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Children of the Grave (Black Sabbath)

Canzone: Children of the Grave
Artista: Black Sabbath
Album: Master of Reality (1971)

Canzone che mostra un forte messaggio di azione contro la guerra, reso ancora più emblematico dalle caratteristiche “cupe” della musica di Iommi. Ozzy Osbourne canta con un tono ridondante, accompagnato dal groove di Tony Iommi e Geezer Butler. E Bill Ward che picchia sulla batteria, senza in alcun modo alterare l’andamento della canzone. Insomma, un capolavoro. Proprio per questo motivo, il messaggio passa all’ascoltare ancora più poderoso. La canzone è stata scritta nel periodo della guerra del Vietnam e del terrore dell’atomica, ma è interessante come quel clima sia attuale. C’è ancora il terrore del nucleare, con la Russia e gli Stati Uniti che detengono il 90% delle armi nucleari al mondo. E ci sono paesi che si adoperano di armi nucleari, come la Cina, l’India, la Corea del Nord e Israele. Secondo alcuni esperti, ad oggi abbiamo scampato la guerra nucleare non perché siamo stati bravi, bensì perché siamo stati fortunati. L’ultimo paragrafo è un invito ai giovani di oggi a reagire per un mondo migliore. Il messaggio vale parecchio non solo nei confronti della guerra in senso letterale, ma per ogni tipo di conflitto che stiamo vivendo, come ad esempio quello per le risorse dovute al surriscaldamento globale. I Black Sabbath non fanno il loro invito con gli arcobaleni e i fiori hippie, ma con un tono potente che schiaffa duramente la realtà in faccia alla gente. A partire dal titolo, ovvero “bambini della tomba”.

Testo

Revolution in their minds
the children start to march
Against the world they have to live in
Oh! the hate that’s in their hearts
They’re tired of being pushed around
and told just what to do
They’ll fight the world
until they’ve won
and love comes flowing through

Children of tomorrow
live in the tears that fall today
Will the sunrise of tomorrow
bring in peace in any way
Must the world live
in the shadow of atomic fear
Can they win the fight
for peace or will they disappear?

So you children of the world
listen to what say
If you want a better place to live
in spread the world today
Show the world that love is still alive
you must be brave
Or your children of today are
children of the grave

 

La malattia di essere giudici della società

Uno dei peggiori difetti dell’umanità è quella di ergersi a giudici della società, di questo e di quello, di tutto l’esistente. Ne sentiamo di ogni genere, dai tifosi al bar a quelli che hanno capito tutto di un crimine in cui non hanno direttamente fatto parte delle indagini. Ciò che accomuna questi individui è il non conoscere l’episodio, spesso per mancanza sia di competenza che di esperienza. Non si può dire di conoscere un fatto solo per sentito dire o dalla televisione. Il giudizio, pertanto, sarà entro questo limite. È possibile farlo in questo modo, ma senza andare oltre. Purtroppo, tanta gente va oltre e offre giudizi estremistici o semplicistici, senza vie di mezzo.

La storia di Jim Morrison

L’ispirazione per questo articolo mi è venuta pensando a Jim Morrison. Da un lato, abbiamo lo schieramento di chi lo bolla come uno sbandato che ha avuto quello che si è meritato. Dall’altro lato, abbiamo chi, invece, lo considera una leggenda. Beh, innanzitutto, chiarisco che non è di musica che voglio parlare. I The Doors possono piacere o no (molte canzoni sono belle). La domanda è: chi ha ragione tra le due parti? Beh, nessuno dei due. Spiego perché.

È vero, Morrison è morto in conseguenza ai suoi eccessi. Non rappresentava un esempio di persona equilibrata, contrariamente agli Iron Maiden. In questo senso, nessun genitore vorrebbe che un figlio segua le orme di chi, di fatto, si è suicidato. Tuttavia, è dovere della nostra società comprendere quello che girava nella testa di Morrison, cioè quello che lo ha spinto a diventare uno sbandato. Troppo facile prendere una persona come lui e imbottirlo di farmaci, perché ciò significa negare le responsabilità a monte. Genetica? Troppo semplicistico. La genetica non determina se sei uno sbandato. Esistono dei geni che, in risposta all’ambiente, possono portare a problemi come le dipendenze o la depressione. Ma non c’è un gene che ti dice che sarai depresso o alcolizzato. Scientificamente, è una falsità. Uno degli eventi che hanno contribuito a formare la personalità di Morrison è un’esperienza di morte vissuta all’età di 4 anni. Lui stesso lo racconta:

La prima volta che ho scoperto la morte… eravamo io, mia madre e mio padre, e forse anche mia sorella e i miei nonni, e stavamo attraversando il deserto in auto all’alba, e un autocarro pieno di lavoratori indiani era andato a sbattere contro un’altra macchina o non so cosa, ma c’erano indiani sparpagliati per la strada, sanguinanti e moribondi… ecco, questo fu il mio primo impatto con la morte, dovevo avere quattro o cinque anni. Abbiamo accostato e ci siamo fermati… io ero solo un bambino, e un bambino è come un fiore con la testa scossa dal vento… penso davvero che in quel momento l’anima di uno di quegli indiani, o forse gli spiriti di molti di loro stessero correndo in giro come impazziti e siano balzati nella mia testa e io ero come una spugna pronta ad assorbirli. Questa non è una storia di fantasmi. È qualcosa che ha un significato profondo per me.

Tra l’altro, Morrison, agli inizi, era una persona intelligente e andava bene a scuola. Non è stato da sempre uno sbandato puro. Ribelle sì, ma è una cosa diversa. Solo in seguito i voti sono calati. Qualcuno ha mai provato a domandarsi perché? Non è un modo per compatire e giustificare quello che ha fatto in seguito. L’insegnamento è che, se un genitore vuole che il figlio sia meno predisposto ad avere alcuni problemi, gli deve spiegare sulla vita. Non può educarlo a fatine, cicogne, rose e fiori. Ecco perché non condivido assolutamente la maniacale censura di alcune serie televisive. D’accordo, ci sono serie che è meglio evitare di far vedere ai bambini, ma se arriviamo a mettere il parental control ad NCIS qualcosa non va. Così come c’è qualcosa che non va se ci si scandalizza perché, in Buffy o altri programmi televisivi, ci sono coppie di omosessuali. Si potrebbero fare parecchi esempi, il tutto per dire che ci vuole una continua comunicazione tra genitori e figli. Poi, dopo che questa comunicazione è mancata, ci si stupisce se il figlio si caccia nei guai. Vedi il caso di Finnegan Elder. Non dico nulla dal punto di vista della morte del carabiniere. Sotto questo aspetto, si può dire tutto o nulla. Ecco dove sta il giudizio rispetto al pregiudizio. Non so e non metto becco. Finnegan Elder ha tutto il diritto di sostenere la sua tesi per difendersi, così come l’accusa di sostenere la sua. Ciò che è evidente è che, comunque, Finnegan Elder non è uno stinco di santo. Questo è un dato di fatto, come testimoniano i conoscenti. La madre cade dal pero su questo suo lato… evidentemente, non ha imparato a conoscere suo figlio ed è mancata la comunicazione reciproca. Quanto detto su Jim Morrison vale anche l’altro celebre suicida della musica: Kurt Cobain. Cobain, al pari di Morrison, non è di certo un tipo da emulare, ma provare a comprendere il suo animo regala delle sorprese e delle utili chiavi di lettura per la vita. Vedi anche su Marco Pantani.

Notate come, su Finnegan Elder, non emetta né una colpevolezza né una innocenza, nonostante quanto raccontato dai media e nonostante diversa gente abbia già la sentenza pronta (Salvini in primis come a solito, mi raccomando). Vorrei che il concetto fosse chiaro. Sì, è vero, Finnegan Elder è uno sbandato, ma bisogna evitare di emettere giudizi su cose che non si sanno. Bisogna imparare ad approfondire. Se manca l’opportunità di approfondire, è meglio fermarsi prima. Finnegan Elder dice che voleva difendersi? L’accusa fa notare che ha riempito di pugnalate il carabiniere. Ma Finnegan non dice una cosa falsa. Se la sua mente era alterata (dalla droga o da altro), può benissimo sostenere che avergli inflitto così tante coltellate era un modo per essere sicuro di aver scampato il pericolo. So che molti di voi si scandalizzeranno, ma è ciò che avviene anche in molti film per essere sicuri che il mostro di turno è veramente morto. Chi dice che Finnegan non l’abbia vista in questo modo? Non lo sappiamo, ma è plausibile e, se uno ha le prove, ha tutto il diritto di sostenere una teoria simile. Per quanto sia scandalosa, è verosimile. A mio parere, è molto più scandaloso sancire, da parte di un tribunale, che uno stupro non è credibile perché la vittima è reputata brutta…

L’insegnamento

In sintesi:

non è sbagliato giudicare, ma avere pregiudizi.

Non abbiate paura ad avere un giudizio. Se è sbagliato, è da intelligenti correggerlo, ma fatevi la vostra idea. Chi dice che non giudica mai gli altri sta dicendo una cosa piuttosto falsa. Tutti, nel bene o nel male, in qualche modo, giudichiamo. Tuttavia, evitate di cedere alla malattia di essere giudici della società. Mi vengono in mente quelli che danno della poco di buono a una ragazza che è stata stuprata, giusto per il fatto che si ubriacava o aveva la minigonna. A prescindere dal fatto che uno stupro è sempre uno stupro, e come tale va duramente condannato, magari dietro a quegli atteggiamenti c’è dell’altro che questa gente non conosce affatto. Quella persona può essere alcolizzata, ma anche sensibile e intelligente. Imparate a vedere anche voi la vita in questo modo. Abbiate un giudizio, ma flessibile, sotto diversi punti di vista. Non abbiate giudizi sempre ferrei. Non stiamo parlando di dire se la Terra è piatta o rotonda, perché su questo è evidente che la Terra non sia piatta (*). Ragionate e utilizzate una mente scientifica, ma con buon senso e sensibilità.

* In realtà, la Terra non è nemmeno rotonda, bensì un geoide.

Se fate caso, spesso nel sito ho criticato l’Europa o paesi come la Francia, la Germania (nel problema dei migranti) e l’Inghilterra. Al contempo, però, ho pesato le critiche accanto agli aspetti positivi, da cui gli italiani dovrebbero imparare parecchio. Non ho fatto come gli italiani sulla difensiva che criticano gli altri paesi e non si guardano allo specchio. Ho riconosciuto che anche gli americani tante qualità positive, nonostante soffrano la diffusione delle armi o dell’obesità. Ma non dimentichiamo gli Hutu e i Tutsi in Ruanda, che si sono massacrati a vicenda per decenni e ora, seppur con difficoltà, si sono riappacificati. Nell’articolo sull’immigrazione e i migranti, ho raccontato la loro storia perché è stato fatto qualcosa che, in occidente, tanta gente non comprende. Così come è un errore dare la colpa solo ai giovani se sono tonti e mandano allo sbando il paese (vedi su analfabetismo matematico, sull’imparare divertendosi e perché siamo allo sbando). E potremmo dire anche sull’alcol e il binge drinking e via dicendo su innumerevoli argomenti.

Un altro esempio di come bisogna assicurarsi di essere informati prima di dire qualcosa? Eugenia Cooney. La ragazza, classe 1994, appare visibilmente troppo magra nelle foto, a tal punto da essere additata come anoressica. Molte sono state le petizioni per bannarla dai social network. Eugenia ha ricevuto molte critiche e molti insulti per via della sua magrezza. Lei, d’altro canto, non ha mai ammesso chiaramente di avere disturbi alimentari. Le si può credere? Risposta: sì! Esiste una malattia, la lipodistrofia, che provoca una magrezza estrema. In Italia ci sono circa 200 casi e le donne vengono colpite maggiormente da questa malattia. Quindi, è una malattia poco comune, ma i casi non sono neanche 1 su milione. E se Eugenia Cooney avesse questa malattia? Non ci è dato sapere e non si possono fare ipotesi basate sul nulla. Inoltre, se si guarda bene a quello che propone sui social network, Eugenia mostra una spiccata dote creativa. Ha talento artistico e non diffonde mai messaggi pro ana. E, se devo essere onesto, vedo molti più messaggi deleteri sul peso in alcuni forum di obesi che cercano di dimagrire! La cosa da comprendere è che bisogna evitare di avere una sentenza senza aver approfondito. Sarò ripetitivo ma, come si dice, repetitia iuvant.

Come gli inglesi dominano ancora mezzo mondo

Imparare ad uscire dall’orticello ti insegna molte cose. Alcuni di questi insegnamenti arrivano dalla mia esperienza con gli inglesi. Ho iniziato a domandarmi perché l’inglese è la lingua internazionale e quella usata, quasi sempre, negli ambienti di scienza. La domanda non venga tacciata come una domanda senza senso, perché a uno sguardo più profondo ti fa capire molte cose tutt’altro che scontate. Ti fa capire che gli inglesi, pur non avendo più alcuna colonia, continuano dominare mezzo mondo. Capire il perché di questo dominio, a sua volta, non ha solo uno scopo didattico, bensì ci fa riflettere molto sui fatti più recenti e sul perché l’Italia è sempre così indietro, perché i cervelli continuano a scappare lasciando la nostra penisola sempre più povera di risorse. È qui che vuole parare l’articolo, poiché non l’ho affatto concepito come un elogio a Sua Maestà.

La grande macchina del consenso

In realtà, non è una strategia nuova. È una strategia usata fin dall’antichità, da Alessandro Magno a Napolone Bonaparte. E, a modo tutto suo, direi anche da Gengis Khan (*). A sorpresa, tuttavia, si scopre che, nella storia più moderna, si è usata la via della violenza, dell’oppressione e della censura. Basti pensare alle ditratture del novecento, ma anche alle censure di oggi con la falsa scusa delle fake news.

* Gengis Khan voleva mantenere sobri i suoi soldati per farli rendere al meglio. Tuttavia, sapeva che non poteva impedire del tutto l’alcol e concedeva di ubriacarsi al massimo 3 volte al mese. Noto per essere molto spietato con i nemici, in realtà Gengis Khan sapeva anche come conquistare la fedeltà di qualcuno.

Ebbene, gli inglesi dominano grazie a una potente e perfetta macchina del consenso. Hanno abbandonato le armi e hanno iniziato a costruire la fiducia dei popoli attraverso metodi più sofisticati. Alcuni esempi? Facciamoli pure.

Calcio
La Premier League, per gli inglesi, è il vero campionato del mondo. I presidenti dei club sono opportunamente americani e asiatici, in modo tale da rivedere il prodotto a quei paesi. Se devo vendere in Indonesia o in India, i locali si fideranno di più se il club è gestito da un asiatico! Da ciò deriva l’enorme ricchezza del calcio inglese, che permette anche all’ultima in classifica di essere tifata molto. Tutti contenti e tutti soddisfatti, cioè viva la Regina! Vedi anche “Il calcio di una volta che non c’è più“. Molti inglesi campano con il benefit e vivono nelle case popolari ma, finché hanno il calcio e la birra, non si lamentano. Il calcio non va sottovalutato come mezzo di consenso. Infatti, arriva anche negli angoli più poveri dell’Africa. Poiché la gente locale non può permettersi un abbonamento a Sky a testa, le partite del calcio inglese vengono trasmesse nei bar, dove tutti si possono riunire. L’Inghilterra, così, prende molti giocatori dai paesi africani del Commonwealth.

Cultura e scienza
Se vuoi guadagnare il consenso dei paesi più poveri, senza che si rivoltino, devi dare loro ciò di cui hanno bisogno: l’istruzione. È facile che un iraniano o un indiano ricopra ruoli importanti nella scienza, nella medicina e nell’imprenditoria (il fisico Jim Al-Khalili è uno dei miei preferiti). Un “impero” funziona se viene data l’opportunità a tutti di imparare e di realizzarsi. In questo modo, le menti migliori lavorano per gli inglesi, italiani compresi. Gli inglesi sanno bene che, in Italia, scienziati e ricercatori vengono disprezzati, quindi forniscono loro delle opportunità praticamente irrinunciabili. Gli scienziati e i ricercatori sono contenti perché vengono finalmente apprezzati e l’Inghilterra si arricchisce di scienza e cultura.

Televisione ed educazione
I mass media sono fondamentali per stimolare le persone a studiare e formare lo spirito critico. Mi viene in mente Doctor Who. Di questa serie, trovo che siano geniali le stagioni con il Trediscesimo. La sua rigenerazione è una donna. I compagni sono, rispettivamente, un tipico medio borghese inglese, una pakistana e un nero che soffre di disprassia. E tutti quanti sono guidati da una donna. Geniale: un melting pot incredibile che fa sentire tutti diversi e uguali allo stesso tempo! La strategia è usata anche nei documentari, vedi The Story of Maths presentato da Marcus du Sautoy che spiega la matematica orientale (The Code è una serie e una puntata è dedicata alla matematica dell’Oriente). Notate dove sta veramente l’ingegno. Il documentario non va in India e in Cina con aria di superiorità ma, anzi, mette in evidenza la genialità di queste culture, condendo il tutto con dei jingle di musica cinese e indiana a ritmo pop. E che dire di Meet the Natives? Fra l’altro, di questa abilità nel divulgare ho parlato anche nell’articolo sull’imparare divertendosi.

Ambiente
Il Regno Unito è l’unica nazione che ha dichiarato l’emergenza ambientale, facendone al contempo una buona propaganda mediatica. Perché questa scelta e questo clamore? Molto semplice. Sono i paesi più poveri o in via di sviluppo a soffrire di più i cambiamenti climatici. Così, mentre il resto dell’occidente è miope o perso negli egoismi, gli inglesi si sono ingraziati l’India, i paesi del sud-est asiatico e dell’Africa che soffrono a causa del cambiamento climatico. Fa tutto parte della tattica del consenso di massa. Urge ricordare che molti dei paesi più poveri o in via di sviluppo fanno anche parte del Commonwealth, più o meno l’equivalente britannico dell’UE. Pertanto, si sviluppano degli interessi reciproci fra le parti. L’India, il maggior paese del Commonwealth e paese in via di sviluppo, da solo comprende più del 15% della popolazione mondiale! Quando anche gli altri paesi occidentali si saranno finalmente mossi per il clima e avranno compreso i fenomeni migratori, gli inglesi continueranno a dire (e ad essere) 50 anni avanti.

Quello che possiamo imparare dagli inglesi

Le strategie degli inglesi hanno chiaramente uno scopo opportunistico, a differenza degli scandinavi che ragionano con veri ideali del benessere. È sempre stato nel loro carattere, fin da quando usavano le armi e la guerra. Ciò nonostante, anche se c’è questo fine opportunistico, a mio parere abbiamo tanto da imparare dagli inglesi. Gli italiani si chiedono sempre perché i più bravi scappano e stanno a lamentarsi. Bene, impara dagli inglesi come si apprezza quello che si ha. Ci lamentiamo che non ci sono pari opportunità. Bene, e allora perché non iniziamo a fare una vera educazione, senza continuare a censurare ciò che reputiamo scandaloso? Non puoi creare una società egualitaria se metti il parental control addirittura su NCIS! Da cosa dovrebbero imparare i nostri bambini? Da Nonno Felice? O dai soliti noiosissimi documentari dove il medico di turno sale in cattedra e se le canta da solo? Come si può combattere il razzismo se, nelle nostre serie e nei nostri film, lo straniero è sempre descritto come un vucumprà? Ed è per tutto questo che andiamo allo sbando. Andiamo allo sbando perché viviamo in un ambiente sbandato, facendo ben poco per cambiare le cose. Inutile andare fieri della pizza e della pasta, se poi ci mancano le abilità sociali e verso le materie tecniche. Un’altra prova del successo delle strategie inglesi sta nel fatto che molti italiani, senza nemmeno essere andati lì, hanno il “grande sogno inglese”. Non hanno capito dove sta il trucco e, intanto, lo scopo è stato raggiunto. E ricordate quanto detto sul benefit? Se sono tutti mediamente “poveri” (messo tra virgolette perché non muoiono di fame come nel terzo mondo), non ci si ruba a vicenda. Da noi, la Lega dice che il reddito di cittadinanza alimenta il lavoro in nero, ma è una bufala (*). È esattamente il contrario, cioè più si vedono opportunità di arricchirsi e più si ruba! In Italia, uno dei motivi per cui anche il più miserabile cerca di rubare è proprio il vedere un Berlusconi che ostenta il potere e la ricchezza. Gli inglesi fanno il contrario, facendo vedere che non conviene essere ricchi per scoraggiare l’illegalità.

* In realtà, io sostengo il reddito di benessere universale, ma è tutto spiegato nell’articolo linkato in precedenza, quando ho parlato del calcio.

Onestamente, non ho davvero nulla da dire male sugli inglesi. Altri italiani vedrebbero il male assoluto in quello che fanno, ma io credo che sia utile capire le loro azioni svincolandole dall’opportunismo che sta alla radice. Come si dice, ognuno ha pregi e difetti. Ecco che, allora, possiamo aprirci a una nuova e interessante visione del mondo e dell’umanità. Infatti, la motivazione “di Stato”, chiamiamola così, nulla dice individualmente. I singoli agiscono per i valori a cui sono stati educati e, se permettete, è meglio essere educati con Doctor Who e i documentari della BBC anziché a pane, reality show e catechismo. In sintesi: la matrice opportunistica non sta nei singoli cittadini, ma nella politica. Se poi questa politica serve lo stesso a creare una società migliore, a me va benissimo, visto che non devo essere amico dei politici.

Insomma, se è vero che gli inglesi lo fanno per opportunismo, impariamo anche a farci un esame di coscienza. Troppo facile vedere quello che c’è fuori e fare come la volpe con l’uva. Se loro sono più avanti di noi, forse dovremmo capire perché riescono ad esserlo. È questo che frega noi italiani. Vediamo chi è meglio e ci comportiamo come la volpe con l’uva, perché tanto continuiamo ad avere la pizza, la pasta e 4 stelle sulla maglia della nazionale. Sì, noi abbiamo le 4 stelle, però poi gli inglesi ci “fregano” i cervelli. Lo metto tra virgolette, perché in realtà non si può parlare di vero e proprio furto. Sono loro che creano le opportunità favorevoli per far emigrare il meglio dell’Italia!

La crisi di Hong Kong

Hong Kong non è più una colonia inglese dal 1997. Solo ufficialmente, però. Perché credete che i cinesi (e non) di Hong Kong si sono ribellati così tenacemente? Perché, all’atto pratico, sono sempre in qualche modo rimasti britannici. Il sistema politico è sempre rimasto tipicamente britannico. Gli inglesi si sono mischiati con i locali, continuando a trasmettere i valori occidentali (cioè britannici). Come la Cina, a mano a mano, ha voluto imporre il suo predominio, la rivolta è scattata. Più la Cina vuole ribadire il suo potere su Hong Kong, più i ribelli sventoleranno la Union Jack di sua maestà: un autogol della Cina continentale! Qual è il succo? Che inglesi sono andati via, ma adesso è Hong Kong che rivuole gli inglesi per non essere schiavo della Cina! Volontariamente o no (qui ognuno potrà dire la sua), gli inglesi sono riusciti ad andare via da Hong Kong, per poi farsi acclamare per un ritorno. Geniale (a prescindere dal fatto che, nella pratica, non sono mai davvero andati via).

Hong Kong non è l’unico esempio di come gli inglesi continuano a essere ancora desiderati da molti. Le Falkland sono un altro territorio britannico, che l’Argentina rivendica (con il nome di Las Malvinas). Peccato che, quando si fanno i referendum, i cittadini delle Falkland vogliono sempre restare con gli inglesi! Vale anche per gli indiani. Nonostante gli indiani abbiano combattuto per liberarsi dal colonialismo britannico, essi riconoscono che gli inglesi hanno anche portato molta tecnologia. Effettivamente, dicono la verità, cioè nulla a che vedere con le panzane diffuse dai fascisti. E, secondo alcuni indiani (non tutti), gli inglesi dovrebbero addirittura supervisionare nelle ingerenze fra i tre paesi dell’ex India britannica. Per molti indiani, la partizione dell’India ha provocato o peggiorato il razzismo religioso tra hindù e islamici. La situazione dell’ex India britannica va ben oltre, ma è ben chiara l’influenza britannica, nel bene e nel male.