Crea sito

Più benessere, meno religione

Interessante notare una correlazione fra irreligiosità e benessere di un paese. Per la precisione, un paese del benessere tende a limitare la religione. Infatti, fra i paesi meno religiosi (fra parentesi, la percentuale di irreligiosi), troviamo Svezia (88%), Danimarca (83%) e Norvegia (78%). Da notare che la Gallup ha stabilito la percentuale di irreligiosità ponendo la domanda: “La religione è una parte importante della vostra vita quotidiana?” La domanda pertanto considera un ampio spettro di religiosità, non solo l’appartenenza a una religione ufficiale. Guarda caso, Svezia, Danimarca e Norvegia sono anche nella top 10 dei paesi con il più alto grado di benessere. La felicità è stata calcolata basandosi non solo sul reddito pro capite ma anche sui comuni aspetti di un cittadino come la distribuzione equa del reddito, la democrazia, la salute, il lavoro, l’istruzione, la sicurezza, l’ambiente e il tempo libero: un totale di nove parametri considerati.

Gli altri paesi

Provate a “giocare” con la classifica dei paesi con il più alto grado di benessere, se volete, e noterete che nessuno dei primi dieci paesi è a maggioranza religiosa. Non sorprende dunque la posizione degli Stati Uniti in questa classifica. Sono molto più felici degli italiani, ma non sono di certo dei luminari e, soprattutto, hanno un disastroso indice di Gini a ridosso dei paesi del terzo mondo con un valore di 39. Gli Stati Uniti non sono un paese del benessere! Infatti gli irreligiosi sono poco più degli italiani, pari al 36%.

Modernità

Potete dire che stabilire il benessere con i nove parametri detti sia riduttivo. Può darsi, ma è anche vero che sono condizioni sia necessarie che sufficienti. Cioè, non potendo fare a meno di questi nove dati, anche aggiungendone altri scopriremo sempre che non esistono paesi con un elevato livello di benessere dove la maggioranza è religiosa. Non significa che gli atei sono migliori, ma che il benessere fa abbandonare la religione perché l’universo esiste senza Dio.

L’unica eccezione è rappresentata dall’Irlanda. Nonostante non sia al top come benessere, riesce ad essere più avanti di Stati Uniti, Francia, Regno Unito e Germania (come spiego nell’articolo sui paesi del benessere). Ma si tratta di un’eccezione fino a un certo punto, perché l’Irlanda ci spiega bene che la religione è fatta dagli uomini. E se l’uomo vuole progredire, anche la religione va di pari passo. L’Irlanda ha deciso di seguire un cattolicesimo che va di pari passo con l’evoluzione della società, quindi in pratica è come se fosse laica.

Donare a tutti il benessere

Per una società migliorare, lo scopo non dev’essere quello di riportare la fede a chi l’ha perduta (?), bensì quello di dare benessere anche ai paesi più poveri attraverso l’aiuto dei paesi che sono più avanti (ed evitare così anche fenomeni di immigrazione incontrollata). Leggete l’articolo “La solidarietà dev’essere legge“, a tal proposito. In un paese povero, dove la mortalità è alta e l’aspettativa di vita è bassa di conseguenza, dove i vaccini ancora sono deficitari e ci sono malattie, la religione offre una speranza di vita ultraterrena o comunque una ricompensa. Quindi, se vogliamo progredire, non ha senso tornare al medioevo, ma permettere anche ai paesi poveri di trovare il benessere, in modo tale che non ci sia più bisogno di credere in una divinità. I primi scienziati dell’era moderna, come Newton, non credevano in una divinità, ma genericamente in una “forza”. Fu il primo passo per progredire verso l’ateismo in un’epoca ancora martoriata dalla superstizione. Anche Einstein parla di giocare a dadi con Dio in senso puramente metaforico! Così come la “particella di Dio”, il bosone di Higgs, non ha nulla a che vedere con Dio, perché l’originale in inglese è “goddamn”, ovvero diventa “maledetta particella”, semplicemente perché non si riusciva a trovare. E un paese credulone e fortemente religioso come l’Italia non poteva che tradurre in modo così becero!

Per ottenere il benessere, comunque rimane implicito che il paese si deve laicizzare, perché oggigiorno non abbiamo più bisogno di un dio per spiegare l’universo (vedi “L’universo non ha bisogno di Dio!“). Attenzione, laicizzare il paese non vuol dire che nessuno deve più credere in una religione, ma che la religione dev’essere strettamente personale e non deve interferire con la crescita del paese (leggasi, via i crocefissi dalle scuole pubbliche!).

Madre Teresa dei miserabili

Uno dei maggiori esempi dei danni che fa la religione è la figura di madre Teresa di Calcutta. Troppo semplicisticamente viene descritta come un’eroina, quando in realtà il suo operato si basava sullo sfruttamento dei miserabili per convertirle al cristianesimo. Le condizioni in cui viveva quella gente erano terribili. Tanta gente poteva essere salvata, ma lei preferiva farle morire “con misericordia”. Non le interessavano veramente le persone, ma convertire e, per farlo, sfruttava i poveri e i malati. Non faceva assolutamente nulla per farle guarire, ma le faceva sopravvivere fino alla morte. L’importante era convertirle, altro che santa o beata! So che in un paese fortemente religioso come l’Italia mi attirerò antipatie perché parlo male di madre Teresa di Calcutta, ma se uscite dal vostro orticello vi renderete conto che è la stessa opinione che hanno i paesi più laici e moderni. Canadesi, francesi, britannici… sono tutti paesi dove si critica duramente madre Teresa di Calcutta! Il britannico Christopher Hitchens usa proprio l’espressione “culto della morte e della sofferenza”. Vogliamo poi dire delle sue ideologie bigotte sui temi sociali, come ad esempio l’aborto? A me madre Teresa di Calcutta sembra decisamente una fondamentalista cattolica mascherata da agnello. Ti faceva una carezza, costringendoti a convertirti, e poi potevi morire in un luogo più fatiscente di un lager nazista!

L’inconsistenza del cristianesimo… ma Gesù è esistito?
Siamo ancora nel Medioevo?

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.