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Gli insulti a Liliana Segre e la tattica dell’elettore spaventato

La notizia su Liliana Segre che riceve 200 insulti al giorno mi ha colpito particolarmente. In pochi si sono accorti sul come la Lega ha avuto successo, vedi le elezioni in Umbria di ottobre 2019. Io l’avevo già intuito osservando quello che succede nel mio comune. E, per questo motivo, sono contento che ne abbia parlato Report. Non sono un appassionato di Report, ma devo ammettere che stavolta ci ha azzeccato e confermato, portando le prove, quello che avevo già intuito da tempo.

Insomma, cos’è accaduto? Che cosa significano gli insulti che riceve la Segre? In realtà, come spiega bene anche Report, sono insulti fasulli. Non possono veramente esserci 200 persone diverse, ogni giorno, che insultano una persona. Non dico che sia impossibile in modo assoluto, ma ne dubito fermamente (è improbabile, diciamo). Sono poche decine di persone, che usano diversi account (i cosiddetti “account anomali” menzionati da Report) e fanno credere di essere molti più di quelli che sono. Ora, giustamente farete notare che è una cosa stupida e bambinesca far credere di essere in 200 quando si è solo una manciata. È quello che ha ribattuto anche la Meloni quando Report le ha fatto notare gli “account anomali” a lei associati, sostenendo che non se ne fa nulla, che le interessa la gente vera. È proprio questo il punto. Se la tattica si basasse esclusivamente sullo sponsorizzare i contenuti alle persone “predisposte”, non funzionerebbe. Lo scopo è quello di far credere che loro sono tantissimi, che sono dovunque, che non ci puoi fare nulla. In sostanza, stattene a casa, tanto abbiamo vinto… chiuditi in casa e rinuncia a votare, che tanto siamo in troppi per sconfiggerci! È avvenuta la stessa cosa nel mio comune, con volantini diffusi (non si sa quanto legalmente) nelle cassette della posta di ogni abitante e adesivi appiccicati ai lampioni e sui cartelli stradali. È stata fatta campagna di attivismo che, di fatto, non ha permesso di avere un’opposizione.

Si ricorda il detto:

i cattivi trionfano dove i buoni non intervengono.

Si è usata la definizione di macchina della paura, ma questa macchina viene alimentata in entrambi i sensi. Non si punta solo le persone che sono contrarie all’aborto o hanno paura dei neri o dell’Islam, ma anche chi è contro le discriminazioni. È per questo motivo che non bisogna sminuire i 5-6 hacker che si spacciano per 200. Si va a colpire una condizione molto umana. La condizione è la seguente:

ognuno di noi ha bisogno di adeguarsi e appartenere a un gruppo.

È naturale e normale, psicologico, basato su quello che è l’essere umano. Fa parte dell’umanità. Quindi, se io faccio credere che tutto il popolo è fascista, spingerò gli altri ad adeguarsi a questo tipo di mentalità. Ognuno di noi cerca di appartenere a un gruppo, di sentirsi partecipe e coinvolto a qualcosa.

Sono convinto che, per quanto l’ultradestra sia un serio problema di questi ultimi tempi, ci sia anche un forte residuo anti-fascista, che però è stato demoralizzato da queste tattiche elettorali. Affinché i buoni non intervengano, bisogna creare le condizioni adatte per non portarli ad intervenire. Ma è tutto studiato dai vari collaboratori, esperti del settore, informatici, tecnici ecc. Salvini, alla fine, è solo l’immagine umana di un’ideologia, né più né meno rispetto a Hitler. E, come avvenuto anche per il nazismo, non credete che il consenso si ottenga parlando solo di immigrati (ebrei nel caso del nazismo) per tutto il tempo. Se io sono un cattolico che finora non ha mai votato Lega, ad esempio, la Lega mi sponsorizzerà, sul mio social network preferito, un contenuto specifico per me e mi porterà a votare per la Lega. Non importa se i contenuti sono bufale (come quello degli africani che spaccano un’auto dei carabinieri) o semi-informazioni. Condiviso o twittato da centinaia di “account anomali”, diventa verità! Intendiamoci, la colpa è anche dell’opposizione stessa. Mentre Lega e FDI organizzavano e pianificavano queste mosse, tutti gli altri hanno dormito. Ovvio che poi Salvini e la Meloni invochino alle elezioni (*). Partono già in vantaggio, essendosi preparati in anticipo, sfruttando l’assenza altrui! D’altro canto, tutto questo fa sempre parte della tattica. Il compito di un governo è… governare. Quindi, l’estrema destra crea continuamente zizzania e fa continuamente la voce violenta, in modo tale che il governo si concentri a ribattere contro il rivale e, appunto, non governi (sia che si governi male o bene, si intende). La vera opposizione è fatta da chi ha in mano la cultura e la può diffondere in modo efficace. Infatti, se notate, negli ultimi tempi si è sviluppata una grande differenza tra i programmi politici di Mediaset e le trasmissioni della RAI. Mediaset (vedi Stasera Italia) fa spesso vedere che gli immigrati sono criminali o parla dei rom che si sposano a 13 anni. La RAI, per contro, mette in luce gli aspetti profondi dell’immigrazione o dell’integrazione. Forse con un po’ di buonismo tipico della vecchia sinistra (che non mi piace), ma sicuramente con mente aperta e onesta. Mediaset trasmette Stasera Italia dove si urla contro qualcuno o un diverso, la RAI invece Kilimangiaro che offre i racconti di chi lavora sulle navi ong o i film a tema come Bangla (**). Anche la Gazzetta dello Sport, poiché il razzismo si sfoga spesso nello sport, sta facendo un acculturamento positivo contro il razzismo.

* Chiariamo una cosa. Lega e FDI sono perfettamente uniti. La cosa curiosa è che tanta gente vota FDI credendo che sia meglio. La Meloni, in fondo, è una donna. La fregatura sta qui! Lega e FDI usano gli stessi contenuti e le medesime strategie. In pratica, FDI è solo la faccia “femminista” della Lega. Se uno va a vedere quello che dice la Meloni nei suoi comizi, si accorge che dice cose molto più violente e razziste di Salvini. Nel mio comune, è stata fatta una cosa simile. Il centrodestra si è messo nella lista civica, fingendo un’opposizione che non c’è. Quindi, uno vota l’altro partito pensando che sia meglio. Se votate FDI pensando che sia meglio, siete dei fessi.

** Bangla è un film molto interessante, che coglie perfettamente le dinamiche della società italiana. I vecchi razzisti non hanno colpa… sono vecchi, ma non hanno colpa, intendendo proprio che hanno la colpa di non essersi aggiornati. Ed è vero, il razzismo è solo una parte della loro mentalità, che è retrograda a 360 gradi. Viene descritta la famiglia romana e italianissima, volgarotta ma aperta e simpatica. Paradossalmente, è più chiusa la tradizionalista famiglia del protagonista. Tra i coetanei di Phaim (il protagonista), ci sono le amicizie e le inimicizie, ma svincolate dalla questione razziale. Le amiche della protagonista (Asia) non sono cattive con Phaim perché sono razziste, ma perché sono le tipiche invidiose e gelose.

Il caso Cambridge Analytics

La cosa interessante è che non sono tattiche nuove. Gli hacker di 20 anni fa già lo facevano. E sono gli stressi trucchi usati da Trump per la sua macchina elettorale. Non a caso, i nemici di Trump e della Lega sono di tipologia simile o identici (i giornalisti per entrambi, l’Europa per la Lega e la Cina per Trump, Facebook quando si accorge di qualche account anomalo e lo banna). Anche in Svezia è stata fatta la stessa cosa: sponsorizzare determinati contenuti ad alcuni, in modo mirato e specifico, e infondere la paura ai buoni per farli stare a casa. Solo che gli svedesi sono ben più intelligenti degli italiani e non ci sono cascati. E, negli Stati Uniti, male che vada nessuno può governare per più di due mandati. Anche la Brexit si è basata su queste strategie di manipolazione, che va a colpire la psicologia delle persone, ad esempio prospettando, e dando quasi per certa, l’entrata nell’UE della Turchia per diffondere la fobia. Così come gli informatici e gli esperti del digitale sono andati a colpire i tasti delle persone per sostenere Trump o far perdere la fiducia nella Clinton (che comunque, di suo, non è stata sufficientemente forte). La paura funziona sia per gli uni che per gli altri: chi ha paura dei violenti e sta a casa per la paura di rappresaglie, chi degli immigrati. Sono strategie usate un po’ dovunque dalle destre sovraniste e, finora, solo gli scandinavi ne sono rimasti immuni. I dati vengono inventati di sana pianta o proposti secondo la sfumatura voluta per un tipo di personalità del cittadino. Una volta riconosciute queste strategie di manipolazione, che fra l’altro usano anche i supermercati, possiamo agire in modo indipendente, usando la nostra testa, senza cascare nei tranelli o nelle distorsioni. Ci vuole una buona dose di spirito critico, certo, ma ho sempre detto che questa è una dote da coltivare, necessaria per la qualità della vita.

L’errore è sottovalutare

Ho detto che 200 persone che insultano Liliana Segre non sono reali, ma molti di meno. Non vorrei che si capisse male cosa intendo. Sottovalutare è pericoloso, perché porta al negazionismo e al ripetersi di vecchi eventi storici (vedi sul perché è importante la memoria). Occorre capire l’importanza che ha una minoranza. Mi spiego. Anche in Svezia ci sono estremisti di destra, ma sono 1 su 10. Questo 1 su 10 viene bloccato. Fa molta risonanza quando accade un episodio in Svezia, ma questo proprio perché è una rarità. In Italia abbiamo 2 cittadini su 10. Sempre minoranza, vero. Peccato che 2 su 10 siano una minoranza che diventa decisamente problematica, soprattutto se si sottovaluta e non si fa nulla per scoraggiare. L’errore è vedere questo tipo di minoranza come di poco conto, perché è così che la minoranza inizia, gradualmente, a diventare maggioranza tramite il passaparola e le bufale (complice la carenza scolastica nello spiegare la storia). In Svezia quell’1 su 10 viene bandito, mentre in Italia (e spesso anche in Germania) quei 2 vengono visti come normali. Poiché non abbiamo mai veramente debellato il nazifascismo, l’atteggiamento ignavo degli italiani e dei tedeschi è molto pericoloso. Ed è la realtà, purtroppo. Non sono io ad essere tragico, perché lo dimostrano i numeri. Quei 2 su 10, in Italia, adesso sono diventati 3. Sempre minoranza, direte… ma intanto sono aumentati.

Le statistiche confermano la brutta situazione. Secondo il 19.8% degli italiani, Mussolini è stato un grande leader che ha solo fatto qualche sbaglio. La percentuale dei negazionisti dell’Olocausto era del 2.7% nel 2004, mentre al 2020 è del 15.6%. Per quasi il 40% delle persone, gli atti di anti-semi tismo sono scherzi o bravate. Ecco cosa succede quando non si interviene fin da subito, trascurando i programmi scolastici, i valori di vita e lasciando campo libere alla politica violenta.

Se l’italiano non è razzista…. faccelo diventare!

L’azione dei cittadini è quella fondamentale. Occorre capire che vale sempre la pena votare, che è tutto un inganno. Come dice bene qualcuno, basta spegnere i social network e si vede un’Italia ben diversa da quella che descrivono Salvini e la Meloni. Internet è un mondo in cui si possono creare alcune distorsioni e gli estremisti accalappiano quel tipo di persone. Questi metodi funzionano, ma solo negli ambienti paesani, che di certo non rappresentano la totalità dei cittadini. È difficile sviluppare il razzismo se i ragazzi a scuola vivono serenamente accanto a cinesi, africani, asiatici ecc. Sono tutte persone amiche tra di loro o che, verissimo, si odiano, ma a prescindere dalla religione e dalla diversità. Guardate Bangla, di cui ho parlato prima, e capirete cosa intendo. Tuttavia, se enfatizzo la propaganda su internet e la racconto in un certo modo, farò vedere una specie di realtà alternativa e, puntando opportunamente sui giovani più predisposti, farò scattare i contrasti anche a scuola. È la stessa cosa successa con il fascismo del novecento: prima eravamo amici e giocavamo insieme, adesso non più e ti sputo in faccia! Ma non bisogna farsi ingannare. Tanto per chiarirci, guardate le elezioni in Umbria. Siete sicuri che sia stato davvero un mega successo della Lega? Non direi. È vero che l’affluenza è stata più alta rispetto al 2015, ma di poco, e complessivamente siamo ben al di sotto del 70%. Ciò significa che continua a mancare una parte dell’elettorato. La Lega non vince perché ha veramente il consenso di tutto il popolo, ma perché spaventa chi si dissocia da quelle ideologie, portandolo ad essere rassegnato e sfiduciato. Ora, l’errore è credere che chi resta a casa sia solamente un ignavo, ma non è propriamente così. Vero, spesso gli italiani sono ignoranti, non hanno voglia di fare e via dicendo (siamo dei mediocri, e fin qui lo sappiamo già). Però, se continuiamo ad accusare e dare la colpa, sbagliamo. Sono le percezioni a fare la differenza ed è per questo motivo che ho tirato in ballo quanto successo a Liliana Segre per spiegare i meccanismi. Avere la percezione di essere da soli a combattere contro così tanti cattivi, psicologicamente, ti predispone a mollare e a non votare: ecco qui l’inganno, la fregatura! Ripeto, non sono trucchi nuovi. Sono ben conosciuti nell’ambiente informatico o del marketing. Quando si è polemizzato sul caso Siri e i fondi russi, si è scoperchiato proprio questo vaso di Pandora. Vero, Siri non è nessuno di importante e Salvini quasi finge di non sapere chi sia, minimizzando. Ma, d’altronde, anche la “macchina del nazismo” funzionava così, con mille ingranaggi insignificanti da soli, ma importanti insieme. Alla fine è mero profitto personale. Sappiamo che la politica dell’emozione non sa e non vuole risolvere i problemi. Si sfrutta solamente la miseria dei cittadini!

Ah, dimenticavo di dire una cosa. Come detto, i trucchi che ho menzionato non sono nuovi, ma non vorrei che si credesse che sono sempre usati per fini malvagi. Sono gli stessi trucchi adottati anche dagli inglesi. Avete presente la loro quasi ossessiva propaganda sul fair play o la rivoluzione non violenta degli ombrelli a Hong Kong? La propaganda è stata una parte importante nella storia dell’umanità, fin dai tempi più antichi. Tutto dipende da come la propaganda viene usata. C’è chi la usa per fare il male e chi per far progredire la società.

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