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Addio, mia natura selvaggia!

Negli anni ’90, era la raccolta differenziata. Oggigiorno, abbiamo dichiarato guerra alla plastica, tanto che nei supermercati i sacchetti per la frutta e la verdura costano 1 centesimo. Ed è così che pensiamo di avere un’etica per l’ambiente. Certo, se pensiamo agli americani che negano il surriscaldamento globale, siamo avanti. Peccato che tutte queste soluzioni siano:

come una cura del dolore per un cancro nella metastasi finale.

È un’affermazione durissima, ma purtroppo è la realtà. Non ci devono ingannare le iniziative dei comuni che aprono dei nuovi parchi, perché nel frattempo hanno sottratto molto più territorio alla natura selvaggia. È un po’ quello che è accaduto ai nativi americani. Prima li hanno sterminati, e poi hanno chiuso quelli che sono rimasti nelle riserve. Eppure, i veri americani sono loro. Mi preme chiarire che non sono veg e nemmeno un alternativo. Anzi, non provo alcuna simpatia verso di loro e li critico parecchio. Per me, la difesa della natura segue un approccio completamente diverso, che dev’essere razionale e coerente. Quindi, questa precisazione rappresenta la mia onestà nel trattare un argomento così delicato.

Quasi nessuno riesce a vedere la graduale, ma inesorabile, morte della natura selvaggia. Esistono numerosi comuni italiani dove non c’è più traccia di natura selvaggia e il territorio è andato perduto per sempre. Pensate che riguardi solo le grandi città? No, per niente. Se ci può stare che il fenomeno interessi Milano, anche centri abitati come Peschiera del Garda e Desenzano sono completamnte ridotte a cemento. La presenza del lago e del turismo non devono ingannare, perché Peschiera e Desenzano hanno praticamente rubato il territorio originale e ci hanno costruito sopra una natura totalmente artificiale. Che senso ha così? Io conosco bene Desenzano del Garda. Il lago è bellissimo, ma sempre brulicante di navigatori a tal punto che non si nota più il lago. C’è un lungolago splendido dove spesso si incrociano dei jogger e qualche runner più serio. Peccato che sia tutto artificiale. A Desenzano del Garda non c’è più traccia di natura incontaminata. È tutta una costruzione dell’essere umano che ha sradicato la natura che esisteva e poi ci ha edificato sopra. Certo, nel ventennio fascista poteva avere un senso l’opera di bonificazione dell’Italia. Peccato che il troppo stroppi sempre e non mi pare che le Everglades in Florida siano state bonificate, anzi, sono state lasciate intatte con i suoi milioni di alligatori!

I nostri politici furbescamente sanno che c’è comunque un sentimento nei confronti dell’ambiente. E quindi cosa fanno? Ci ingannano che il nuovo parco in mezzo a tanti vecchi palazzi storti sia indice di sensibilità per l’ambiente. Nulla di più ridicolo e penoso. Un nuovo parco al posto di un intero bosco. Mi sembra più che palese chi ci rimette davvero! Un consiglio, signori. Quando dovete votare un politico, non fatevi fregare dalle belle parole. Guardate alla sua attenzione per l’ambiente. Se non si batte per l’ambiente, e non intendo a slogan o stile Vittoria Brambilla, lasciatelo perdere! Oggigiorno, è il M5S che vorrebbe incarnare l’etica ambientale, ma si scontra sia con i cittadini che credono che l’Expo ci faccia guadagnare sia con l’opposizione favorevole alla politica, pardon mafia, del cemento.

Come spiego nell’articolo sul cemento e in quello sul surriscaldamento globale, l’ultima parola è sempre della natura. Noi esseri umani non la rispettiamo e la distruggiamo, ma alla fine siamo noi a soccombere. La natura esisterà benissimo anche senza l’uomo. Ma allora, perché non darci da fare per evitare il peggio? Perché far vivere male i nostri figli e nipoti?

Addio rondini, addio vespe!

Non pensate che questo sradicare la natura selvaggia sia privo di conseguenze. Le conseguenze sono gravissime, ma non lo vogliamo vedere o non ce lo vogliono far vedere. Si parla di aria irrespirabile e smog, ci lamentiamo del caldo torrido delle estati degli ultimi anni. Ecco, tutto questo è provocato dall’eccessivo intervento umano, dall’inquinamento dovuto alla sovrappopolazione, dal consumo di suolo. Ah sì, dimenticavo i parassiti e gli insetti fastidiosi. Ovvio che ci tormentino o portino nuovi focolai: sono le specie più resistenti! Si estinguono i loro naturali predatori o gli insetti che eliminano in qualche modo i parassiti, ma questi ultimi e gli insetti fastidiosi si adattano benissimo. E ci tormentano. Le vespe, che a volte sembrano darci fastidio quando facciamo un picnic all’aperto, sono un esempio di insetti che controllano i parassiti. Nel mio comune, che non è defunto come Desenzano e Peschiera, credo di non averne visto uno da anni.

Anche le rondini si “estinguono” (nel senso che quelle che ci sono ancora vanno altrove). Una sola rondine non ha mai fatto primavera, vero. Ma ormai, chi le vede più le rondini? Faccio l’esempio della rondine perché è un uccello che una volta era molto comune e amato e veniva citato nei detti popolari. Al giorno d’oggi, le rondini non si vedono quasi più. È un chiaro segnale del cambiamento climatico, dovuto alla spropositata cementificazione che annienta l’habitat naturale delle rondini. E le rondini eliminano gli insetti che ci danno fastidio.

Come al solito, ai nostri politici non interessa tutto questo. Meglio continuare con il cemento e poi essere in lutto per la tragedia del ponte di Genova. Il ponte di Genova (ne parlo nell’articolo sul cemento) è proprio l’esempio di mafia edilizia che sta distruggendo l’ambiente e l’uomo stesso. Ah, ma tanto a loro, così come ai cittadini che li eleggono, non interessa quello che succede all’ambiente perché saranno i nostri figli e i nostri nipoti a pagarne le conseguenze. Piangiamo i morti di Genova, ma ricordatevi che qualcuno permette ai Benetton di turno di fare quelle cose. E coloro che lo permettono sono i politici, a loro volta votati dalla gente. Quindi, ribadisco e pensateci bene alle prossime elezioni:

non votate politici che non hanno a cuore l’ambiente!

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