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Correre con la pioggia

La corsa sotto la pioggia è un interessante banco di prova. Non tanto dal punto di vista pratico, bensì da quello psicologico. È interessante notare come tante persone siano disposte a resistere anche a un estremo caldo torrido, magari credendo che sudare fa dimagrire. Dall’altro lato, anche il più fobico dei jogger può correre in inverno, rigorosamente conciato come un eschimese (sciarpa, berretto e addirittura giaccone pesante!). Ma la pioggia? La pioggia giammai!

Sì, si può correre sotto la pioggia, anche quando è abbastanza forte, e non è necessario rintanarsi in casa o ripiegare sul tapis roulant.

Non si nega che la pioggia causi qualche difficoltà nell’attività sportiva. Però credo anche che il come la si affronta sia significativo. Stiamo assistendo a un radicale cambiamento climatico, in cui il caldo torrido e afoso si alterna a piogge torrenziali. Ciò, inevitabilmente, ricade anche su chi fa sport. E una equilibrata gestione di questo evento climatico è doverosa se non vogliamo smettere.

Naturalmente, bisogna imparare ad avere buono senso e capacità strategica. Se la pioggia è battente, ma tutto sommato abbordabile, non c’è motivo di rinunciare. Se invece fa il diluvio universale, saltare una seduta non cambierà la vita. Vuol dire che farete altro! Se però piove per parecchi giorni, cosa fate? Non vi allenate per tutta la settimana? No, in questo caso ci si adatta. Capisco che la sensazione di rimanere al chiuso e al caldo sia piacevole, ma se piove per tanti giorni finite per non allenarvi più. Io ho imparato ad entrare in armonia con la natura, perché amare la corsa (e lo sport) vuol dire anche questo. Non trovo affatto che correre con la pioggia sia un atto eroico. Questa concezione è sbagliata. Quello che ci dev’essere è la consapevolezza di sé e di ciò che ci sta intorno. Magari si va più piano (vedi il paragrafo finale sulla prestazione), ma potremo dire di aver trasformato una presunta avversità in una opportunità. La pioggia non parte con l’intenzione di farci del male (non ha pensiero!), ma la dobbiamo rispettare come fenomeno naturale e saperci adattare.

Preparazione

La preparazione è sempre la parola d’ordine. Nello specifico, preparate già subito la casa per il rientro. Piazzate della carta da giornale, su cui potrete appoggiare le scarpe e tutto ciò che volete lasciare lì per non inondare il resto della casa. Così facendo, avrete un compito estremamente agevolato! Preparatevi anche con della carta assorbente, in modo tale da ripulire l’acqua in eccesso dalle scarpe. Avere preparazione e sapere cosa fare ci predispongono meglio ad affrontare anche la corsa sotto la pioggia.

L’influenza

L’influenza è un virus. Non dipende di per sé dalla pioggia. Sicuramente, il clima è un parametro correlato, ma non è vero che si becca l’influenza per la pioggia. Le statistiche dicono che il picco delle influenze è nelle stagioni fredde, ma tante persone hanno l’influenza anche in primavera o in estate! I motivi per cui si spiegano il picco di influenze in inverno non sono ancora stati definiti del tutto. Alcuni sostengono che ciò sia dovuto al fatto che le persone stanno di più al chiuso e, pertanto, entrano più facilmente in contatto con i virus. Si sa che i virus sono in grado di resistere a temperature sotto i 5 °C e bassa umidità e, altresì, vengono inattivati dal calore e dai raggi UV. Tuttavia, il contagio avviene per via aerea, cioè tramite saliva, tosse, starnuti e salivazioni. Tutto ciò dimostra che la pioggia c’entra ben poco e può solamente essere un vettore in luoghi di massa. Non è tanto la pioggia, bensì l’eccessivo perdurare in ambienti chiusi o affollati. A ciò, si deve aggiungere che, mediamente, le persone sono sedentarie, quindi con un sistema immunitario già scadente.

Quindi? Quindi, no, la pioggia non provoca malanni! Li provoca in una persona con doti di resistenza già scarse, che non è abituata ad affrontare il clima e che non è sportiva. Oppure li provoca in persone fobiche che, proprio a causa della fobia, commettono degli errori e si ammalano. Il runner esperto è agevolato perché, rispetto al jogger, ha un incremento della temperatura corporea per cui riesce a difendersi dalle infezioni. L’organismo di un runner abituato ed esperto è già pronto a reagire al freddo (così come al caldo) e corregge la termoregolazione in base al clima che deve affrontare. D’altro canto, se invece ci si copre troppo come il jogger, il malanno si prende perché il sudore si rimane lì e poi, appena ci si leva l’abbigliamento, ghiaccia lo stesso. E ci si ammala!

L’accortezza è solo una: non rimanere bagnati troppo a lungo, cioè diciamo per non più di 5-10′. Infatti, se ci si ferma, l’organismo si disattiva. Non è più in movimento intenso e si rilassa. Ma il sudore, anche se poco, è lì e l’organismo non reagisce come quando è più caldo. Solo se si resta bagnati e sudati a lungo ci si può (può!) ammalare.

Le pozzanghere

È uno degli aspetti per cui disincentivo a NON usare il walkman quando si fa sport. Un percorso si deve conoscere. La mente, gli occhi e i riflessi devono sempre stare in guardia. Una buona conoscenza del percorso ci aiuterà tantissimo a correre attraverso intemperie come la pioggia, perché avremo memorizzato i punti critici e le buche. Quindi, ciò permetterà di evitare le pozzanghere, che devono semplicemente essere aggirate o, se piccole, saltate. Non buttatevi dentro le pozzanghere facendo gli audaci: è proprio così che rischiate di infortunarvi! Aggiratele, magari rallentando, o saltatele se sono piccole!

Abbigliamento

L’abbigliamento corretto è quello che faccia rimanere leggeri il più possibile, come sempre. Personalmente, sconsiglio sempre la calzamaglia, perché non offre agilità alle gambe. Meglio i pantaloncini. Si può usare una maglia a maniche lunghe, ma solo se la temperatura è sopra i 5 °C. Se fa freddo, va bene un abbigliamento termico. Sopra la maglia, si può usare una giacca catarifrangente impermeabile, che sia però in grado di apportare una ideale traspirazione (altrimenti, lì dentro ci farete la sauna!). E il cappellino? A mio parere, il cappellino non serve. Finirà comunque inzuppato, quindi tanto vale immaginare di farsi una doccia anticipata ed entrare in totale sintonia con la pioggia! Immaginate di farvi la doccia. Non pensate che è terribile bagnarvi la testa. Accettate la natura per quella che è, come una cosa normale. Se fa molto freddo, i guanti sono d’obbligo perché sono una zona delicata. Se però state a preoccuparvi che gli schizzi vi danno fastidio e indossate il k-way o la muta, allora non ci siamo e non è lo spirito giusto.

Un importante consiglio che vi dò è quello di avere un ricambio di scarpe e abbigliamento per il successivo allenamento. Verosimilmente, le scarpe che usate non riusciranno ad asciugarsi per il successivo allenamento. Quindi, potete sfruttare delle scarpe vecchie ancora non consumate prevedendo la pioggia. Io faccio proprio così. So che, prima o poi, arriverà la pioggia. E siccome ritengo che le avversità debbano essere affrontate al meglio, mi premuro conservando le vecchie paia senza consumarle per l’intera durata. Così faccio asciugare quelle che si bagnano e ho il ricambio! Abbiate sempre a portata di mano dei ricambi. Mi raccomando, non fate asciugare mai le scarpe da corsa sotto il calorifero, perché si rovinano le resine e si perde la protezione! Le scarpe da corsa vanno asciugate a temperatura ambiente o con un panno morbido.

La prestazione

La perdita nella prestazione con la pioggia è abbastanza soggettivo. Come per il caldo, un calo ci sarà sicuramente, ma diciamo che per una pioggia debole o normale siamo intorno a qualche secondo (diciamo 2-3”/km). Per arrivare a una perdita notevole, anche di 10”/km, dovrebbe piovere davvero molto forte. Oppure vuol dire che si è psicologicamente deboli. È un discorso prettamente psicologico. Non pensate che la pioggia sia terribile. Accettate la pioggia come parte integrante di ciò che amate (certo è che, se l’amore per la corsa è scarso, è un altro discorso). Vedrete che, una volta superato il disagio dei primi istanti, l’intensità dell’allenamento aumenterà, vi scalderete e ignorerete quasi completamente che sta piovendo. La pioggia (e magari il freddo) non è un aspetto così negativo come si crede.

Si presume che comunque la prestazione calerà. Sarebbe impossibile cercare di fare prove massimali con le pozzanghere o la vista non del tutto ottimale. Però si può correre, accettando che quel giorno andrà così. È sempre meglio allenarsi piuttosto che farsi vincere dalla debolezza psicologica. Andremo un po’ più piano, e allora? L’importante è che non prevalga la negatività, imparando a gestire anche una situazione non ideale o complicata.

Sudare fa dimagrire?

Si è sentito dire un sacco di volte nei giornaletti tipo Donna Moderna: sudare e fare la sauna fa dimagrire. Altri, invece, sostengono che non è vero perché, una volta reintegrata l’acqua persa con il sudore, il peso ritorna com’era prima. A sostegno di quest’ultima tesi, in un sito mi è capitato di leggere che, se noi mettiamo un foglio al sole, il foglio non dimagrisce. Chi ha ragione? Risposta: all’atto pratico, nessuno dei due!

Spieghiamo da cosa deriva la risposta. I giornaletti da Donna Moderna sostengono che si dimagrisce perché un litro di sudore ha un costo energetico di 580 kcal. Ed è vero! Le leggi della termodinamica e della fisica ci dicono che, se vogliamo creare un processo, ci sarà sempre un costo energetico. E questo costo energetico, per un litro di sudore, è di 580 kcal. È il costo energetico del nostro organismo, perché siamo noi a sudare. Siamo noi che mettiamo l’energia per sudare. È il nostro organismo che deve ritornare a una temperatura di sicurezza, quindi è il nostro organismo che brucia 580 kcal per litro (di sudore). Il foglio al sole non dimagrisce, semplicemente perché la perdita di peso è impercettibile. Con strumenti sofisticati, noteremmo che una piccola parte di acqua viene perduta (a meno che il foglio non bruci proprio!), quindi si noterà una piccola diminuzione di volume. Che non è percettibile dall’occhio umano, appunto. La cosa divertente è che chi dice che il dato delle 580 kcal è una bufala usa paroloni scientifici ma, se uno ha spirito critico, si accorge che quelle affermazioni fanno ridere. Il tizio del sito ha inventato di sana pianta la fisica e la termodinamica e, tra l’altro, si violerebbe il principio di conservazione dell’energia (più un’altra decina di leggi fisiche, tra cui le leggi di Newton… ma non voglio essere troppo pignolo!). Il tizio del sito, cercando di fare la figura dell’esperto, sostiene che 580 kcal sono “l’energia necessaria all’acqua per cambiare di stato, da liquido a gassoso”, ma non quella usata dal nostro corpo. Un vero genio, non c’è che dire (intendo un genio al contrario). E allora, se non dal nostro organismo, da dove dovrebbe provenire quell’energia? È Dio che ce la mette “aggratis”? Fantastico, in poche frasi, ha cambiato le leggi della fisica. Sì, perché adesso sappiamo tutti che un elettrone passa spontaneamente da un livello inferiore a un livello superiore e non il contrario (ok, perdonate la divagazione!). No, non credo che al soggetto in questione daranno il premio Nobel.

D’altro canto, all’atto pratico, non è nemmeno vero che si dimagrisce sudando. 580 kcal, se le valutiamo in termini di grasso, corrispondono all’incirca a un etto di peso (considerando che, al grasso, si lega anche l’acqua). Quindi, in linea teorica basterebbe sudare ogni giorno 1 l, non reintegrare questa energia e dimagrire. Tutto ok? No, perché comunque la salute può rischiare grosso facendo così tanta sauna. Il “segreto” per dimagrire è fare sport e attività fisica. Ed eccoci qui. Cosa fanno i geni sapendo questo? Si coprono come degli eschimesi anche quando la temperatura è “normale”. Così pensano di sudare di più e dimagrire. Sì, peccato che sudare tanto vuol dire anche affaticarsi di più. E affaticarsi di più vuol dire scoppiare prima. Scoppiare prima vuol dire fare meno km. Conclusione: non si dimagrisce! O meglio, si riuscirebbe a dimagrire di più facendo più km con una traspirazione più comoda e, ovviamente, senza farsi del male. Solo un autolesionista può ostinarsi a dimagrire cercando di sudare di più. Sudare di più è solamente una fatica in più, che penalizza e impedisce di svolgere correttamente un’attività sportiva al meglio. Come spiego in “Come correre in inverno“, infatti, per temperature superiori ai 5 °C si dovrebbe sempre indossare la maglia a mezze maniche. Vorrei poi far notare una cosa. Non so se mi spiego, ma sudare 1 l vuol dire tanto, cioè più o meno come nell’arco di un giorno a temperatura ambiente “standard”. Come credete che si possa uscire sudando 1 l dopo una sauna? Io stramazzo al solo pensiero! È follia pura!

Quando dovete valutare l’entità del sudore perduto con l’attività sportiva, dovete togliere il peso corrispondente al glicogeno e al grasso. Al glicogeno e al grasso, si lega anche l’acqua (che non fa parte del sudore, ma del grasso e del glicogeno). A quanto corrisponde questo peso? È abbastanza variabile, ma siamo intorno ai 500 g. Quindi, se in estate vi pesate che avete 61 kg e, al ritorno, pesate 59.7 kg dopo un’ora di corsa, il sudore corrisponde a 800 g. E no, non è una buona idea per dimagrire anche se è possibile in linea puramente teorica! In inverno, alcuni runner ben allenati scopriranno di sudare veramente pochissimo, anche nell’ordine di 200-300 g! Ciò spiega anche perché, quando si corre in estate, combinando temperatura e umidità si possono perdere parecchi secondi al km. Ed è tutto normale, cioè non siete fuori forma, bensì fa caldo! Trovate altri dettagli sulla termoregolazione nella corsa in questo articolo. Insomma, il ruolo della termoregolazione non è minore di quello che si pensa perché il dispendio energetico di 580 kcal è una bufala. È minore di quello che si pensa semplicemente perché:

si suda meno di quello che si crede!

Alcuni ignorano che il glicogeno e il grasso usati come carburante hanno un peso e questo peso comprende anche l’acqua legata. Che poi si usino grassi o carboidrati per svolgere la termoregolazione, non cambia nulla. L’acqua legata al glicogeno e al grasso per compiere il lavoro dell’attività fisica non è sudore. Sono meccanismi energetici diversi, che non vanno confusi. Anche in estate, bisogna essere in condizioni estreme per sudare veramente tanto. Queste condizioni esistono (tipo le 2 del pomeriggio con gli UV al massimo), ma allora sarebbe da sprovveduti fare sport! Tanti sportivi non riescono a cogliere la distinzione tra i due meccanismi ma, se uno vuole davvero approfondire, dovrebbe conoscerla. Altrimenti, ci sarà chi crede che le 580 kcal sono una bufala e ci sarà, dall’altra parte, chi crede che sudare fa dimagrire. E si prenderanno cantonate… in entrambi i casi!

Grasso in eccesso e sudore

Il discorso fatto dovrebbe far riflettere le persone in sovrappeso che soffrono in estate e sudano come se fossero pozzanghere. Il sudore è un meccanismo di difesa per il nostro organismo. Ed è assurdo dire che faccia bene, come purtroppo si legge in alcuni siti spazzatura. Nessuno nega che l’estate provochi disagio. Ma riflettete sul fatto che, se vi portate appresso uno strato di grasso che fa da “cuscinetto” naturale (isolante), forse è il caso di dimagrire e iniziare a fare sport. Sì, potrete replicare che quello strato di grasso vi protegge in inverno. Ma, anche qui, riflettete sul fatto che uno sportivo ben allenato sa resistere sia al caldo che al freddo (a patto che le temperature non siano davvero estreme). Questo perché il loro organismo si è adattato a una miglior termoregolazione a causa dell’allenamento. Sono più efficienti e più resistenti. Siete ancora convinti che quei 5-10 kg vi stiano bene o che siano addirittura sinonimo di salute? Beh, provate a pensare che, mentre voi rischiate colpi di calore e di svenire per il caldo in estate, uno sportivo esce a correre anche a 30 °C e suda, strano ma vero, anche meno in proporzione!

Dieta da 2500 kcal

La dieta da 2500 kcal esaurisce gli esempi di dieta nel sito. Nonostante sia una dieta con tante calorie, non bisogna andare allo sbando. È lo stesso discorso fatto per la dieta da 2000 kcal. Altrimenti, con scelte alimentari sbagliate si mangerà troppo e si ingrasserà.

Chi può seguire la dieta da 2000 kcal

La dieta da 2500 kcal non è adatta alle donne. O meglio, difficilmente lo può essere, cioè quasi mai. La dieta da 2500 kcal è decisamente riservata ai maschi di media statura (170-175 cm), che fanno sport nel target salutistico. Vedi anche “Calcolo del fabbisogno calorico (e per la massa muscolare)“.

Dieta da 2500 kcal

colazione da 500 kcal;
pranzo da 750 kcal;
cena da 850 kcal;
due spuntini da 200 kcal.

I pasti sono tutti equilibrati ma, come detto, non bisogna fare scelte disastrose. La regola generale, salvo l’intermezzo di un allenamento, è quella di non rimanere senza mangiare per più di 5 ore (vedi “Il digiuno fa male, l’importanza della colazione“). Non è un diktat assoluto, ma è ragionevole. È sempre bene imparare a usare le verdure per abbassare la densità calorica del piatto, come spiego nell’articolo “Come creare ricette ipocaloriche (l’importanza delle verdure)“. Le combinazioni sono maggiori per la cena, poiché si presume che sia il pasto più tranquillo dopo la giornata di lavoro. Se siete molto impegnati nella giornata, non abbiate timore ad usare alimenti veloci. Dei possibili abbinamenti sono ad esempio bastoncini di pesce, insalata e pane oppure trancio di salmone fresco, insalata e pane o ancora toast più frutta. Oppure potete ripiegare sui surgelati.

Gli spuntini non sono obbligatori, così potrete permettervi più calorie negli altri pasti. Se non avete problemi a fare un pasto più leggero o veloce, fateli pure.

Colazione

C’è solo da fare attenzione a non farla troppo glucidica, come il tradizionale cornetto più cappuccino che fa venire fame dopo un’ora.

Pranzo

Il pranzo è fatto così:

  • piatto unico con verdure da 500 kcal + alimento da 200 kcal;
  • secondo da 350 kcal + 50 g di pane (140 kcal) + alimento da 200 kcal.

L’alimento da 200 kcal può essere fatto con formaggio e affettati o 35 g di cioccolato.

Cena

Queste sono le opzioni per la cena:

  • primo piatto da 550 kcal + fonte proteica da 150 kcal + dolce o alimento da 150 kcal;
  • secondo da 350 kcal + 100 g di pane (280 kcal) + dolce o alimento da 200 kcal.

È molto importante giocarsela con la portata principale che dev’essere a base di verdura, affinché il resto delle calorie sia compensato con qualcosa che ci piace di sfizioso. Ad esempio, il dolce o alimento da 200 kcal può essere un dessert già pronto oppure 80 g di gelato alla crema.

Spuntini

Gli spuntini, uno a metà pomeriggio e l’altro a metà pomeriggio, possono essere entrambi bilanciati o uno proteico e l’altro glucidico. Possibili opzioni: 35 g di Grana o formaggio equivalente, un frutto grande, qualche biscotto secco leggero, un dolce al cucchiaio. Sono tutte opzioni da circa 200 kcal.

NOTA IMPORTANTE!
La dieta proposta non ha alcun fine di prescrizione medica. Ha solo uno scopo didattico, per far passare il concetto e istruire le persone a gestirsi da sole portando esempi. La dieta è basata su valori medi. Ognuno ha poi la sua genetica, le sue eccezioni, la sua età. Per approfondire, leggete il vademecum per l’alimentazione corretta. Come sport, si è considerata la corsa perché è il più pratico e versatile, ma c’è anche il ciclismo.

A che ora fare i pasti?
Calorie degli alimenti più comuni
Chiarimenti sulla dieta e consigli alimentari

Come creare un menù per la dieta
Come dividere una ricetta
Lo sgarro alimentare (giorno di pausa nella dieta)

Sport di resistenza (corsa e ciclismo) e muscoli

Quando si parla di mettere su massa muscolare, spesso il pensiero comune va all’ambiente della palestra. Questo fa capire la visione che c’è dell’estetica oggigiorno, a dire il vero abbastanza distorta. Sono tante le persone che credono che, ad esempio, la corsa non alleni le braccia o che sport di resistenza come corsa e ciclismo brucino solo calorie ma non facciano mettere muscoli. Stranamente, questa cosa non la si dice del nuoto. In effetti, il nuoto sviluppa un fisico molto armonico e ben distribuito, ma si omette di dire che, per raggiungere una buona intensità, occorre una ottima padronanza tecnica e bisogna almeno saper superare il moribondo del nuoto. Se ciò non avviene, potete scordarvi di avere il fisico. In piscina, è raro vedere gente che riesce a fare 100 vasche (2.5 km) in almeno un’ora!

Tornando al discorso della massa muscolare, quello che si ignora o, meglio, si fa finta di non capire è che:

più che aumentare i muscoli, è la massa grassa che si deve ottimizzare!

Un uomo non dovrebbe avere una massa grassa superiore al 12%, mentre una donna non deve averla superiore al 20%. Impossibile? No, a patto di fare un vero sport. Di resistenza, appunto. Perché è vero che uno sport di resistenza fa bruciare molte calorie, ma questo è il metodo più efficace per diminuire la percentuale di massa grassa. Chi si fa grosso in palestra mette su muscolo ma, insieme al muscolo, mette su anche grasso. Più diventa grosso e più aumenta il grasso. E il fisico diventa antiestetico, oltre al fatto che aumenta la probabilità di avere problemi alle articolazioni. Ora obietterete che la mia è invidia e sono di parte in quanto runner. Non è vero. Sprinter come Bolt, anche grazie a una notevole predisposizione genetica, hanno una vera massa muscolare. Si vede benissimo e, infatti, sono dei colossi! Non hanno quella classica corporatura da “bombato”, ma sono ben definiti e naturali. La loro massa grassa arriva tranquillamente al 10% ed è un fisico molto speciale. Il loro IMC è spesso superiore a 22 (anziché inferiore a 22) proprio per questo motivo. Il muscolo pesa di più (e brucia di più), pertanto il loro IMC più alto è giustificato e considerando che non corrono le lunghe distanze. Ho discusso meglio di questo nell’articolo appena linkato sull’IMC dello sportivo.

Per quanto riguarda gli sport di resistenza, non è vero che non creano muscolo. Questo perché non si considera da dove si parte e si fa confusione tra l’ipertrofia del culturista e l’avere una corretta massa grassa. E si scopre che è più facile avere una corretta massa grassa con uno sport di resistenza! Si bruciano più calore, quindi si mantiene più facilmente il peso. Inoltre, se si parte da sedentari, otteniamo subito un principio di sovraccarico che porta l’organismo a reagire. E lo fa aumentando la forza, cioè creando muscoli e rafforzando le articolazioni. La corsa assottiglia le gambe, questo è vero, ma nel senso che le definisce e il muscolo c’è! L’errore che però si fa è quello di trascurare la qualità. Se uno crede di proseguire con il fondo lento o il jogging a vita, difficilmente progredirà e avrà una buona massa muscolare. Tanti soggetti che vanno in palestra non reggono nemmeno 10 km di corsa, così come tanta gente che corre non dà la giusta importanza all’aspetto qualitativo degli allenamenti. Tutto questo comporta dei benefici più ridotti rispetto a chi cura la qualità. I maratoneti hanno una bassa percentuale di massa grassa, ma non sono di certo muscolosi come gli sprinter. Anzi, i maratoneti, detto francamente, sembrano proprio degli anoressici! In mezzo, abbiamo i mezzofondisti. I mezzofondisti riescono ad avere questo tipo di corporatura, cioè snella ma “potente”, perché seguono un allenamento anaerobico e vario. Cosa vuol dire allenamento anaerobico e vario? Vuol dire che vengono toccati tutti i meccanismi fisiologici: resistenza aerobica, massimo consumo di ossigeno, soglia anaerobica ecc. C’è un giusto mix di varie componenti. In altre parole: un maratoneta corre sempre relativamente “lento” e non sviluppa il muscolo come chi segue allenamenti più anaerobici (e vari). D’altro canto, dal punto di vista dello sport per la salute, non avrebbe nemmeno senso cercare di essere uno sprinter. La velocità nello sprint è troppo estrema e rischiamo di infortunarci. Il discorso spiega, ulteriormente, perché indico la mezzofondo come la distanza salutistica migliore nella corsa. Qui sta il vantaggio del mezzofondista. Le ripetute possono essere molto intense, ma c’è anche un allenamento di resistenza che ci rinforza le articolazioni (evitando gli infortuni nelle prove tirate di ripetute). Non diventeremo mai Bolt, però potremo correre e avere una buona massa muscolare. Purtroppo, spesso chi corre punta proprio sul tipo di distanza che ci fa avere un fisico da moribondi: la maratona.

Secondo alcuni, curare la qualità degli allenamenti è una visione estremistica dello sport. È qui il punto. Lo sport, per essere efficace, va fatto bene. Se non riuscite nemmeno a superare il moribondo del nuoto o della corsa, vuol dire che non siete realmente in forma. E per conseguenza, sarà difficile formare un buon apparato muscolare. Bisogna avere una mentalità che sa apprezzare la fatica come “ricompensa” di ciò che amiamo, cioè lo sport e il proprio corpo. L’organismo umano ha grandi potenzialità, ma bisogna metterci dell’impegno per valorizzarle. Alcuni replicheranno con il classico adagio del “meglio poco di niente”. È solo un blocco mentale e si scoprirà che la fatica non è neanche così tanta al netto delle soddisfazioni che si ottengono. Non tanto perché si è più muscolosi, bensì perché si migliora globalmente la qualità della vita (vedi su sport e longevità). Il jogging non serve a granché, tranne quando si inizia a correre e lì, giustamente, da zero è facilissimo costruire qualcosa. Tuttavia, l’obbiettivo è fare sport fino alla vecchiaia, mantenendo stimoli sia mentali che organici. Altrimenti, avrete un metabolismo sempre pigro e vi predisponete di più alla noia. Per la corsa, un buon programma che offre degli stimoli allenanti è, per esempio, il fondo progressivo per il wellrunner. Una variante simile la propongo anche per il ciclismo. Oppure si può optare per il multisport: corsa, ciclismo e nuoto. Sono i tre sport del triathlon che, anche praticati a fine salutistico, vi allena tutti i distretti del corpo senza fare una sola seduta di palestra!

Ah già, volevo terminare con il discorso delle braccia nella corsa. Le braccia, nella corsa, si usano eccome! Le braccia, nella corsa, danno la coordinazione al gesto atletico e la spinta nella falcata. Essere coordinati vuol dire sprecare meno energie per correre a una determinata velocità, migliorando la prestazione rispetto a uno scorretto uso delle braccia. È una cosa del tutto naturale e che si impara con l’esperienza e i km nelle gambe (vedi su corsa e tecnica). Quindi, anche se non ve ne accorgete, le braccia si allenano! Altrimenti, perché i runner professionisti, non solo sprinter, fanno esercizi di palestra per rafforzare le braccia? Evidentemente, sanno che avere braccia più forti offre un aiuto per correre meglio. Un runner che corre per la salute può farne a meno ma, se la cosa è fatta con criterio e intelligenza, un rafforzamento delle braccia in palestra può essere utile. Non si sta dicendo che la corsa allena le braccia come chi nuota con ottima tecnica e padronanza. Sostenere una cosa del genere sarebbe un’assurdità colossale. Quello che è scorretto è dire che non si usano le braccia nella corsa!

Per concludere l’articolo, cosa bisogna fare per avere una buona massa muscolare con gli sport di resistenza? Semplice:

1) seguire un allenamento con variazioni di ritmo e che mantiene allenata la soglia anaerobica;
2) evitare i volumi eccessivi di allenamento, cioè NO alle maratone nella corsa o alle Granfondo nel ciclismo ecc.

Sì, avete capito bene. È esattamente il contrario di quello che si tende a fare spesso! I runner, ad esempio, si adagiano troppo sul lento o si impuntano sulle lunghe distanze. E non mantengono allenata la soglia anaerobica. Per non dire dei ciclisti, che si fanno allegre scampagnate ad andatura turistica. Bolt non ci diventate comunque, scordatevelo. Però, se mi si chiede se è possibile mantenere una buona massa muscolare (secondo il proprio potenziale) con uno sport di resistenza, anche la corsa, la risposta è indubbiamente sì. Magari potete abbinare un lavoro in palestra, ma è meno complicato di quello che sembra. Solo che, siamo onesti, bisogna anche avere una certa tolleranza al “fiatone”… e non è come finire una maratona passeggiando!

One Rode to Asa Bay (Bathory)

Canzone: One Rode to Asa Bay
Artista: Bathory
Album: Hammerheart (1990)

Va premesso che il testo sembra un po’ una traduzione dallo svedese. Allo stesso tempo, però, la narrazione è molto poetica ed evocativa. Nonostante il genere estremo della band (o di Quorthon, visto che faceva quasi tutto lui), non c’è nessuna volgarità nel testo. Anzi, a mente aperta ci si lascia trascinare dal racconto. La tematica è la cristianizzazione dei popoli scandinavi e spiega, tra l’altro, perché in quei paesi il cristianesimo è diverso rispetto a quello da noi. Ha infatti più elementi pagani, che non sono mai stati sradicati del tutto e, anzi, sono ancora forti nella tradizione. Questo dovrebbe far riflettere coloro che credono che esista una sola religione “vera”. Quorthon descrive bene la contraddizione della religione cristiana che, arrivata in Scandinavia per salvare tutti, reagiva con violenza verso chi non si convertiva. Diciamo che c’è un po’ di mitizzazione sulle violenze dei “conquistatori” cristiani in Scandinavia (non erano i conquistadores spagnoli nell’America latina, per intenderci), ma si comprende come viene vissuta la conversione dalla parte opposta. Quello che è vero è che comunque si parlava di salvezza, ma poi la fede non portava la gloria come gli dei scandinavi, bensì sudore, fatica e sofferenza. Ed ecco l’incoerenza, perché Odino offriva la gloria, un posto nel Valhalla. Il cristianesimo offriva la salvezza attraverso la conversione e il battesimo, ma era una religione con tanti divieti e bigottismo.

Testo

One man rode the way through the woods
Down to Asa bay
Where dragon ships had sailed to sea
More times than one could say
To see with own eyes the wonder
People told of from man to man
The God of all almightyness
Had arrived from a foreign land

The rumours told of a man
Who had come from the other side the seas
Carrying gold cross around neck in chain
And spoke in strange tongue of peace
He had come with strange men in armour
Dressed in purple shirts and lace
Smelling not of beer but flowers
And with no hair in face

And the bold man carrying cross
Had told all one of Asa bay
The God of all man woman child had come
To them all save
And to thank Lord of Heaven
One should build to God a house
And to save one’s soul from Hell
One should be baptised and say vows

A man of pride with the Hammer told new God
To build his house on own
And spoke loud of the Gods of their fathers
Not too long time gone
The rumours said the man with a beard like fire
And the Hammer in chain
By men in armour silenced was and by
Their swords was slain

Those who did not pay the one coin
Of four to man of new God
Whipped was twenty and put in chains then locked
By their neck to the log (To the log…)
And so all of Asa bay did build
A house of the cross
Every hour of daylight they did sweat
Limbs ached because faith does cost

And on the day two hundred
There it stood white to the sky
The house of the God of the cross
Big enough to take two dragon ships inside
And all of Asa bay did watch
The wonder raise to the sky
Now must the God of the cross be pleased
And satisfied

Just outside the circle of the crowd
One old man did stand
He looked across the waters
And blotted the sun out of his eyes with one hand
And his old eyes could almost see
The dragon ships set sail
And his old ears could almost hear
Men of great numbers call out Oden’s hail

And though he did know already
Though he turned face towards sky
And whispered silent words forgotten
Spoken only way up high
Now this house of a foreign God does stand
Now must they leave us alone
Still he heard from somewhere in the woods
Old crow of wisdom say
“People of Asa land, it’s only just begun”

Diete low carb, dimagrimento e perché evitarle

Parlare di diete low carb vuol dire mettere in un carrozzone diverse diete, che però ritornano a un pilastro: ridurre (drasticamente) l’assunzione di carboidrati. In passato, la dieta low carb per eccellenza era la zona di Barry Sears. La zona è ancora una dieta gettonata, ma nel frattempo si sono aggiunte altre varianti. La Dukan, la metabolica, la Atkins… sono tutti esempi di diete a basso contenuto di carboidrati. La promessa è sempre la stessa: dimagrire senza sforzi o velocemente. Per fare questo, ogni ideatore della sua low carb inventa le sue teorie. Per esempio, Sears demonizzava i carboidrati per l’insulina, ignorando che per lo sportivo sono proprio i carboidrati ad alto indice glicemico ad essere i più indicati per rigenerare il glicogeno muscolare. Altri sostengono che i carboidrati provocano il cancro, altri che causano dipendenza (gli zuccheri soprattutto). Poi c’è chi si impelaga in strambe teorie ormonali. E via discorrendo. Insomma, c’è di tutto, anche se poi i concetti sono i soliti due.

Le diete low carb sono gettonate nei paesi anglosassoni e in Germania. In Germania, molti medici le consigliano per dimagrire o quando si hanno problemi di salute. In Italia stanno prendendo sempre più piede, ma meno rispetto ad altri paesi perché, ammettiamolo, per noi è più difficile rinunciare alla pasta e alla pizza. Se la dieta mediterranea non esiste (è un’invenzione americana) e sbilancia troppo verso i carboidrati, la soluzione, d’altro canto, non può nemmeno essere l’estremo opposto delle diete low carb.

Ma sono davvero low carb?

C’è da dire che molte diete low carb non sono realmente low carb. Se uno mangia frutta e legumi a volontà, scoprirà di arrivare spontaneamente al 45-50% di carboidrati. E non è una dieta low carb in senso stretto. Praticamente, sono delle diete normali ed equilibrate, ma che demonizzano i cereali raffinati o la pasta. La stessa cosa vale per chi fa sport. Se uno ricarica molto bene dopo l’allenamento e segue una dieta “normale” quando non si allena, arriva sempre a una percentuale accettabile di carboidrati. E non è una low carb. Penso che molte diete spacciate per low carb servano semplicemente ad eliminare alimenti molto calorici come la pasta. Ma così non è low carb, appunto, bensì una dieta che ti fa assumere meno calorie!

Perché si ottengono risultati?

Il motivo più immediato per cui le diete low carb fanno dimagrire è che si risparmiano calorie. Le fonti di carboidrati sono spesso molto caloriche. È chiaro che, se ti dico di non mangiare carboidrati, ti sto in pratica dicendo di non mangiare alimenti molto calorici. Eh, ma allora non stai dimagrendo perché non mangi carboidrati, bensì perché hai ridotto le calorie.

L’altro motivo è che una dieta a scarso contenuto di carboidrati stimola di più il consumo di grassi. Peccato che:

1) i grassi bruciano sempre “al fuoco” dei carboidrati;
2) l’eccesso di corpi chetonici intossica l’organismo, portando i reni e il fegato a un superlavoro.

Se questa situazione prosegue a lungo o viene esasperata, si può arrivare al coma e alla morte. Alcuni possono addirittura avere livelli molto alti di colesterolo e trigliceridi.

Certo, non si può dire che non si dimagrisce, ma presto gli effetti rallentano e il metabolismo basale cala. Pertanto, una dieta low carb non è la via più indicata per dimagrire con equilibrio. O meglio, non è che non si possa assolutamente seguire, ma bisogna starci attenti e prendersi alcune giornate di ricarica. Altrimenti, l’organismo percepirà la costante carenza e il metabolismo si abbasserà.

Low carb e attività sportiva

Se uno si allena poco, tipo le 2-3 volte dello sportivo del week-end (situazione comunque non ottimale per avere benefici), il 45% di carboidrati andrà già bene rispetto al 50% da manuale degli sportivi con più frequenza. Se scende al 40%, probabilmente sarà costretto ad andare più piano. A parte la considerazione per cui è un controsenso voler andare più piano, sopravviverà lo stesso. Ma non è una dieta low carb in senso stretto. Una dieta low carb in senso stretto arriva a 100 g o meno di carboidrati al giorno. E dubito che sia una scelta che fa bene. Solitamente, anche per i sedentari è bene non scendere sotto il 45% di carboidrati. Perché, sì, lo sappiamo già, le attività blande consumano grassi. Ma i grassi bruciano “al fuoco” dei carboidrati! Se state facendo una low carb, potete pure sperimentare che è vero che i carboidrati sono utilissimi. Provate a reinserirli e lo potrete vedere. Vi sembrerà che, quasi per magia, state volando in allenamento. Non si sta dicendo che dovete abbuffarvi di carboidrati, bensì che c’è una grande differenza tra una low carb e una dieta equilibrata intorno al 50% di carboidrati.

Chi segue le diete low carb non è mai uno sportivo vero. Al massimo fa del blando jogging o cammina, insomma le tipiche attività di cardiofitness in cui si fatica poco. Oppure va in bicicletta per tante ore, ma ad andature come la mia quando corro a ritmo gara (e già io sono un tapascione…). E certo, se non hai delle ottimali riserve di glicogeno, come puoi riuscire a correre al massimo? Nessun problema, anche qui c’è la scusa: correre fa male e provoca problemi cardiaci! Inutile dire che è esattamente il contrario, cioè lo sport a medio-alta intensità abbassa la frequenza cardiaca a riposo, aumenta il colesterolo buono e protegge di più il cuore! È possibile fare una ciclizzazione dei carboidrati, ma lo scopo è diverso e stiamo parlando di un allenamento mirato, solitamente nell’ambito della palestra dove la corsa è solo una strategia per bruciare più calorie.

Il fatto è che le low carb fanno scadere le prestazioni. Come? Molto semplice:

non si forniscono all’organismo i carboidrati necessari all’attività sportiva.

È ovvio che, se uno brucia poco con la palestra o camminando, non gliene frega nulla di vivere costantemente a scorte vuote di glicogeno (*). Ma non ha senso, perché per restare in forma occorre che l’attività fisica abbia un’intensità non minimale. E un’intensità non minimale implica anche un volume non minimale come preparazione globale. Quindi, si bruciano tante calorie. E tante calorie bruciate, in questo caso, significano tanti carboidrati. Se io ho una dieta di 2400 kcal e corro per 3-4 volte a settimana, con un buon volume di allenamento, avrò bisogno di 300 g di carboidrati (il 50%) o anche di più (leggete pure l’articolo “Fai sport e mangia tanta pasta” per capire il discorso). Non ha senso che uno sportivo voglia far scadere le prestazioni. Di solito, uno cerca di esprimere il suo potenziale, che sia di 50′ o di 30′ sulla 10 km (vedi su corsa ed età fisica). Il risultato di una low carb è che, stando perennemente in deplezione, vi sentite più affaticati durante l’allenamento. Fare sport con il 40% o meno di carboidrati, se non è masochismo, ci va vicino. Ma anche per sviluppare una buona massa muscolare servono i carboidrati, e non solo ingozzarsi di proteine. Vi serviranno sempre i carboidrati, e non pochi. Come detto, al sedentario non frega nulla di tutto questo, ma non è una buona soluzione perché, senza una vera attività sportiva, il metabolismo continua a rimanere basso e inefficiente. Pertanto, con le low carb si dovrà fare sempre più fatica a mantenere il peso.

* Ricordo che il glicogeno si lega all’acqua (ed è tanta), quindi avere le scorte di glicogeno vuote crea una fittizia perdita di peso. Peccato che non si potrà fare sport al meglio!

Insomma, sono d’accordo che sia meglio favorire un po’ di più i grassi quando ci prende quella tipica fame da sport (ho scritto tutto in questo articolo), ma non bisogna estremizzare i concetti. I carboidrati servono per spingere al meglio nello sport, ma ciò che viene poco menzionato è che, da questo spingere, parte un’azione metabolica. Se le scorte di glicogeno sono scarse, magari potete dimagrire, ma il metabolismo cala perché non si abitua mai o quasi mai a tirare. Non è che si va forti inghiottendo quintali di carboidrati. Tutto dipende dal grado di allenamento e dalla predisposizione alla “sofferenza”. Per sfruttare bene il proprio allenamento, tuttavia, sono necessari i carboidrati. Può capitare a tutti di calare un po’ i carboidrati per qualche tipo di allenamento, ma poi si darà sempre una ricarica quando si vuole tirare.

Calcolo del fabbisogno calorico (e della massa muscolare)

Low carb per disintossicarsi (ah beh…)

Un’altra cosa che va di moda è quello della dieta low carb come dieta disintossicante. Per dieta disintossicante, si possono intendere tante cose ma, tante volte, parliamo anche una dieta con pochi carboidrati. Mi è capitato di vedere persone che avevano bisogno di “disintossicarsi” dai carboidrati, di sgonfiarsi da un fine settimana di eccessi o dalle abbuffate festive. Oppure semplicemente girava così a caso e si voleva perdere qualche chilo. Già il termine “disintossicarsi” fa capire che la visione dell’argomento non è razionale e non è supportata dalla scienza. Queste persone non vogliono capire che la perdita di peso è fittizia, esattamente come quando si riduce (tanto) il sale. Cosa provoca la perdita di peso quando si fa una dieta per “disintossicarsi” dai carboidrati? Molto semplice: è la perdita di glicogeno muscolare ed epatico.

L’acqua che si lega al glicogeno è tanta. Diciamo che circa 150 g di glicogeno equivalgono a 500 g di peso con l’acqua che si lega. Il glicogeno muscolare ed epatico, in una dieta low carb, viene solo parzialmente rimpiazzato. Se poi aggiungiamo la riduzione del sale e un apporto calorico più basso, ecco che vedremo la bilancia che cala anche di 3-4 kg in una settimana. I geni che sostengono la low carb cosa dicono, allora? Che, reintroducendo i carboidrati, si rimette su tanto peso come niente. Ma il peso perduto era fittizio! Non stai rimettendo su peso come niente, ma stai semplicemente riempendo le scorte che avevi cannibalizzato. Il glicogeno viene ripristinato e, al glicogeno, si lega l’acqua. E zac, sei di nuovo lievitato di 2 kg in un solo colpo! Tuttavia, per chi continua a sostenere le diete low carb, la colpa è sempre dei carboidrati.

La politica dell’emozione… cioè, tutto fumo e niente arrosto!

Essere mossi dall’emozione non è di per sé negativo. Tutto dipende da cosa quell’emozione ci suscita e ci porta a compiere. Se in un periodo storico abbiamo bisogno di un’emozione, è perché quello effettivamente ci serve. Pensiamo al “I have a dream” di Martin Luther King. King ripete questa espressione per ben otto volte nel suo discorso. Discorso che, in realtà, non offre un’analisi impeccabile del problema razzismo. È un’emozione, appunto. Ma è un’emozione che ha permesso di agire concretamente non solo per i diritti dei neri in America, ma anche contro la guerra. Non voglio affatto sminuire King, perché il discorso emotivo ha raggiunto il suo scopo. Ed era uno scopo positivo.

Anche in Italia abbiamo la politica dell’emozione. Purtroppo, spesso l’emozione è negativa o porta a reazioni negative. Quello che ho notato è che non siamo vittime di ciò solo da parte della destra radicale, ma da parte di tutti i partiti. Sì, anche quelli che dicono di voler fare rivoluzione. Ecco quello che hanno provocato i partiti politici al governo negli ultimi anni.

Lega violenta
Scagliarsi contro gli immigrati non è una gran genialata. Però funziona sempre, anche nei paesi più avanti come la Svezia (vedi quello che è avvenuto alle elezioni del 2018). Quando un paese è in crisi e non si hanno valide soluzioni, è facile prendersela con gli immigrati. Non nego che la forma dell’immigrazione debba essere rivista, ma il vecchio trucco di prendersela con gli stranieri scatena un odio e un risentimento in assenza di ideali politici moderni. Se voi guardate in concreto, la Lega non sa attuare nessuna politica di cambiamento positivo. Parli di stupri? L’unica cosa che Salvini sa dire è che gli stupratori vanno castrati. Si parla di baby gang? L’unica cosa che Salvini sa dire è che bisogna togliere la patria potestà. A questo punto, tagliamo pure la mano a chi ruba, no? Ah già, dimenticavo che Salvini odia gli islamici. La Lega concentra l’emozione (negativa) sull’immigrazione, che comunque è un problema vero, così da non ammettere che su tutto il resto non sa fare nulla o governa male.

La (finta) rivoluzione del M5S
Il partito è giovane e credo che ci sia una buona parte di teste che sanno pensare con modernità. Ma gente come Di Maio si mette in bocca la parola “cambiamento” e, con quel sorriso, ci prende beatamente per i fondelli. L’emozione è quella di combattere la casta e riempirci di promesse di cambiamento. Poi però scopri che il reddito di cittadinanza è una farsa e non sta cambiando granché. “Più tutto cambia e più tutto rimane uguale” dicevano gli americani dopo la Guerra Civile. Però la gente si concentra sulla guerra contro la casta e crede che il paese andrà meglio. Ma alla fine, il ruolo del M5S è stato sotto le aspettative. Avete notato che il sorrisetto di Di Maio è identico a quello di Renzi che poi ci fregava i soldi a mani basse? Capisco che sia impossibile pretendere un cambiamento in breve. E alcuni aspetti sono da apprezzare, come la lotta contro i vitalizi e il senso di educazione anziché di punizione. Ma la bufala sul reddito di cittadinanza è inaccettabile, un insulto all’intelligenza dei cittadini.

Il PD dei ladri
Il risultato del Vaffanculo Day? Altra gente che ci deruba. Il PD ci indottrina che l’Italia si è indebitata a causa dei Berlusconi che hanno governato prima. Ci coltivano (sì, uso appositamente questo verbo) con lo spirito europeo. E se non facciamo come dicono, ci spaventano con la minaccia di levarci anche quella misera ciotola di cibo. Incredibile ma vero, gran parte degli italiani ha paura dello spread che sale e delle ripercussioni da parte della UE se non ci soggioghiamo alla Germania o ad altri potenti. Il sentimento europeo, sì. Tutti dobbiamo sentirci europei, uniti e solidali. Così nel frattempo restiamo sempre gli zimbelli e personaggi come Renzi si arricchiscono, mentre noi dobbiamo accettare al più di sopravvivere.

Insomma, che sia la destra o la sinistra, questi sono esempi di come i politici ci fregano con le emozioni. Sicuramente, i media non aiutano, poiché le notizie sui giornali o siti come l’ANSA riportano ciò che si vuole far credere. Ad esempio, adesso che siamo con la Lega al governo, si parla molto di razzismo e immigrazione, ma poco o nulla sulla mancanza di modernità della Lega riguardo al lavoro o al modello della famiglia. Forse perché questo vorrebbe dire parlare male anche dell’opposizione? E la trovata del fare più figli per combattere l’invasione degli immigrati, andando in barba ai problemi ambientali causati dalla sovrappopolazione? Forse perché questo vorrebbe dire accusare anche i buonisti, magari del PD, che sbavano come decerebrati sulle orazioni del papa? I media sono parte attiva dell’emotività! Ci fanno tutti quanti il lavaggio del cervello e ci fregano. La colpa è però anche dei cittadini, che continuano a credere alle parole dell’imbonitore di turno. Se torniamo più indietro, possiamo anche citare Berlusconi e i comunisti che rappresentavano il male assoluto. Il male assoluto per le aspirazioni di potere e immagine del nano, ovviamente. Ma è così che Berlusconi riusciva ad accalappiare il voto di chi voleva essere come lui. Tanti comunissimi individui che sognavano di diventare dei piccoli Berlusconi. Non ci riuscivano? Colpa dei comunisti!

La politica dell’emozione (o forse della violenza?):

– distrae l’attenzione dai problemi seri;
– trova soluzioni semplicistiche senza risolvere i problemi.

Il M5S si è accanito sulle pensioni d’oro dei politici, ma ha dimenticato di dire che il problema nasce dalla popolazione. Una popolazione che ha il tipico vizio italiano di volersi arricchire sempre di più, fenomeno negativo a cui non si sottraggono anche i più poveri della classe. Salvini parla di ruspe qui e lì e attribuisce quasi sempre la colpa agli immigrati, ma la sicurezza si ottiene educando la popolazione alla civiltà e al rispetto (i genitori e la scuola sono elementi fondamentali). Tutti questi meccanismi di risonanza distraggono da come la società è degradata. Oppure non si discute a dovere del grave problema ambientale che i politici non vogliono prendere sul serio. Anzi, mentre gli studenti scioperano per sensibilizzare sul clima, sia la destra che la sinistra premono per cementificare sempre di più. Il discorso della politica dell’emozione vale anche per altri paesi. Trump non ha la più pallida idea di come si governa bene un paese, che sia nel verso conservatore (quale è) o liberale. È stato votato in un clima politico di crisi e rabbia sociale. E allora cosa fa? Dichiara la guerra alla Cina, ai media e, ovviamente, si accanisce sugli immigrati.

Non fatevi fregare dagli imbonitori. Guardate che cosa concretamente ha fatto o fa un partito politico. Se fa poco rispetto a quello che promette, votate un altro partito! Certo, ci può stare che qualcuno si opponga al cambiamento e quindi non sia del tutto colpa del partito scelto. Vedi il caso di Fico (comunque appartenente al M5S) contro le pensioni d’oro, che ha ricevuto l’opposizione di chi con la pensione d’oro faceva il pascià. Ma se un Di Maio promette una cosa e quello che fa è una bufala, vi state facendo prendere per i fondelli. Se un Salvini promette sicurezza e sa quasi solamente accanirsi sugli immigrati, vi state facendo prendere per i fondelli. Se il PD e le vecchie caste vi spaventano sullo spread che sale, vi state facendo prendere per i fondelli.

Ma l’Italia è razzista? Il vero problema è la mentalità vecchia!
Siamo ancora nel Medioevo?