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“Siamo tutti diversi”, l’alibi del perdente

Che siamo circa 7 mld di teste e caratteri diversi al mondo è una verità innegabile. Ognuno di noi ha la sua genetica (che eredità dai genitori), le sue abitudini, i suoi pregi e i suoi difetti, i suoi gusti, il suo ambiente, i suoi insegnanti. Purtroppo il “siamo tutti diversi” diventa troppo spesso un alibi per chi non vuole migliorare nella vita. Il “siamo tutti diversi” è la frase ripetuta sistematicamente a ogni critica, senza riuscire a capire che, quando una critica è fatta in modo costruttivo, come minimo una persona ci riflette e poi valuta, razionalmente, se è il caso di accogliere la critica e cambiare. Una critica è dunque costruttiva quando evidenzia un comportamento o una scelta che, nel breve o nel lungo termine, porta problemi o predispone altamente ai problemi. Non è infatti una critica costruttiva lamentarsi di avere la scrivania in disordine o di pulire troppo poco la camera. Se uno ritrova tutti gli oggetti nel disordine della scrivania, che per lui è solo un differente ordine, nessun problema. Così come nessun problema se la camera è decente e non lercia per poterci vivere. Incredibilmente, è tipico di molti concentrarsi a criticare le venialità e sfuggire via con il più classico “siamo diversi” su difetti che sono tutt’altro che veniali! Non so, probabilmente è più facile pensare di pulire a lucido il pavimento piuttosto che concentrarsi sul migliorare se stessi e nell’approfondire ciò che viviamo. Non si deve dare importanza ai pregiudizi e alle critiche dettate per il puro gusto di dire qualcosa contro, ma è altrettanto da stupidi svignarsela con un “siamo tutti diversi” quando la critica evidenzia oggettivamente un problema. Per quello che ho notato nella mia esperienza, in particolare c’è una forte repulsione alla logica e al raziocinio. Mi sento spesso ripetere che una mentalità scientifica è un “mondo a metà” (è esattamente il contrario e lo spiego in questo articolo). Ridicolo. Si ha repulsione e si irride qualcosa che non si sa padroneggiare, come la volpe con l’uva. Peccato che poi sia proprio questo a scatenare una serie di problemi nella vita.

– Il matrimonio fallisce perché non si è scelto un partner compatibile;
– Si è vittime di fregature perché si è convinti che l’astrologia ha anche solo un po’ di verità;
– Si calcola male gli interessi di un mutuo perché si ha la repulsione per i numeri;
– Si è convinti che il veganesimo sia una dieta che salva dal tumore perché non si sa la differenza tra correlazione ed effetto-causa;
– Ecc.

L’assurdità di questo modo di fare sta nel trasformare i più comuni e maggiori vizi e difetti in qualcosa di normale, per alcuni è addirittura “fisiologico”! E se faccio notare tutto questo, ovviamente, la scusa è che “siamo tutti diversi”. Altri invece si difendono per risentimento, attaccano con i “ma tu chi sei per giudicare?” Non capiscono che è da persone intelligenti giudicare tanto quanto accettare di essere giudicati. Perché, se uno sa di agire bene, è coerente con la sua etica, è razionale, non c’è giudizio che possa ferire. Tutti, nella vita, giudichiamo, ma spesso non ce ne accorgiamo. Viviamo nel giudizio quotidiano e perenne, quindi essere insofferenti al giudizio significa di fatto essere incapaci di vivere e migliorarsi. Che poi si debba giudicare nel modo giusto, è ovvio, ma un giudizio dettato in modo sbagliato, magari per fare i bastian contrari, non è motivo per rinnegare il giudizio a priori. A questo punto, con la scusa del “siamo tutti diversi” si può difendere chiunque, anche un criminale. Arriva un pedofilo e dice:

“Chi sei tu per giudicarmi? Siamo tutti diversi!”

Offendetevi pure per il paragone. È facile sbottare quando qualcosa riguarda altri e poi nascondersi come struzzi quando qualcosa riguarda noi! La pedofilia è un reato, ma il pedofilo si può sempre difendere prendendo in causa il “siamo tutti diversi” sostenendo che è la società ad aver stabilito cosa è reato e cosa no, che è tutto relativo, che la società ha stabilito cos’è un comportamento deviato visto che gli antichi egizi praticavano l’incesto e che, appunto, “ognuno è diverso e non va giudicato”. Con la scusa del “siamo tutti diversi”, si può difendere qualunque posizione orrenda, criminale o che danneggia la qualità della vita. Si può difendere un fumatore, un sedentario, un drogato… chiunque! E allora la società diventa un’anarchia totale, un continuo vivere a caso e in balia degli eventi, senza mai assumersi la responsabilità di un’azione. Troppo facile difendersi dietro al “siamo tutti diversi” per non migliorare: è l’alibi del perdente!

Eroi o masochisti?
Sacrificheresti te stesso o uccideresti il partner?

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