 10′ finali di un progressivo con il fiatone vi spaventa, dovreste imparare a fortificarvi di più. Che ci crediate o no, l’approccio anche dei professionisti è di recente cambiato e si cerca di mantenere di più la qualità rispetto al fare sempre più km. Un esempio che lo chiarisce bene è il record in maratona di Kipchoge. Il fatto è che ci vuole sempre quella predisposizione ad essere “veloci”, senza la quale non si danno stimoli metabolici. È più facile di quello che si crede. Non dev’essere una cosa nevrotica e non è roba da professionisti. Senza farsi prendere dall’eccesso di agonismo, la differenza sta nella capacità di dare qualcosa in più. Non sempre e non bisogna strafare, ma dobbiamo avere questa capacità. Una volta che ci siamo abituati, diventa incredibilmente normalissimo e spontaneo.

Le scelte personali… ma no agli alibi!

È importante chiarire che il target salutistico può essere raggiunto con diversi sport, sapendo valutare a quanto equivalgono i chilometri di corsa rispetto a un altro sport. Questo permetterà anche a coloro che hanno problemi ortopedici di non usurarsi con la corsa. L’importante è scegliere un’attività sportiva vera, come nuoto e sci di fondo, corsa, ma anche trekking (sì, il trekking vale a tutti gli effetti come sport se fatto con serietà!). Il problema è che, spesso, la gente si aggrappa a soluzioni precarie, incastrate a forza con svariate bugie, o ad attività blande che danno la “sensazione” di faticare, come ad esempio la palestra. Ovviamente, tutto questo non funziona. Parcheggiare lontano, prendere le scale al posto dell’ascensore, contare i passi ecc… sono tutti rimedi che non fanno agire concretamente e illudono gli svogliati che possono cambiare senza troppa fatica. Anzi, in realtà con questi rimedi perdiamo più tempo e non impariamo ad essere efficienti, visto che tanto non si brucia quasi nulla (vedi “Fare sport è un affare… perché rifiutarlo?“). Sì, lo so, ci sarà sempre chi dice che poco è meglio di niente: nessuna speranza per loro. Gli sport VERI a disposizione sono tanti. C’è solo l’imbarazzo della scelta e ognuno sceglie, tra tutte le possibili opzioni, quella che trova più congeniale. Chi considera che allenarsi per 4 volte a settimana sia troppo fa l’errore di basarsi sulla popolazione sedentaria, che è notoriamente scarsa e debosciata. Personalmente, sono convinto che non ha senso fare poco piuttosto che niente. Il nostro scopo è quello di rendere lo sport uno stile di vita globale, un’attività che ci accompagna per tutta la vita per invecchiare bene. Dobbiamo arrivare a cambiare la nostra vita in modo radicale. Le pezze, le scorciatoie e le vie di mezzo non funzionano mai, come spiego anche nell’articolo sulla differenza tra sportivi e ricreativi. Se vogliamo cambiare la nostra vita, facciamolo fino in fondo! Potete anche aumentare di 2 km al mese e adattarvi con tempistiche da ere geologiche, ma lo potete fare e fatelo senza cercare alibi. Leggetevi l’articolo sullo sport come stile di vita globale e capirete meglio quanto sia importante fare sport per tutto, per amare la vita, e non si deve avere il tipico approccio fanatico o da esaltato dei forum.

Io mantengo sempre una filosofia di sport per la salute. Non conta vincere alle gare o ammazzarsi per migliorare il tempo di una manciata di secondi. L’efficacia del mio modo di pensare sta proprio qui, perché annienta gli alibi per non fare sport e, se uno ha voglia di migliorare la sua vita, si convince che lo sport non è solo per i professionisti. Inizia a capire che, se in precedenza trovava mille scuse per non fare sport, adesso non ne ha più e diventa uno sportivo “impegnato”. Facendo così, anche la prestazione non sarà correlata a un surrogato di autostima, ma proprio alla salute, e la fatica avrà sempre una motivazione forte a lungo andare (vedi “Prestazione sportiva e motivazione“).

Perché i conti tornano sempre (se non si è soft)

Spiego perché, a meno di non prendere scelte soft o da fitness, i conti tornano sempre. Supponiamo di correre per 4 ore a settimana. Oltre a queste 4 ore, avremo 5′ di cammino prima di partire e almeno 5′ di defaticamento finale. Questo tempo non vale come attività fisica allenante. Ripeto, NON vale come attività fisica allenante. Tuttavia, vale nel complesso. In totale, avremo 5 ore di attività fisica complessiva.

Siccome sappiamo che correre troppo fa male, decidiamo di camminare per altri 2 giorni, per un totale di 2 ore. In tutto, avremo 7 ore di attività fisica a settimana. Questa è la soluzione che, tra l’altro, adotto anche io. È vero, la camminata, anche a passo svelto, non ha lo stesso stimolo cardiovascolare della corsa. Ma avremo raggiungo il target necessario per la salute, ricoprendo sia la qualità che la quantità. Corsa più camminata fan il combo ottimale (almeno per me). Se fosse solo la corsa, non sarebbe egualmente efficiente, perché mancherebbe il volume. Se fosse solo la camminata, avremmo un’attività fisica troppo blanda. Ognuno potrà gestirsi in altri modi, ma il concetto non varia. Ad esempio, per un runner da 30′ su 10 km il riscaldamento non è allenante, mentre per un amatore lo è eccome. Per questo motivo, dato che il sito si dedica principalmente agli amatori, nel fondo progressivo i primi minuti, oltre a quelli di cammino, valgono già come riscaldamento.

Il multisport è utile?

Quando si parla di avere più scelte a disposizione, può sorgere l’idea di fare più sport anziché solo uno. Il multisport può diventare una notevole opportunità. Poiché è un argomento importante, da non banalizzare sotto numerosi aspetti, vi rimando a questo articolo in cui ho approfondito come si deve.

Gradualità

Naturalmente, per raggiungere i livelli di benessere, occorre sempre andare graduali. Ad esempio, chi vuole iniziare correre, deve alternare tratti di corsa leggera a tratti di cammino e pian piano aumentare i tratti di corsa. Quando riuscirà a maneggiare sia i 10 km che l’ora continuata di corsa, potrà andare oltre. Ogni aumento di carico dev’essere a non più del 20% (anche sulla singola seduta) rispetto alla settimana precedente. Prima di fare uno step in più, mantenete sempre il nuovo carico per un tempo sufficiente da farvi dire che è stato tutto troppo facile, fischiettando. Quindi, se ancora non raggiungete il target, non pretendete di arrivarci da una settimana all’altra! Questo processo può durare anche diversi mesi se vogliamo evitare infortuni e ricadute. Aumentate gradualmente il chilometraggio complessivo, ad esempio del 15% da una settimana all’altra, poi di un altro 5% e fermatevi per almeno una settimana per abituarvi. Non preoccupatevi, ma datevi solamente il giusto tempo. Questo servirà per prevenire gli infortuni, perché se non si fanno le cose gradualmente è qui l’errore… non dello sport! Ci metterete 6 mesi? O 2 anni? Va benissimo, non importa. Avete i vostri tempi e rispettateli. L’importante è arrivarci!

Non bisogna temere che sia troppo o che sia impossibile. L’errore è quello di sottovalutare le capacità del nostro corpo perché ormai siamo abituati a una società sedentaria e che vive tutto con terrore. Andate con gradualità e rispettate il giusto recupero. Permettete al vostro corpo di adattarsi pian piano e vedrete che lui vi sorprenderà, perché è quello per cui è fatto geneticamente! Voglio ricordare che non c’è bisogno di avere chissà quale scopo agonistico, di correre la maratona, di vincere gare ecc. Si tratta semplicemente di dare modo al nostro corpo di esprimere il suo potenziale e questo è alla portata di tutti!

L’importanza di essere graduali, lo so, va in contrasto con molte persone che vogliono arrivare subito a “grandi” traguardi, come ad esempio la mezza e la maratona. Io vado controcorrente, perché poi, magari, i frettolosi sono gli stessi che, non raggiungendo l’obiettivo, mollano. Centellinate pure i progressi e, fidatevi, è meglio così. Non abbiate fretta. L’importante non è arrivare dall’oggi al domani, ma arrivarci! La gradualità vi farà apprezzare ogni sfumatura dello sport e ve la godrete di più!

Capacità di recupero e numero di sedute

Chi si allena per la salute deve saper avere delle buone doti di recupero. Deve saper ottimizzare le energie e avere un organismo efficiente. Ciò permetterà anche di evitare gli infortuni. Dobbiamo sempre teoricamente essere in grado di allenarci il giorno dopo. Non importa il tipo di allenamento. È vero che bisogna piazzare i dovuti giorni di riposo, ma le doti di recupero si allenano anche correndo un po’ stanchi, a passo tranquillo e portando a casa. Ecco perché il fondo lento è così importante! Magari vi sembrerà difficile all’inizio, ma con il tempo e la pazienza diventerà tutto normale. Fare sport non vuol dire correre le maratone, perché ciò che paga è la frequenza e, per ottenere questo, le lunghe distanze sono controindicate. La capacità di recupero è una dote sottostimata. Tante volte, chi corre 3 volte a settimana lo fa perché vuole correre sempre da riposato e spremersi ogni volta, ma così non si allenano le doti di recupero. C’è sempre almeno un giorno di pausa e non ci si abitua a inserire un fondo lento non al top delle condizioni in due giorni consecutivi di allenamento. Allenarsi 3 volte può essere una scelta lecita o addirittura congeniale (come nelle preparazioni specifiche). Ma, se lo facciamo perché ci piace sentirci sempre freschi come una rosa, non riusciremo ad essere resilienti. Se non impariamo ad avere le doti recupero, il corpo sarà meno resistente e più predisposto agli infortuni! Per allenare le doti di recupero, non si deve esagerare con la qualità e non ci si deve ammazzare, ma allenarsi a ritmo blando anche un po’ da stanchi, senza troppa fatica. Un classico esempio è quello del runner che esegue un’oretta di lento (10-12 km) il giorno dopo una seduta di ripetute. Mantenere la frequenza è importante anche per non lasciarsi andare al classico “oggi non ho voglia”. Possiamo prenderci un periodo di minor carico, e questo ci sta o è addirittura obbligatorio, ma mantenendo sempre una frequenza abitudinaria che non ci faccia mollare. Ho approfondito meglio questo discorso nell’articolo sullo sportivo del week-end. È possibile preparare una distanza nella corsa con 3 soli allenamenti. Ma preparare una distanza vuol dire sempre sviluppare un impegno non minimale, che di certo non è il jogging domenicale.

Diciamo che l’errore tipico dello sportivo del week-end è quello di dare una bassa priorità allo sport, ritrovandosi ad arrangiare quel poco di sport che riesce a fare. Se vogliamo bene alla nostra salute, dobbiamo metterci della buona volontà e capacità di organizzazione, senza accampare ad alibi o falsi impedimenti. Ad esempio, si usa sempre il fine settimana (sabato e domenica), ma poi si inserisce almeno un altro allenamento infrasettimanale anziché solo uno. Se non si è disposti a farlo, raccogliamo solo le pezze e vuol dire che non abbiamo davvero deciso di cambiare la nostra vita. Fate dello sport il vostro stile di vita globale e, fidatevi, i benefici saranno notevoli. Chi non si convince di questo non è destinato a fare strada o al massimo si ferma a strategie palliative e arrabattate. Tengo sempre a ricordare che avere doti di recupero è un elemento importante (non l’unico!) per evitare gli infortuni, quindi curate attentamente questo aspetto e mirate alla frequenza piuttosto che spremervi in poche sedute. Inoltre, la frequenza è importante perché permette di trasformare i parametri  fisiologici. Questo passaggio si ha solo se ci evolviamo da 3 a 4 allenamenti. Da un lato, per un amatore può essere accettabile correre solo 3 volte a settimana e rimanere a una decina di secondi al km rispetto ai propri limiti teorici. Se però non si fanno altri tipi di attività fisica a una sufficiente intensità allenante, i benefici in salute si riducono. Chi usa la strategia dello sportivo del week-end ha un organismo praticamente identico a quello di un sedentario, quindi si fa male appena tira un po’ di più (vedi quelli che partecipano alla partitella della domenica pomeriggio e prendono subito uno strappo…).

Le sedute non devono essere inferiori a un’ora. Un’ora è infatti la durata ottimale per un allenamento nella corsa, al di sotto del quale si brucia poco e serve a ben poco dal punto di vista allenante. Per questa serie di ragioni, non è affatto strano vedere jogger che hanno addirittura difficoltà a mantenere il peso. È che passeggiano anziché correre! E magari, danno la colpa a improbabili disfunzioni metaboliche. Per chi fa ciclismo, la durata standard diventa di un’ora e mezza (tolte le sedute lunghe) e il motivo è spiegato nell’articolo già linkato su come allenarsi per la salute con il ciclismo.

Nelle riviste di benessere, si propongono spesso i 150 minuti di attività fisica a settimana, lasciando però delle soggettive interpretazioni per non scontentare nessuno. Per non dire dei 75′ di “vigorosa” attività fisica a settimana che prendono proprio in giro. È evidente il tentativo di accalappiare i più svogliati, relegando lo sport a un’attività che fa bene ma quasi come se fosse fastidiosa, un compitino da eseguire, come una medicina sgradevole da prendere o per la prova costume. Ecco, seguire questi giornaletti non ci farà mai ottenere i veri e propri benefici dello sport.

Fare sport per la salute vuol dire mantenere l’abitudine per tutta la vita. Può capitare di andare ad allenarsi per 3 volte a settimana in un periodo e per 5 volte in un altro periodo. Ma dev’essere una cosa valutata nel lungo termine, quindi è sempre importante mantenere un volume e un’intensità senza fare né troppo né troppo poco. A parte che la scarsa priorità per lo sport porta facilmente alla noia, così come il troppo all’infortunio. Bisogna trovare il giusto equilibrio per garantire gli stimoli e adattarsi a sforzi maggiori, ma tenendosi alla larga dagli infortuni, con l’obbiettivo di fare sport per tutta la vita. Anche allenarsi solo 3 volte non è detto che sia sempre sbagliato, perché magari abbiamo spontaneamente una vita molto attiva. Non è tutto così incasinato o ambiguo come sembra. Il senso è che ognuno può giocarsela avendo delle scelte. In base alla scelta che prendiamo (tempo, impegni, lavoro ecc), dovremo trovare la miglior soluzione possibile per restare in forma (o anche preparare una distanza, volendo). Se però ci limitiamo alla mezz’oretta di jogging o all’attività cardio in palestra, siamo fuori strada. Occorre capire che non esiste un solo metodo per fare sport e rimanere in salute. Ognuno avrà le sue possibilità e i suoi metodi. Quello che resta imprescindibile è che ci vuole anche la fatica. Se uno non ha voglia di faticare, sarà sempre succube dei guru di turno e otterrà poco. L’importante è non smettere. Andrete un po’ più piano in alcuni periodi, ma non smettete. Se si smette, bastano pochi mesi per perdere del tutto i benefici.

Il fondo progressivo per il wellrunner

Il fondo progressivo è un interessante ed efficace metodo di allenarsi nella corsa, di massimizzare un’ora esatta di allenamento senza massacrarsi con il rischio di infortunarsi. Serve per mantenere allenati i tre parametri fondamentali di massimo consumo di ossigeno, resistenza aerobica e soglia anaerobica. Pertanto, si tratta di una risorsa importante per chi corre per la salute e anche con delle buone soddisfazioni nella prestazione. È un allenamento adatto per chi corre 3 o al massimo 4 volte a settimana. È un allenamento adatto anche per i runner avanzati in periodi di mantenimento. Quindi, il progressivo è adatto un po’ a tutti. Ho dedicato un articolo a parte per approfondire sul progressivo. Qui mi limito a dire solo due cose. Se è importante non passeggiare a livello jogging, è anche importante capire fino a quanto spingersi, senza farsi del male perché vogliamo a tutti i costi, che so, fare i 40′ sulla 10 km quando basterebbe fermarsi un po’ prima per essere in salute. Il fondo progressivo è un allenamento fondamentale per chi ha tipicamente un’ora di allenamento a disposizione. Per loro, non c’è mai tempo di allenarsi se non alla sera o prima di cena (vedi “A che ora allenarsi?“) e ci vuole una soluzione per far fruttare il tempo che si ha. Per il wellrunner, il fondo progressivo è molto interessante dal punto di vista metabolico e permette di ottimizzare il tempo.

Se avete quel poco tempo a disposizione, non buttatelo facendo jogging!

Il divertimento

Il concetto da capire è che, prima di tutto, si fa sport per la salute. Non ha alcun senso trascurare gli affetti e ridursi a dei cadaveri perché si spera di riuscire a correre la maratona in 3 ore. Lo sport deve saper divertire e rendere consapevole il soggetto di avere un fisico efficiente, più resistente di quello di un sedentario della stessa età. Non vuol dire che non ci si deve allenare come dei professionisti, ma che non ha senso farlo se poi ci si deve distruggere. Non bisogna mai dimenticare che conta divertirsi: se uno deve rovinarsi il divertimento per cercare di raggiungere obbiettivi troppo ambiziosi rispetto allo sforzo da impiegare, che senso ha? Se si va in bici, in discesa tanto vale tirare il freno e godersi un po’ l’ambiente circostante piuttosto che gettarsi in scia come se fossimo al Tour. L’importante non è primeggiare e arrivare ai limiti a tutti i costi, ma dare sempre il massimo di se stessi e gettare lo sguardo oltre, rispettando se stessi e il proprio corpo.

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