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Chi sono

Chi sono? Beh, difficile riassumerlo in poche righe. Amo la scienza, con cui sono cresciuto fin dai tempi di Super Quark negli anni ’90. Sono un appassionato di metal, perché credo che, mediamente, permetta uno stimolo di riflessione maggiore rispetto ad altri tipi di generi. Non me ne voglia la lirica, ad esempio, ma dubito che un giovane di oggi vorrebbe ascoltare il Nabucco rispetto a Paranoid dei Black Sabbath. E ve lo dice uno che scrive poesia in metrica, da grande fan di Ugo Foscolo e John Keats. Proprio per il discorso del metal, ho dedicato una sezione musicale in cui commento i testi delle canzoni rock e metal. Mi considero un semplice appassionato di metal, e non un vero amante, perché sento che, non sapendo suonare nulla (ci ho provato con la chitarra e con la tastiera), mi manca un coinvolgimento al 100%.

Mi piace restare semplice. E non lo dico per vantarmi. Preferisco guadagnare meno soldi, ma avere più tempo libero per coltivare ciò che amo (scienza, viaggi e corsa in primis), scoprire cose nuove, magari nuovi oggetti d’amore, e migliorarmi. Amo la semplicità a tal punto che, spesso, quando viaggio, mi piace farlo “alla barbona” con uno zaino in spalla da trekking: l’importante è essere organizzati! Il mio mezzo di trasporto preferito è indubbiamente il treno, quando non ho la necessità del bus o dell’aereo. Checché se ne dica, i nostri regionali non saranno bellissimi ed efficienti, ma il treno mi permette di arrivare nel mio capoluogo in almeno 1/3 del tempo rispetto all’auto!

Non ho i tipici vizi di chi vuole la bella macchina o mangia al ristorante ogni settimana, chiedendosi perché non arriva a fine mese. Per il migliorarmi, intendo che lo faccio per vivere meglio. Non è un surrogato di autostima e, come anche per le prestazioni nella corsa, non c’è alcuna voglia di vincere a tutti i costi o di essere il migliore. Trovo profondamente sbagliato chi ragiona o si comporta in questo modo. In sostanza, non dormite sugli allori, ma cercate di andare oltre il traguardo. La vita va sempre avanti e non si ferma!

Spazio… ultima frontiera!

Ebbene sì! I lettori nerd avranno colto il riferimento. Life Trek è stato scelto come titolo del sito traendo ispirazione dalla famosa franchigia ideata da Gene Roddenberry. La scelta è stata azzeccata, perché Star Trek è la metafora di quello che viviamo quotidianamente. Le diversità tra le specie di alieni non è altro se non il problema che viviamo oggi dell’immigrazione e dell’integrazione che non c’è, preferendo forme di razzismo e discriminazione dalle varie parti. Ma anche nell’equipaggio dell’Enterprise troviamo la sensuale Uhura e Chekov, in un periodo storico in cui i neri lottavano per i diritti e c’era la guerra fredda contro l’Unione Sovietica. Non a caso, nel film “Rotta verso la terra” Chekov è partecipe di una gag molto comica in cui parla con accento russo!

La metafora principe è probabilmente quel “esplorazione di strani, nuovi mondi”. Eccola, la metafora della vita. Una vita che, per essere vissuta in pieno, deve farci avere gli occhi vispi di curiosità, nutrendo lo spirito critico e la razionalità. E non bisogna avere pregiudizi verso le stranezze, ma semmai farsi un giudizio sensato e costruttivo dopo aver analizzato razionalmente, ma a mente aperta. Spock che, man mano, accetta la sua parte umana ci dice che la razionalità dev’essere sempre accompagnata dalla bontà d’animo. Worf ci dice che non bisogna fare dell’erba tutto un fascio, visto che lui è un klingon e i klingon non sono amichevoli nemmeno tra di loro. Il capitano Kirk cerca di far ragionare le varie parti con autorità mai dittatoriale, unendo in una vera e forte amicizia anche personaggi “improbabili” come McCoy e Scott da un lato e Spock dall’altro. Picard, in The Next Generation (successiva alla serie classica) gode di una maggior esperienza dovuta all’età (ammettiamolo, Kirk ci piace perché è razionale, ma a volte anche “fumantino”). Mi dilungherei troppo a descrivere tutte le metafore di vita presenti nelle storie e nei personaggi di Star Trek, ma penso che il messaggio sia chiaro. Ogni personaggio è perfetto nel suo incastro, anche quello minore. Il messaggio è quello:

“per arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima”.

Non tanto nel senso fisico, quanto piuttosto umanamente, con la mente aperta ma sempre razionale, colma di bontà e valori.

Vedi anche “Doctor Who, come imparare sulla vita e sul mondo“.

Sei ripetitivo!

Nonostante possa sembrare sciocco, è una critica che mi hanno fatto spesso. Nei vari articoli, tendo davvero a ripetere le stesse cose, a riprenderle più volte. Ad alcuni, questo mio modo di fare ha addirittura infastidito. Peccato che poi siano proprio queste le persone a cui sfuggono dettagli in apparenza insignificanti, ma importanti. Tante volte, la gente legge quello che c’è scritto e crede che sia tutto banale e scontato, ma trascura sempre quel dettaglio. Quindi, preferisco essere ripetitivo, pedante, ma dare tutte le informazioni necessarie per comprendere un argomento. Non posso dare per scontato che solo gli esperti in materia leggano il sito. Il sito si rivolge alla gente comune, curiosa di imparare. Troppo facile parlare solo con gli esperti in materia. Chiaro, chi non ha voglia di imparare è spacciato comunque, ma bisogna anche sapersi rapportare nel modo giusto con chi la voglia di imparare ce l’ha eccome. Inoltre il mio è un sito e non un libro che (si presume) si legge dalla prima all’ultima pagina. Quindi, molti concetti vengono persi tra un articolo e l’altro. Per questa ragione, l’essere ripetitivo è funzionale allo scopo di informare e spiegare gli argomenti. Io metto sempre i link di rimando ad altri articoli per approfondire di più, ma questo è un plus. Di base, un sito non funziona che si parte dalla prima pagina all’ultima come si farebbe con un libro.