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Scherzi… da dementi!

Facendo zapping in TV dopo un allenamento, per curiosare un po’ su quello che passano i canali (vedi “Abolire la TV?“), mi sono fermato su “Le iene”. E facevano uno scherzo al “baffo” delle televendite (Roberto Da Crema), facendolo rilassare da un finto barbiere e tagliandogli la barba mentre era in una specie di trance, quindi senza che se ne accorgesse e lo sapesse. Sono rimasto assai sconcertato da questa cosa, perché per loro era uno “scherzo”, condito pure da risate preregistrate in sottofondo. Bah, a mio parere questi programmi sono il lato spazzatura della televisione. Ci vuole coraggio a chiamarlo “scherzo”, e giustamente il “baffo” si è incazzato di brutto. E loro che continuavano con “ma è uno scherzo!” Assurdo. Chi reputa tutto questo normale ha dei seri problemi e probabilmente considera solo una goliardata i tipici atti di bullismo a scuola o quando fanno le foto alle ragazze negli spogliatoi per pubblicarle in rete.

Programmi come “Le iene”, “Striscia la notizia”, “Scherzi a parte”, “Paperissima” ecc sono quanto di più penoso ci sia sui teleschermi. Non si capisce perché si dovrebbe chiamare intrattenimento dei programmi basati sul ridere vedendo gente che cade e si fa male o facendo “scherzi” che sono decisamente di cattivo gusto. Non si capisce perché si dovrebbe chiamare giornalismo un programma come “Striscia la notizia” dove il linciaggio è la filosofia del programma. Sono tutti programmi che non sono affatto interessati alla giustizia, ma a istigare il lato peggiore, quello violento e becero, del popolo. Non educano la gente ad attivarsi per migliorare la società, ma sono una valvola di sfogo alla rabbia, al linciaggio, alla gelosia. Perché è facile prendersela con i politici, ma quando vanno a dare del truffatore a fisici o scienziati perché evidentemente Staffelli dormiva nell’ora di scienze, beh, ti rendi conto di quanto la gente media sia scarsa. Sì, perché comunque, se esiste ancora questa robaccia, è perché purtroppo la gente la gradisce. È inutile fare campagne contro il bullismo se poi la gente ride su “Paperissima” o mentre tagliano mezzo baffo al “baffo”. Per carità, il “baffo” esprime tutt’altro che una figura equilibrata, ma che bisogno c’è di divertirsi facendogli dei veri e propri atti di bullismo? Non ci siamo, quando mi capita di incrociare questi programmi girando per i canali rimango sconcertato.

Se anche voi trovate divertenti e di interesse culturale certi “programmi” (e ora uso le virgolette perché definirli programmi veri è un complimento immeritato), meditate. Chi ama conoscere e informarsi non guarda queste porcherie. Guardatevi un bel documentario o leggete un buon libro di storia o di fisica. Gli scherzi? Ma mi sa che la gente non sa nemmeno il significato delle parole. Ritengo che chi non sa essere ironico e autoironico non sia una persona costruttiva e positiva. Ma lo scherzo si basa su un gesto che prende in giro, sì, ma simpatico e divertente. Scambiarlo per bullismo vuol dire o non sapere l’italiano o essere dei dementi! È lo stesso discorso di Charlie Hebdo. Ovvio che il terrorismo sia inqualificabile, ma chi all’epoca pubblicava la bandiera francese non si era accorto che quelle schifezze erano tutt’altro che satira? Se ne sono accorti solo quando le vignette disgustose le hanno pubblicate sugli italiani? L’insulto e la mancanza di rispetto non sono satira. Così come gli scherzi fatti da “Le iene” non sono scherzi, ma atti di bullismo.

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